(Sesto Potere) – Reggio Emilia – 11 settembre 2026 – – Dai boschi ripariali del torrente Rodano alle aree agricole, dai fontanili al complesso monumentale del Mauriziano, passando per i siti della Rete Natura 2000, le aree di riequilibrio ecologico e Campovolo. Un mosaico di paesaggi, ambienti naturali e testimonianze storiche che raccontano il rapporto tra uomo e natura e che entra a far parte della rete delle aree protette dell’Emilia-Romagna.
È il Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e Acque dell’Ariosto”, nel Comune di Reggio Emilia: un’area di oltre 5mila ettari nata per valorizzare un territorio di straordinario valore ambientale, paesaggistico e storico della pianura reggiana.
Con il via libera della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna e il parere della Commissione assembleare competente, si è infatti concluso l’iter previsto dalla legge. L’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale ha quindi proceduto all’istituzione del nuovo Paesaggio naturale e seminaturale protetto, il settimo riconosciuto in Emilia-Romagna.
A presentare oggi il nuovo Paesaggio naturale, l’assessora regionale a Parchi e Forestazione, Gessica Allegni, il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, il vicesindaco, Lanfranco De Franco, la presidente dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale, Luciana Serri, e il direttore, Valerio Fioravanti, la presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, Ada Francesconi, il coordinatore della Consulta d’Ambito E, Giuliano Parmiggiani e Marco Salardi dell’associazione Il Gabbiano.

“Con questo provvedimento- sottolinea l’assessora Allegni– continuiamo ad ampliare il sistema delle aree protette dell’Emilia-Romagna attraverso uno strumento che nasce dalla collaborazione con i territori e mette al centro la valorizzazione del paesaggio. E allo stesso tempo contribuiamo agli obiettivi della Strategia europea per la biodiversità 2030, che riconosce nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi una leva fondamentale per affrontare le sfide climatiche e ambientali. Parliamo di un’area nella quale ambiente naturale, attività agricole, corsi d’acqua, beni storici e culturali costituiscono un patrimonio unitario che merita di essere riconosciuto e sostenuto. La tutela della biodiversità passa anche dalla capacità di preservare questi equilibri e di accompagnare lo sviluppo dei territori con una visione condivisa e partecipata. È importante ricordare che questo riconoscimento non introduce nuovi vincoli, ma offre agli enti locali e alle comunità uno strumento per programmare interventi di conservazione, valorizzazione e fruizione sostenibile unitari e coerenti”.
“La nascita del Paesaggio naturale e seminaturale protetto ‘Terre e acque dell’Ariosto’- dice il sindaco Massari– è un risultato importante per tutta la nostra città perché racconta un modo di costruire le politiche del territorio che parte dall’ascolto e dalla partecipazione. Il suo valore sta nel risultato ottenuto ma anche nel percorso che ci ha portato fin qui: istituzioni, cittadini, associazioni, agricoltori e realtà del territorio hanno contribuito a definire insieme gli obiettivi, il perimetro e il futuro di quest’area. Stiamo parlando di oltre 5.000 ettari che mettono in relazione la città, la campagna, il sistema dei corsi d’acqua e alcuni dei luoghi più significativi della nostra storia e della nostra identità. È un patrimonio che vogliamo tutelare, ma soprattutto rendere sempre più accessibile e vissuto, attraverso la mobilità lenta, la riqualificazione ecologica e la valorizzazione dei luoghi naturali, storici e culturali. ‘Terre e acque dell’Ariosto’ è anche una scelta concreta di adattamento ai cambiamenti climatici. Più alberi, più aree permeabili, nuovi boschi e siepi, zone umide e interventi sui corsi d’acqua significano una città più capace di affrontare le ondate di calore, gli eventi meteorologici intensi e il rischio di allagamenti. È un investimento sulla qualità ambientale, ma anche sul benessere e sulla sicurezza delle persone”.
“L’istituzione di questo Paesaggio protetto- dice il vicesindaco De Franco– rappresenta un atto fortemente politico perché parte dal territorio stesso, da chi lo vive ogni giorno: è un risultato raggiunto grazie a un lavoro corale e propositivo durato quasi dieci anni, che ha coinvolto attivamente le istituzioni, le consulte e i singoli cittadini, le associazioni e le aziende agricole insediate nell’area. Un elemento fondamentale che ne contraddistingue l’identità è che si tratta della prima area protetta istituita in un ambito periurbano, perché i 5.200 ettari che compongono il Paesaggio protetto sono tutti all’interno del territorio cittadino e strettamente interconnessi con il tessuto cittadino. In prospettiva, quindi, potrà diventare un laboratorio permanente sulla cultura del paesaggio e dell’ambiente in grado di interrogarsi e fornire una nuova prospettiva nel rapporto tra città e campagna, con l’obiettivo di valorizzare un territorio in termini di conoscenza e fruizione consapevole e le sue produzioni agricole di eccellenza intese come parti integranti del suo Dna. È significativo che tutto questo accada nel segno dell’Ariosto, una scelta che ci ricorda come questi luoghi abbiano alimentato nei secoli una particolare idea di paesaggio, capace di intrecciare natura, lavoro dell’uomo e cultura”.

“Con l’istituzione del Paesaggio naturale e seminaturale protetto ‘Terre e Acque dell’Ariosto’- afferma la presidente dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale Serri– arriva a compimento un percorso costruito insieme al territorio in questi ultimi anni, ascoltando cittadine e cittadini, agricoltori, associazioni ed enti locali. Come Ente parchi ci troviamo ora ad avere in mano uno strumento concreto per tutelare un’area che unisce corsi d’acqua, fontanili, boschi ripariali e luoghi di grande valore storico come il Mauriziano, senza gravare con nuovi vincoli su chi vive e lavora in questo territorio. Il nostro lavoro comincia adesso: costruire insieme al Comune di Reggio Emilia e alla comunità locale il programma triennale di valorizzazione, tra mobilità lenta, sostegno all’agricoltura e cura della qualità delle acque. Un risultato che dobbiamo prima di tutto a chi in questi mesi ha messo tempo, competenza e conoscenza del proprio territorio al servizio di questo progetto”.
Il Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e Acque dell’Ariosto”
La proposta è stata promossa dal Comune di Reggio Emilia insieme all’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale ed è il risultato di un percorso partecipativo sviluppato tra il 2023 e il 2024, che ha coinvolto cittadine e cittadini, associazioni, agricoltori, allevatori, enti pubblici e rappresentanti del territorio. È proprio da questo confronto che è nata anche la denominazione “Terre e Acque dell’Ariosto”, scelta per richiamare il forte legame della figura di Ludovico Ariosto con quest’area del territorio reggiano.
L’area comprende il sistema del torrente Rodano e della sua rete idraulica, che rappresentano un importante corridoio ecologico tra la collina reggiana e la pianura, insieme a paesaggi agricoli caratterizzati da siepi, filari e prati stabili, boschi ripariali, tre Aree di riequilibrio ecologico e il sito della Rete Natura 2000 “Rio Rodano, Fontanili di Fogliano e Ariolo e Oasi di Marmirolo”. Ne fanno parte, inoltre, luoghi di grande valore storico e culturale come il complesso del Mauriziano, il quartiere Venezia, il complesso di San Lazzaro, Villa Malaguzzi e l’area di Campovolo, importante cuneo verde di connessione tra la città, le aree agricole e gli ambienti naturali circostanti.
Tra gli obiettivi del futuro programma di tutela e valorizzazione: il rafforzamento della rete ecologica, la promozione della mobilità lenta, la tutela e la valorizzazione dei beni storici e culturali, il sostegno a un’agricoltura sostenibile e all’agrobiodiversità, il miglioramento della qualità delle acque e il coinvolgimento di imprese e comunità locali.
I Paesaggi naturali e seminaturali protetti sono una specifica categoria prevista dalla legge regionale per individuare territori nei quali la presenza di habitat naturali si integra con attività umane tradizionali, consolidate e sostenibili. A differenza dei parchi e delle riserve naturali, non prevedono nuovi vincoli per le attività presenti, ma sono accompagnati da un programma triennale che individua azioni e interventi per la conservazione, la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale e la promozione di una fruizione sostenibile del territorio.

