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Centri estivi Comune di Faenza e Unione della Romagna Faentina: 2000 presenze a settimana e 13mila ore di sostegno

(Sesto Potere) – Faenza – 18 agosto 2026 – Circa duemila presenze settimanali tra i 3 e i 14 anni, 19 centri territoriali attivati e oltre 21mila ore di supporto dedicate all’inclusione dei minori con disabilità. Si avvia alla conclusione il servizio offerto della rete dei centri estivi accreditati dal Comune di Faenza e dall’Unione della Romagna Faentina per la stagione estiva, un piano strutturato che da giugno alla riapertura delle scuole ha coniugato attività ricreative, presidi parrocchiali, progetti di cittadinanza attiva e sostegno economico alle famiglie.

A fare il punto sull’organizzazione del servizio è stata l’amministrazione comunale, a seguito delle visite svolte dall’assessora ai Servizi educativi Martina Laghi presso le strutture del territorio, affiancata dall’intervento dell’assessore al Welfare Davide Agresti sull’efficacia delle misure d’integrazione socio-educativa.

Da giugno fino alla riapertura delle scuole, Faenza propone, infatti, attività organizzate dalle diverse associazioni della città con una rete dei centri estivi faentini che accoglie ogni settimana una media di circa 2.000 bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 14 anni. La proposta spazia tra differenti ambiti – dallo sport all’arte, dalla musica al teatro – grazie al lavoro di animatori e educatori in collaborazione con i gestori, che operano in gran parte all’interno di strutture, impianti sportivi e plessi scolastici messi a disposizione dall’amministrazione comunale.

Particolare rilevanza all’interno dell’organizzazione complessiva riveste l’inclusione dei minori con disabilità, tema verso il quale il Comune di Faenza e l’Unione della Romagna Faentina hanno in essere un protocollo per una specifica attenzione garantendo l’accesso ai servizi e il necessario supporto educativo. In quest’ambito, nel territorio dell’Unione faentina i servizi hanno accolto 142 bambini e ragazzi con disabilità o necessità di sostegno, prevedendo uno stanziamento di 21.723,25 ore di personale educativo dedicato.

La rete ha visto il coinvolgimento di 19 centri estivi territoriali, affiancati da progettualità alternative alla frequenza ordinaria dei centri: sono stati predisposti percorsi individualizzati a domicilio o presso centri socio-riabilitativi, supporti ai piani operativi nazionali (Pon) estivi delle scuole, il progetto “Estate in Lampada” rivolto a quattro studenti delle superiori presso i locali della struttura, oltre al sostegno per i ragazzi più grandi inseriti nelle attività di “Lavori in Unione”.

Per quanto riguarda il solo territorio comunale di Faenza, i minori inseriti nei percorsi di sostegno sono stati 92, distribuiti all’interno di 12 centri estivi e affiancati da un monte orario stimato in 13.566,25 ore di personale educativo.

«L’impegno dell’amministrazione e dell’Unione – sottolinea l’assessore al Welfare Davide Agresti – è far sì che la rete estiva sia pienamente inclusiva, garantendo a ogni famiglia la possibilità di inserire i propri figli in contesti educativi e di socializzazione adeguati. Il sostegno fornito attraverso il personale educativo e i progetti dedicati mira a rispondere in modo flessibile alle differenti esigenze dei giovani con disabilità, integrando le attività dei centri estivi con interventi domiciliari e percorsi territoriali mirati».

Il panorama dell’offerta estiva vede anche una forte integrazione con i progetti di cittadinanza attiva rivolti alle giovani generazioni. Diversi studenti delle scuole superiori del territorio sono stati inseriti negli staff educativi attraverso l’iniziativa “Lavori in Unione”, promossa dall’Unione della Romagna Faentina, che coinvolge decine di ragazzi impegnati in percorsi formativi ed esperienze nel settore educativo e sportivo, sociale e solidale, in progetti dedicati alla tutela dell’ambiente, alla cura del verde pubblico e alla salvaguardia della biodiversità, oltre che in esperienze di impegno civico e culturale orientate alla valorizzazione del patrimonio museale, al supporto dei servizi bibliotecari, alla promozione della cittadinanza attiva e alla produzione di contenuti comunicativi e redazionali.

Un contributo significativo nell’alveo delle offerte dei centri estivi è offerto dal circuito parrocchiale, che garantisce alle famiglie un presidio educativo a costi contenuti avvalendosi dell’apporto di numerosi volontari.

A sostegno della fruizione dei centri estivi si confermano inoltre le misure economiche previste a livello regionale e locale. Tra queste figura il bando per la conciliazione vita-lavoro della Regione Emilia-Romagna, che eroga contributi alle famiglie in base alle fasce Isee per l’abbattimento delle rette di frequenza. Queste agevolazioni si affiancano agli interventi predisposti dal Comune di Faenza per il sostegno al reddito familiare nel settore educativo, tra cui il potenziamento delle scontistiche previste per la refezione scolastica.

«Ogni anno, nel far visita ai centri estivi, rimango colpita da come i bambini e le bambine abbiano bisogno di proposte educative valide, creative e aggregative, trovando in questi contesti la risposta giusta a questo bisogno di crescita – dichiara l’assessora Martina Laghi –. La capacità degli organizzatori di pensare e strutturare proposte di qualità, non improvvisate, che valorizzino le capacità e le attitudini di ogni bambino o bambina, ci rende orgogliosi e siamo veramente riconoscenti verso queste realtà; un grazie in particolare agli educatori volontari, soprattutto quelli delle parrocchie, che si mettono in gioco gratuitamente e con grande entusiasmo, segno di come il servizio sia un valore fondamentale per la crescita di questi ragazzi e ragazze che sono da esempio per i nostri bambini e bambine».