(Sesto Potere) – Imola – 27 agosto 2026 – Il prof. Nando Dalla Chiesa – docente di Sociologia all’Università Statale di Milano, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa – e i suoi studenti sono stati ospiti del Teatro Comunale Ebe Stignani di Imola per la prima tappa di Università itinerante, programma estivo della Facoltà di Scienze Politiche e del suo Osservatorio sulla criminalità organizzata, dedicato quest’anno all’Emilia Romagna.
Ad accoglierli il Sindaco Marco Panieri, l’Assessore alla cultura, giovani e legalità, Giacomo Gambi, insieme a Luca Rebeggiani, dirigente area Servizi per la cultura del Comune di Imola e a una delegazione di Libera.
La scelta di partire da Imola per l’edizione 2026 di Università Itinerante risponde a un obiettivo preciso: tornare alle origini del movimento antimafia.
“In effetti – spiega il prof. Dalla Chiesa – gli studiosi sanno bene che la storia del movimento antimafia può essere distinta in due grandi fasi: quella delle lotte contadine per la terra e, a partire dai primi anni Ottanta, quella delle lotte studentesche per affermare il principio di legalità democratica contro il potere mafioso. Ma neanche gli studiosi sanno che la scintilla da cui partì questa seconda fase nazionale scoccò un mattino d’autunno del 1982 al Teatro Ebe Stignani di Imola, dove si svolgeva una manifestazione studentesca, a cui fui invitato. Dopo l’assassinio di mio padre, il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, in cui persero la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, chi meglio dei giovani poteva immettere nella vita pubblica l’energia necessaria per rispondere e contrastare nel Paese l’onnipotenza della mafia? Per me fu una illuminazione. Più che puntare sulla solidarietà di partiti e sindacati, comunque necessaria, capii quanto fosse necessario investire energie e speranze di giustizia negli studenti delle scuole e nella loro domanda di diritti e democrazia. Da lì iniziò un viaggio senza fine, settimana dopo settimana, per l’Italia. In pochi mesi nacque a Milano il coordinamento degli insegnanti e presidi contro la mafia. Sempre attraverso la scuola nacque spontaneamente un ponte tra il Nord e la Sicilia, in cui brillarono alcune scuole emiliane che promossero dibattiti e gemellaggi in serie. Il resto è storia un po’ più conosciuta, a cui l’Emilia partecipò con oceanici appuntamenti al Palazzetto dello Sport di Bologna in occasione del Maxiprocesso”.
Il programma di Università itinerante proseguirà fino al 30 agosto in altre città dell’Emilia Romagna – Bologna, Modena e Reggio Emilia -, regione alla quale è dedicata l’edizione 2026.
“Ringraziamo Nando dalla Chiesa per aver scelto ancora una volta Imola come luogo della memoria e dell’impegno civile e per la sua partecipazione a questa giornata che ci invita a ricordare un passaggio importante della storia della nostra città e, più in generale, della lotta alle mafie nel nostro Paese – commentano il Sindaco Marco Panieri e l’assessore Giacomo Gambi –. È significativo che proprio da Imola, una città lontana dalla Sicilia, sia arrivato un messaggio così forte: la lotta alla mafia non poteva essere considerata una questione che riguardava soltanto una parte del Paese, ma una responsabilità collettiva. E altrettanto significativo è che quella esperienza abbia contribuito a rafforzare una convinzione destinata a diventare centrale nel movimento antimafia: investire sui giovani, sulla scuola, sulla conoscenza e sulla partecipazione democratica. È una lezione che Imola continua a coltivare anche oggi. Le mafie cambiano, si trasformano, cercano nuovi spazi nell’economia e nella società. Per questo non basta ricordare: occorre mantenere alta l’attenzione, rafforzare la cultura della legalità e costruire ogni giorno gli anticorpi civili e democratici necessari a contrastare le organizzazioni mafiose. In questo percorso la scuola ha un ruolo fondamentale. È proprio nelle scuole che si formano cittadini consapevoli, capaci di riconoscere i fenomeni mafiosi, di respingere la cultura dell’illegalità e dell’indifferenza e di comprendere che la legalità non è soltanto il rispetto delle regole, ma è soprattutto responsabilità, libertà, partecipazione e difesa dei diritti”.
“Per questo, come Amministrazione comunale, intendiamo continuare a sostenere e promuovere percorsi di educazione alla legalità rivolti alle nuove generazioni, nella convinzione che la migliore risposta alle mafie sia una comunità che conosce la propria storia, non dimentica e sceglie ogni giorno da che parte stare. La presenza oggi di Nando dalla Chiesa, insieme agli studenti e ai partecipanti all’Università itinerante, ci offre l’occasione per rinnovare questo impegno. Imola ha contribuito a una pagina importante della storia dell’antimafia: il nostro compito è fare in modo che quella memoria continui a generare consapevolezza e partecipazione”: concludono il Sindaco Marco Panieri e l’assessore Giacomo Gambi.

