(Sesto Potere) – Forlì – 2 ottobre 2026 – “Apprendiamo con stupore e preoccupazione le dichiarazioni rilasciate da Claudio Miccoli (nella foto) – appena pochi mesi fa candidato Sindaco di Lega e Forza Italia a Faenza – durante la seduta del consiglio comunale faentino. Miccoli ha infatti annunciato le proprie dimissioni dall’assise manfreda motivandole con: l’assegnazione di un incarico di primo piano a Forlì: il coordinamento del «piano strategico per la città e l’area vasta». Riteniamo inaccettabile che l’assegnazione di tale incarico, di cui peraltro al momento non si trova traccia in atti formali, venga pre-annunciata dal diretto interessato alla stampa locale di un’altra città, mentre il Consiglio Comunale di Forlì, massima assemblea elettiva della nostra città, è tenuto all’oscuro di tutto. Ciò a maggior ragione visto che il piano strategico per lo sviluppo del territorio è un tema di assoluto rilievo, che non può essere gestito nelle segrete stanze o ridotto a una mera partita di compensazione politica interna alla maggioranza. L’assenza di informazione e trasparenza alimenta inoltre una serie di dubbi legittimi, che vanno dall’ammontare del compenso per l’incarico, ai contenuti esatti dalla collaborazione, ai criteri di selezione utilizzati per individuare la figura di Miccoli, peraltro in pensione già da alcuni anni”: afferma in una nota inviata oggi ai mass media dal gruppo consiliare comunale del Partito Democratico di Forlì.
“A fianco di questi aspetti, che sono di basilare trasparenza visto che si parla dei soldi dei forlivesi, c’è poi il piano, ancora più allarmante, dell’opportunità politica. Oltre che per la candidatura a Sindaco di Faenza per Lega e Forza Italia, il nome di Miccoli è infatti ripetutamente emerso alle cronache giornalistiche degli scorsi mesi in relazione a due rilevanti vicende giudiziarie. A luglio infatti è stato reso noto il suo inserimento nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Ravenna sulla gestione del territorio e sugli eventi alluvionali che hanno colpito la Romagna nel 2023. E risale invece a pochi giorni fa la condanna a due anni in primo grado per la vicenda, risalente al 2018, del tragico crollo della chiusa di San Bartolo, a seguito del quale perse la vita un tecnico della Protezione civile. Pur nel doveroso rispetto del principio di presunzione d’innocenza e del lavoro della magistratura, ci chiediamo se sia prudente e opportuno affidare la regia dello sviluppo futuro e della pianificazione strategica di Forlì e del comprensorio a una figura attualmente coinvolta in procedimenti giudiziari -uno dei quali, come detto, approdato recentemente a una condanna a 2 anni in primo grado- legati proprio al tema della sicurezza idrogeologica e tutela del territorio”: afferma, ancora, il gruppo comunale Pd di Forlì.
“Per tutte queste ragioni, chiediamo al sindaco di Forlì Zattini di riferire tempestivamente in aula per fare piena luce sulla vicenda, chiarendo modalità, criteri e procedure comparative in base alle quali si arrivati alla selezione del profilo di Miccoli e funzioni, responsabilità, durata e compenso previsti per l’incarico. Chiediamo infine al Sindaco se non ritenga opportuno, alla luce delle vicende giudiziarie che interessano Miccoli e della recente condanna per il crollo della Chiusa di San Bartolo, ritirare l’assegnazione dell’incarico. La gestione della cosa pubblica esige trasparenza, prudenza e rispetto del Consiglio. Presenteremo un’interrogazione affinché il sindaco Gian Luca Zattini risponda pubblicamente e senza reticenze alla città”: conclude il gruppo consiliare del Partito Democratico.

