(Sesto Potere) – Forlì – 28 agosto 2026 — “Di fronte all’ennesimo decreto energia dell’ultimo minuto, il giudizio di Legacoop Romagna sulla politica del Governo in materia non può che rimanere sostanzialmente negativo. Siamo in piena crisi energetica, una situazione complessa che si dovrebbe avere il coraggio di riconoscere come strutturale. L’Italia annaspa, rincorrendo soluzioni emergenziali e provvedimenti tampone che, di fatto, non sollevano né i cittadini, né le imprese. In questo complesso 2026 ci siamo anche dovuti abituare a decreti che durano da due a sette giorni, riducendo le accise, ma sostanzialmente senza effetto reale sul costo alle stazioni di servizio. L’ultimo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni fa”: scrivono in una nota Legacoop Romagna e Federcoop Romagna (nella foto il presidente Lucchi).
“Da maggio ad oggi la benzina è cresciuta del 5%, evidenziando un trend che non si ferma. Ancor peggio il gasolio, che resta saldamente sopra i 2 euro al litro (con picchi anche molto superiori). A farne le spese, innanzitutto, le cooperative di trasporti e logistica che movimentano in Italia l’80% delle merci, costituendo di fatto, il motore insostituibile della quotidianità delle famiglie e delle imprese. Grazie all’importante lavoro di Legacoop nazionale e delle altre sigle di categoria è da mesi all’ordine del giorno il finanziamento del credito di imposta per la riduzione del costo carburante sulle imprese. Le risposte arrivate sono importanti, in parte continuative, ma, di certo, non sufficienti per garantire la tenuta e la sostenibilità di un settore che, solo guardando alle cooperative romagnole associate, conta 25 aziende, 1.100 soci, 1.500 dipendenti e un fatturato di oltre 32 milioni”: aggiungono Legacoop Romagna e Federcoop Romagna.
“Una situazione che sta impattando anche sulla tenuta delle filiere – pensiamo ai trasporti di ortofrutta e altre derrate alimentari, ad esempio – con riflessi potenziali, ma assai realistici, sul costo della vita. Ma non si tratta solo di carburanti. Gli aumenti riguardano anche gas ed energia, interessando la manifattura e l’industria, in particolare in questo periodo dell’anno, alle porte del prossimo inverno. La situazione geopolitica, del resto, non sembra sul punto di rasserenarsi, né di determinare una svolta vera e duratura nelle tensioni internazionali, che tanto impatto hanno sul caro energia. Eppure, se è vero – sono dati usciti pochi giorni fa – che dal 1996 ad oggi il prezzo della benzina in Italia è raddoppiato, è anche evidente che il tempo per pianificare una nuova politica energetica nazionale, ci sarebbe stato”: conclude la nota di Legacoop Romagna e Federcoop Romagna.

