(Sesto Potere) – Forlì – 31 agosto 2026 – «L’Emilia-Romagna è sempre stata all’avanguardia nella cura delle persone e nella costruzione di un welfare di qualità, ma oggi, di fronte all’invecchiamento della popolazione e alla necessità di ripensare l’assistenza agli anziani, la Giunta di sinistra appare impacciata e ancora troppo legata ai vecchi modelli. A indicare una strada nuova sono invece due Regioni governate dal centrodestra, Piemonte e Veneto, che stanno mettendo al centro un principio molto chiaro: RSA più forti per chi ne ha bisogno, ma anche più assistenza domiciliare e più sostegno alle famiglie per permettere agli anziani di rimanere nella propria casa il più a lungo possibile».
Lo dichiara Rosaria Tassinari, deputata di Forza Italia e vice coordinatrice vicaria Regionale dell’Emilia-Romagna di Forza Italia e responsabile del partito per la Romagna, intervenendo sul dibattito aperto dal presidente del Piemonte Alberto Cirio sul futuro delle RSA e sulle scelte che anche il Veneto, con il presidente Alberto Stefani, sta portando avanti sul fronte della domiciliarità e della presa in carico delle persone anziane.
«Il progressivo invecchiamento della popolazione ci impone di ripensare il sistema. È particolarmente significativo che Piemonte e Veneto stiano lavorando nella stessa direzione: superare una visione nella quale la risposta alla non autosufficienza sia affidata esclusivamente alle strutture residenziali o, all’opposto, esclusivamente alla famiglia. Serve invece un sistema integrato, capace di costruire la risposta più adatta alle condizioni di ogni persona, attraverso RSA, assistenza domiciliare, caregiver, telemedicina e servizi di prossimità».
«Le RSA restano fondamentali e devono essere sostenute e rafforzate, perché esistono condizioni di non autosufficienza nelle quali l’assistenza residenziale è indispensabile. Ma dobbiamo contemporaneamente creare le condizioni perché un anziano possa continuare a vivere nella propria casa, nel proprio ambiente e vicino ai propri affetti il più a lungo possibile, quando le sue condizioni lo consentono».
Tassinari torna quindi sul confronto con l’Emilia-Romagna: «Proprio perché la nostra Regione ha una storia importante nelle politiche sociali e sociosanitarie, dovrebbe avere la capacità di anticipare il cambiamento. Invece oggi sembra bloccata nel ripensare complessivamente il sistema, mentre Piemonte e Veneto stanno tracciando una linea innovativa: rafforzare le RSA per chi ne ha realmente bisogno e, contemporaneamente, investire sulla domiciliarità, sui caregiver e su una rete territoriale che sostenga concretamente le famiglie».
Per la deputata di Forza Italia il tema chiama in causa anche il ruolo dei cattolici impegnati nelle istituzioni.
«Essere cattolici in politica significa anche mettere concretamente la famiglia al centro delle politiche pubbliche. Non può essere soltanto un’affermazione di principio: significa aiutare le famiglie quando devono prendersi cura di un genitore o di un nonno anziano, dando loro servizi, assistenza domiciliare e sostegno affinché questa scelta non diventi un sacrificio insostenibile. È un’applicazione concreta del principio di sussidiarietà: le istituzioni devono stare al fianco della famiglia, sostenendone la capacità di cura e intervenendo quando questa non è più sufficiente».
«Piemonte e Veneto – conclude Tassinari – stanno indicando una strada che merita di essere approfondita anche a livello nazionale e che l’Emilia-Romagna dovrebbe avere il coraggio di percorrere. Dobbiamo passare dalla logica della singola prestazione alla presa in carico della persona: RSA quando necessaria, assistenza a casa quando possibile, sostegno ai caregiver e servizi territoriali. L’obiettivo deve essere garantire agli anziani la migliore assistenza possibile, permettendo loro, quando ci sono le condizioni, di vivere il più a lungo possibile nel luogo che sentono davvero come casa e dando alle famiglie la certezza di non essere lasciate sole».

