(Sesto Potere) – Forlì, 19 settembre 2026 – Un Salone Comunale gremito in ogni ordine di posti ha accolto venerdì 18 settembre il secondo convegno del Festival “Il Risorgimento appartiene a tutti noi. FORLÌ_2026. Chiamati a risorgere!”. Un pubblico numeroso e attento, ben oltre le attese, ha riempito una delle sale più grandi e prestigiose della città, confermando l’interesse crescente che la manifestazione sta raccogliendo di serata in serata.
Il convegno “Oltre la camicia rossa: i valori garibaldini nel XXI secolo ha proposto un Garibaldi inedito, raccontato oltre l’immagine dell’Eroe dei due mondi consegnata ai manuali. La camicia rossa è diventata il filo conduttore di un percorso in cui l’ardore e la patria si sono intrecciati con l’impegno per la libertà e per i valori democratici, ma anche con gli aspetti più intimi e meno conosciuti dell’uomo. Tre gli interventi che hanno acceso l’attenzione della sala. Lo storico Aldo Alessandro Mola ha condotto il pubblico alla scoperta del “Garibaldi esoterico”, tra simboli, appartenenze e dimensioni spirituali del generale. Davide Gnola, direttore del Museo della Marineria di Cesenatico, ha raccontato il “Garibaldi marinaio”, restituendo il legame profondo dell’eroe con il mare e la navigazione. Il notaio Mario De Simone ha infine accompagnato i presenti dentro l’intimo testamento spirituale di Garibaldi, un documento che svela il lascito più personale dell’uomo. Un mosaico di sguardi che ha reso il Risorgimento materia viva e di stringente attualità, restituendo alla platea un Garibaldi molto più complesso e sorprendente di quello celebrato dalla retorica.
Il calore del pubblico e la qualità degli interventi hanno confermato la formula del Festival: unire il rigore della divulgazione storica alla capacità di parlare al presente. Ma il cuore del Festival è il fine settimana che si apre proprio ora.
Sabato 19 settembre il Festival entra nel suo momento centrale e più spettacolare, con una giornata interamente dedicata alla rievocazione. Fin dalla mattina il centro storico si anima: dalle 10.30 in piazza Saffi gli antichi mestieri, in piazzetta della Misura i giochi d’epoca e nel salone del chiostro di San Mercuriale le attività ludiche per bambini e famiglie, mentre dalle 12 ai Giardini Orselli si apre al pubblico l’accampamento storico.
A Palazzo del Podestà resta visitabile la mostra “Res Publica”. Alle 12.30, in piazza Saffi, il cerimoniale storico con i picchetti d’onore e il cambio della guardia prepara l’appuntamento del pomeriggio. Alle 15 la cerimonia ufficiale di apertura con l’alzabandiera, alle 15.30 la grande parata storica che muoverà da piazza Ordelaffi lungo via delle Torri fino a piazza Saffi, dove andrà in scena la rappresentazione dal vivo della battaglia in difesa della Repubblica Romana del 1849, uno degli esperimenti democratici più avanzati del tempo, in cui il forlivese Aurelio Saffi ebbe un ruolo decisivo.
In serata, alle 21, l’ex Chiesa di San Giacomo del Museo Civico San Domenico ospita un grande concerto sinfonico dedicato a Giuseppe Verdi, con il direttore d’orchestra Michele Bui, il soprano Antonella Orefice, il mezzosoprano Tatiana Shumkova, il tenore Christian Cola e il pianista Sergio Catalano, insieme all’Orchestra Filarmonica delle Terre Verdiane di Reggio Emilia, al Coro Città di Forlì e alla Corale Lirica San Rocco. Dalla Traviata al Nabucco, dal Trovatore all’Aida, un viaggio tra le pagine più celebri del repertorio verdiano.
Domenica 20 settembre la manifestazione vive la sua giornata conclusiva. Dalla mattina tornano visitabili l’accampamento storico ai Giardini Orselli e le postazioni del cerimoniale, con i picchetti d’onore e il cambio della guardia. Nel pomeriggio, dalle 14.30, i gruppi di rievocazione sfilano di nuovo da piazza Ordelaffi verso piazza Saffi, dove la battaglia in difesa della Repubblica Romana entra nella sua fase conclusiva; alle 16.30 la cerimonia di chiusura con l’ammainabandiera suggella il fine settimana.
A chiudere il Festival, alle 21, è ancora la musica: nell’Abbazia di San Mercuriale un concerto di arie da camera e pagine pianistiche con il soprano Antonella Orefice e il pianista Sergio Catalano, tra le note di Verdi, Bellini, Donizetti, Liszt e Rossini. Le mostre, a partire da “Res Publica” a Palazzo del Podestà, restano visitabili fino al 27 settembre. Per entrambe le giornate è attiva in piazza Saffi l’area ristoro, con una proposta dedicata alla cucina risorgimentale e alla tradizione romagnola.


