venerdì, Agosto 21, 2026
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Straniero si getta in mare con l’auto e la moglie a Cattolica: fermato per tentato omicidio

(Sesto Potere) – Riccione/Cattolica – 21 agosto 2026 – I Carabinieri della Compagnia di Riccione (RN) hanno rintracciato e sottoposto a “fermo di indiziato di delitto” (*) un 45enne straniero, residente a San Giovanni in Marignano (RN), gravemente indiziato del tentato omicidio della moglie, avvenuto poche ore prima al porto di Cattolica (RN).
Il 45enne è stato individuato ieri in tarda serata nei pressi di un’aera boschiva non lontano dalla propria abitazione, dopo alcune ore di serrata caccia all’uomo. 
Secondo quanto ricostruito dai militari, anche sulla base delle dichiarazioni rese dalla donna, lo stesso, nel pomeriggio, le avrebbe proposto di uscire insieme in automobile, con il pretesto di recarsi a fare la spesa. Nonostante l’insolita richiesta, accettava di accompagnarlo.
Una volta giunti nella zona portuale, il conducente avrebbe improvvisamente aumentato la velocità dell’auto dirigendola deliberatamente verso il mare. Dopo aver urtato un palo, l’automobile terminava la propria corsa nelle acque, in un punto in cui la profondità raggiunge circa 3 metri.
In quei concitati momenti, l’uomo riusciva per primo ad abbandonare l’abitacolo, mentre la moglie rimaneva inizialmente all’interno dell’autovettura che si stava rapidamente allagando, riuscendo a liberarsi poi solo attraverso il lunotto posteriore del mezzo.
Accortisi della presenza dei due in evidente difficoltà nelle acque, alcuni presenti si attivavano immediatamente per soccorrerli: due uomini si tuffavano in acqua e con l’ausilio di una cima fornita dalla banchina, raggiungevano la coppia, la metteva in sicurezza, traendola in salvo, anche perché la 44enne non sapeva nuotare. Veniva quindi trasportata presso l’ospedale di Pesaro per accertamenti, fortemente provata per quanto appena accaduto, mentre l’uomo, non appena raggiunta la banchina, si dava alla fuga facendo perdere le proprie tracce. 
Scattavano immediatamente le ricerche da parte dei Carabinieri, con l’attivazione delle pattuglie presenti sul territorio e l’avvio di una serrata attività finalizzata a rintracciare il fuggitivo, condotte senza soluzione di continuità, che consentivano successivamente di individuarlo e bloccarlo. 

Gli accertamenti permettevano di ricostruire il quadro dell’intera vicenda.

foto by https://tribunale-rimini.giustizia.it/

La notte del 18 agosto, i Carabinieri erano intervenuti presso l’abitazione della coppia a San Giovanni in Marignano a seguito di una richiesta di intervento per una lite familiare. In quella circostanza l’uomo, alla vista dei militari, aveva assunto un comportamento violento e minaccioso, opponendo una forte resistenza al controllo, procurando lievi lesioni a due Carabinieri e danneggiando un’autovettura di servizio. Era stato quindi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Sottoposto a giudizio per direttissima presso il Tribunale di Rimini, l’arresto era stato convalidato e nei suoi confronti era stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. 
La circostanza assume particolare rilievo poiché l’uomo avrebbe maturato un forte rancore nei confronti della moglie, ritenendola responsabile di quanto accadutogli e del suo arresto. La stessa ha riferito che, dopo essere rientrato a casa, il marito le aveva espressamente chiesto se fosse stata lei a chiamare i militari.
Il 45enne, prima di uscire con la coniuge, avrebbe proposto anche alla figlia maggiorenne di accompagnarli, ricevendo tuttavia un rifiuto.
La dinamica dell’ingresso dell’autovettura nelle acque del porto, la profondità del punto interessato, le dichiarazioni raccolte e gli ulteriori elementi acquisiti nel corso degli accertamenti hanno quindi consentito agli investigatori di delineare un grave quadro indiziario a carico del 44enne, ritenendo che la condotta possa essere stata volontariamente diretta a cagionare la morte della moglie.
Al termine delle attività, l’uomo è stato sottoposto, d’iniziativa della Polizia Giudiziaria, a “fermo di indiziato di delitto” per l’ipotesi di tentato omicidio e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria riminese. Il giudice deciderà se liberare la persona o applicare una misura cautelare come i domiciliari o la custodia in carcere.

Intanto, proseguono gli accertamenti dei Carabinieri, in raccordo con la Capitaneria di Porto per gli aspetti di rispettiva competenza, al fine di ricostruire compiutamente ogni fase dell’accaduto e consolidare il quadro investigativo.

(*) è una misura provvisoria della libertà personale. Viene disposto dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria quando ci sono gravi indizi di un reato grave e un reale pericolo che la persona possa fuggire