(Sesto Potere) – Forlì – 2 settembre 2026 – Si svolgerà nella giornata di domani giovedì 3 settembre a Torino l’insediamento di una cabina di regia delle Regioni del Nord: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna per elaborare una piattaforma comune sulle politiche industriali, creare una piattaforma comune sul settore manifatturiero e produttivo, con l’obiettivo di contare di più nei rapporti con il Governo italiano e con l’Unione Europea.
Tra i soggetti coinvolti Confindustria, con le rispettive ramificazioni territoriali, che lavoreranno a stretto contatto con gli assessori allo Sviluppo economico delle Regioni del Nord interessate dall’accordo.
A commentare positivamente la notizia è Legacoop Romagna che in una nota afferma: “Si tratta di un primo passo per ottenere quello scatto da parte di tutta la politica nazionale, auspicato dal Presidente della Regione Michele De Pascale, durante il Meeting di Rimini, in vista della prossima Legge Finanziaria e dell’annunciato “Decreto Imprese”.
A Legacoop Romagna convince dell’iniziativa il fatto che: “l’intenzione manifestata dal Presidente de Pascale sia quella di non alimentare un egoismo territoriale, bensì di mettere le potenzialità di sviluppo delle regioni del Nord (si fa riferimento ad un’area che vale il 51,3% del Pil italiano e concentra il 63% dell’export nazionale) a disposizione dell’intero Paese, lavorando su normative più semplici e rapide, che consentano di competere con altre regioni europee”.
I dati rilevati dal Centro Studi di Legacoop Romagna fra le cooperative: “confermano criticità, ma, allo stesso tempo, una propensione ad innovare, che potrebbe trovare una sponda importante negli interventi normativi nazionali, così come auspicato dal Presidente della Regione. Con i dati consuntivi alla mano del primo semestre 2026, le cooperative romagnole confermano un andamento non certo brillante, che risente della situazione nazionale: un PIL la cui crescita per l’anno in corso è confermata e stimata allo 0,9 e una inflazione che negli ultimi due mesi è già salita al 3%, a causa degli aumenti di carburanti e materie prime (vedremo se si confermerà la previsione di fine 2025 di un + 2,7 per l’intero anno in corso). Una situazione stagnante, con dati nazionali di Pil ed inflazione che, di fatto, sono anche speculari a quelli dell’intera UE”.
“Il corso degli andamenti aziendali, tuttavia, conferma che il 65% delle cooperative romagnole non ha timori a portare avanti i progetti di innovazione, prevedendo gli investimenti conseguenti. Più specificatamente, il 66% delle imprese sta valutando la necessità e l’impatto dell’intelligenza artificiale e oltre un terzo delle cooperative aderenti (il 33,8%), ha già “acquistato” ed inserito l’intelligenza artificiale nei processi produttivi, in particolare a riduzione dei carichi di lavoro, nelle mansioni più pesanti. Un dato pari a più del doppio di quello relativo alle imprese italiane, che è fermo al 16,4% (dati ISTAT su “Imprese e ICT” riguardanti il 2025)”: spiega Legacoop Romagna.
«Riteniamo opportuno e tempestivo l’appello del presidente de Pascale – commenta il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi (nella foto) –. Il mondo della cooperazione romagnola vive questa fase economica con preoccupazione, ma senza mai abbandonare l’impegno a perseguire la crescita e l’innovazione. Servono interventi concreti su molteplici ambiti, dall’energia, al credito alla semplificazione normativa per le imprese, all’estensione anche al Nord della Zona economica speciale per il Mezzogiorno alle politiche per la casa e per il lavoro: è necessario che la prossima Legge Finanziaria per il 2027 non ricalchi lo schema scarsamente efficace seguito lo scorso anno».
«Il nostro auspicio – aggiunge Lucchi – è che questo percorso positivo sostenuto dal Presidente della nostra Regione veda il coinvolgimento delle rappresentanze di tutti i settori produttivi: serve uno sforzo corale che consenta di ridisegnare un modello che, a partire da una ripresa della produzione industriale (mai riassestatasi dal post covid), sia in grado di mettere a valore le potenzialità di tutte le filiere, in una visione che sposa i principi della cooperazione, dal punto di vista istituzionale e produttivo».

