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Sanità, 10 anni di donazione di organi e tessuti a cuore fermo: 170 i casi eseguiti dall’ECMO-Team del Bufalini

(Sesto Potere) – Cesena – 1 ottobre 2026 – L’Ospedale Bufalini di Cesena celebra quest’anno dieci anni dall’avvio dell’attività di donazione di organi e tessuti da pazienti deceduti a seguito della determinazione della morte con criteri cardiologici, la cosiddetta ‘donazione a cuore fermo’ destinata poi al trapianto.

Un percorso che ha portato alla realizzazione di 170 casi e che ha contribuito allo sviluppo di un modello organizzativo riconosciuto e adottato anche in altre realtà ospedaliere italiane, confermando il livello di competenza oggi raggiunto dalla rete ospedaliera dell’Ausl Romagna nel campo della donazione degli organi e tessuti.

La nascita e lo sviluppo di questo percorso, coadiuvato dal Centro Riferimento Trapianti della Regione, sono stati possibili grazie alla stretta collaborazione tra le diverse professionalità ospedaliere e all’istituzione dell’ECMO Team, coordinato dal dottor Alessandro Circelli, medico dell’unità operativa Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Bufalini, che ha consentito di strutturare competenze, procedure e modalità operative dedicate alla gestione di questi complessi percorsi assistenziali.

E proprio per le caratteristiche organizzative e professionali sviluppate, l’Ospedale di Cesena è stato individuato dalla Regione Emilia-Romagna come centro promotore dell’attività, con una funzione di supporto e diffusione del modello presso una parte significativa degli ospedali regionali.

In questi dieci anni di attività, l’ECMO Team cesenate ha contribuito alla realizzazione complessiva di 170 casi, di cui 60 presso l’ospedale Bufalini e 110 a supporto di altri ospedali, sia nell’ambito della rete regionale sia in ambito extraregionale. Una attività che testimonia la continuità del percorso intrapreso e la capacità dell’équipe di consolidare nel tempo un modello organizzativo e assistenziale che richiede un elevato livello di integrazione tra competenze cliniche, organizzative e assistenziali.

L’esperienza maturata a Cesena ha inoltre oltrepassato i confini regionali: il modello organizzativo e le competenze sviluppate sono stati infatti condivisi ed esportati in altre realtà ospedaliere italiane, tra cui l’Ospedale Torrette di Ancona e l’Ospedale Cardarelli di Napoli, contribuendo alla diffusione di un approccio strutturato alla donazione da donatore deceduto dopo determinazione della morte con criteri cardiologici.

“Il traguardo dei dieci anni rappresenta un momento importante per tutta la comunità professionale che ha contribuito alla costruzione e allo sviluppo di questo percorso – sottolinea il dottor Circelli, referente dell’ECMO Team –. E’ un grande risultato che si è potuto anzitutto raggiungere grazie alla generosità dei donatori e delle loro famiglie. I 170 casi realizzati sono il risultato di un lavoro multidisciplinare che coinvolge numerose figure professionali e richiede una forte capacità di coordinamento. Al tempo stesso, la possibilità di condividere l’esperienza maturata a Cesena con numerosi professionisti e strutture in diverse realtà italiane, rappresenta un elemento di particolare significato, perché ha contribuito alla crescita di competenze e all’avvio di percorsi autonomi in tante sedi. È un patrimonio di esperienza che riteniamo importante continuare a mettere a disposizione della comunità professionale, nell’auspicio che questo processo di condivisione, formazione e crescita della rete possa proseguire anche in futuro”.

“Il percorso della donazione dopo la determinazione della morte con criteri cardiologici – specifica Circelli – richiede infatti una stretta collaborazione tra le diverse strutture e professionalità coinvolte, dalla terapia intensiva al coordinamento della donazione ospedaliere e regionali, fino ai servizi diagnostici e alle équipe che intervengono nelle diverse fasi della procedura. I dieci anni di attività dell’Ospedale di Cesena rappresentano quindi non solo un importante traguardo temporale, ma anche l’occasione per valorizzare un’esperienza costruita attraverso la collaborazione tra professionisti e istituzioni e messa a disposizione di una più ampia rete ospedaliera”.