(Sesto Potere) – Bologna – 3 ottobre 2026 – La Polizia di Stato di Bologna, nel pomeriggio di mercoledì 30 settembre, ha tratto in arresto in flagranza di reato un cittadino rumeno di 30 anni, ritenuto responsabile di un furto aggravato commesso ai danni di una donna anziana presso uno sportello ATM di un istituto di credito cittadino.
L’intervento, eseguito dalla IV Sezione – Contrasto Crimine Diffuso della Squadra Mobile della Questura di Bologna, ha consentito di interrompere l’azione criminosa nell’immediatezza e di recuperare la somma di 2.000 euro, appena sottratta alla vittima.
L’attività investigativa ha preso avvio intorno alle ore 12.00, quando un Operatore della Squadra Mobile, transitando in via Andrea Costa, notava nei pressi di uno sportello ATM un uomo che, con atteggiamento particolarmente circospetto, si nascondeva dietro ad alcuni cassonetti, osservando con attenzione le persone che si avvicinavano allo sportello bancario.
Il comportamento del soggetto appariva ancora più significativo quando, all’avvicinarsi degli utenti all’ATM, lo stesso indossava una mascherina chirurgica, evidentemente nel tentativo di rendere più difficoltosa la propria identificazione.
Gli investigatori decidevano pertanto di mantenere l’uomo sotto costante osservazione, anche alla luce dei furti con raggiro recentemente consumati presso sportelli bancomat cittadini. Poco dopo, infatti, il soggetto si avvicinava ad un anziano che stava effettuando un’operazione presso l’ATM, salvo poi allontanarsi dopo aver verificato che l’uomo stava effettuando una semplice operazione di consultazione del saldo.
L’uomo veniva quindi seguito e monitorato dagli investigatori. Poco dopo il trentenne raggiungeva un’autovettura con targa tedesca, parcheggiata a distanza dal precedente sportello ATM, e si allontanava in direzione di un altro sportello bancomat, per proseguire nella propria azione criminosa.
Gli investigatori, senza interrompere l’attività di osservazione, seguivano dunque il veicolo fino alla zona di via Mezzofanti, dove l’uomo scendeva nuovamente dall’autovettura e raggiungeva un altro ATM. Anche in questo caso il soggetto teneva una posizione defilata, nascondendosi prima dietro ad alcuni cassonetti, continuando costantemente ad osservare gli utenti dello sportello, ignorando le persone più giovani che vi si avvicinavano.
Alle 13:30 circa giungeva presso l’ATM una donna anziana. L’uomo, dopo averla osservata, raggiungeva rapidamente la donna di 69 anni, ed indossando la mascherina chirurgica si poneva alle sue spalle. A quel punto, con il pretesto di segnalare alla vittima una presunta anomalia dello sportello bancario, l’uomo iniziava a parlarle, sostenendo che una carta bancaria fosse rimasta bloccata all’interno dell’ATM.
Nel mentre si frapponeva tra la donna e lo sportello, copriva il display dell’ATM con un foglio di giornale e, con un movimento rapido, riusciva ad azionare i tasti della macchina e ad effettuare delle operazioni. Approfittando dello stato di confusione creato nella donna, l’uomo riusciva così ad impossessarsi di 2.000 euro in contanti, dandosi poi immediatamente alla fuga.
Gli investigatori, che avevano seguito ogni fase dell’azione, intervenivano immediatamente, bloccando il cittadino rumeno a poche decine di metri dallo sportello. La perquisizione ha consentito di rinvenire nella tasca del giubbotto la somma appena sottratta alla vittima, interamente composta da banconote da 50 euro, per un totale appunto di 2.000 euro, che veniva successivamente restituita alla donna. Nella disponibilità dell’uomo veniva inoltre rinvenuto ulteriore denaro contante, il materiale cartaceo utilizzato per occultare il display dell’ATM e alcune mascherine chirurgiche dello stesso tipo utilizzato dall’uomo durante il furto.
Si tratta di una modalità criminale particolarmente insidiosa, che fa leva sulla confusione e sulla vulnerabilità della vittima nel momento in cui sta effettuando un’operazione bancaria, utilizzando una notevole rapidità di esecuzione per sottrarre il denaro senza che la persona offesa riesca a rendersi immediatamente conto di quanto stia accadendo.
Quella appena descritta è una tipologia di reato particolarmente odiosa proprio perché rivolta soprattutto nei confronti di persone anziane, individuate come possibili vittime mentre utilizzano gli sportelli bancomat. L’attività investigativa ha consentito di interrompere l’azione criminosa proprio nel momento della sua consumazione, evitando che l’autore potesse allontanarsi con il denaro.
Gli accertamenti successivi consentivano inoltre di verificare che l’arrestato utilizzava anche un alias, a carico del quale risultavano numerosi precedenti per reati analoghi. In particolare, il 30enne era già stato destinatario di una misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Verona nel 2022 per una serie di furti aggravati commessi con modalità analoghe, nonché di ulteriori attività di polizia giudiziaria eseguite nel 2023 in altre province del territorio nazionale per fatti della medesima natura.
Nei confronti del cittadino rumeno risultava altresì ancora da eseguire un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa nel mese di gennaio 2024 dal Tribunale di Verona, nell’ambito di un procedimento penale relativo a furti aggravati commessi con lo stesso identico modus operandi.
L’uomo, pertanto, oltre ad essere stato arrestato in flagranza per il furto commesso nella giornata del 1° pottobre, è stato tratto in arresto anche in esecuzione del provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria.
Al termine degli accertamenti di rito, l’uomo è stato tradotto in carcere e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

