(Sesto Potere) – Bologna, 8 settembre 2026 – L’educazione alla cittadinanza globale, alla pace, allo sviluppo sostenibile, ai diritti umani e all’interculturalità sarà al centro della VI Conferenza internazionale dell’Academic Network for Global Education & Learning (ANGEL), in programma il 10 e 11 settembre presso il complesso didattico Berti Pichat dell’Università di Bologna (Viale Carlo Berti Pichat, 6).
In un momento di profonda incertezza globale, segnato da conflitti, crisi ambientali, crescenti disuguaglianze e dall’ascesa di nazionalismi e autoritarismi, la conferenza – organizzata in collaborazione con l’Alma Mater e l’UCL Institute of Education – intende promuovere una riflessione sul ruolo dell’educazione globale come forza capace di contribuire alla costruzione di pace, giustizia e azione collettiva.
“Siamo particolarmente onorati di accogliere per la prima volta in Italia la conferenza internazionale di questa rete di esperti di tutto il mondo, in un momento storico attraversato da conflitti, diseguaglianze e policrisi ambientali, il tema dell’educazione alla cittadinanza globale è più che mai attuale. È inoltre significativo che questo incontro avvenga proprio alla vigilia dell’avvio della collaborazione fra Unibo e Comune di Bologna per la costituzione di un Centro Risorse su Educazione alla cittadinanza globale sul territorio bolognese”, sottolinea Massimiliano Tarozzi, docente di Pedagogia generale e sociale al Dipartimento di Filosofia dell’Alma Mater, oltre che titolare della Cattedra UNESCO e direttore dell’IRC-GloCEd – Centro di Ricerca Internazionale sull’Educazione alla Cittadinanza Globale.
Ispirato ai principi della Dublin Declaration – The European Declaration on Global Education to 2050, l’appuntamento riunirà per due giornate ricercatrici e ricercatori, educatrici ed educatori, professionisti e decisori politici provenienti da tutto il mondo, che si confronteranno su questi temi, ribadendo come l’educazione e l’apprendimento globale siano uno spazio fondamentale per il dialogo, l’indagine critica, il
dissenso e la solidarietà.
Quali conoscenze sono considerate rilevanti? Chi ha voce nella costruzione dei saperi? Quali futuri immaginiamo e come può l’educazione globale andare oltre la retorica per tradursi in pratiche realmente significative e trasformative?
Sono gli interrogativi che guideranno il confronto tra ricerca, politiche pubbliche e pratiche educative.
Il programma della confrenza (https://angel-network.net/ANGELConference2026 – in alto frame dal sito web) prevede sessioni plenarie, workshop, simposi e presentazioni di ricerca. Tra i principali filoni di discussione figurano le prospettive decoloniali, femministe, indigene e del Global South, l’analisi critica delle eredità coloniali e delle dinamiche geopolitiche contemporanee, oltre alla sfida di tradurre la ricerca e le evidenze scientifiche in azione educativa attraverso metodologie innovative, strumenti di valutazione e approcci pedagogici.
La conferenza affronterà inoltre le implicazioni dei rapidi cambiamenti tecnologici, tra cui digitalizzazione e intelligenza artificiale, in termini di giustizia globale, sostenibilità ambientale e costruzione di futuri più equi.

