(Sesto Potere) – Rimini – 29 agosto 2026 – “Dov’è il Bando tipo per le concessioni balneari? Siamo a fine estate e si stima che su oltre 600 Comuni costieri italiani già il 10% abbia già avviato una procedura di gara. Il Consiglio di Stato ha chiarito che le concessioni sono definitivamente scadute il 31 dicembre 2023. Il 30 settembre 2027 è la data entro la quale andranno effettivamente effettuate le gare. Da anni i Comuni italiani – i dirigenti, i segretari comunali, i Sindaci – sono in fibrillazione, così come i concessionari, che attendono indicazioni sul futuro del loro lavoro e delle loro famiglie. Eppure, tutto tace”: se ne lamenta con un comunicato stampa Legacoop Romagna.
“Soprattutto a tacere è il Governo, che promette da mesi un Bando tipo (utile per avere un quadro omogeneo di regole per i Comuni) e un decreto ministeriale sui criteri di indennizzo. Il 25 febbraio 2026, rispondendo a un’interrogazione alla Camera, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aveva annunciato che il Bando tipo sarebbe stato adottato “entro fine marzo”. Il 23 luglio ripetè la promessa spostando la scadenza “entro la fine del mese”. Ma ad oggi, nessuna delle due date è stata rispettata”: accusa Legacoop Romagna.
“Il testo (del bando, ndr) resta fermo al passaggio in Conferenza Unificata (l’organo di cooperazione e raccordo tra Stato, Regioni, autonomie locali). In più occasioni sono state diffuse slide contenenti alcuni dei criteri, ma lontane dal testo conclusivo. In questo quadro di ritardi”: Legacoop Romagna afferma di riconoscere ed apprezzare “il lavoro di confronto costante con enti locali e associazioni di categoria svoltosi in Emilia-Romagna, utile a definire linee guida condivise” e si ricorda che sono state ribadite da tutti i protagonisti del nostro modello turistico nel confronto con il Governo”.
In particolare, Legacoop Romagna indica tra le linee guida condivise alcuni punti chiave per il settore, tra cui: “il riconoscimento dei servizi collettivi di salvamento e l’importanza dell’aggregazione cooperativa tra microimprese come ossatura del modello emiliano-romagnolo”.
“Ma senza la sintesi di regole e scelte che compete al Governo, è ormai certo che ogni Comune tenderà a muoversi in ordine sparso e il modello balneare sarà ancora più a rischio. Essersi coordinati in Romagna, con uno sforzo di sintesi che ha visto collocati dalla stessa parte Regione, Comuni costieri, rappresentanze dei balneari e delle cooperative, però, non basta più. Per questo continuiamo a sollecitare il Governo ed in particolare il Ministro Salvini, che del Tavolo di confronto nazionale ha la responsabilità, a fare la propria parte”: conclude Legacoop Romagna.

