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Artigianato digitale, in Emilia-Romagna 1.721 imprese e oltre 3.200 addetti

(Sesto Potere) – Bologna – 17 agosto 2026 – Alla fine del primo trimestre del 2026 in Emilia-Romagna si contano 1.721 imprese artigiane
digitali che offrono servizi connessi all’edizione di software (compresi i videogiochi), programmazione, consulenza ed assistenza informatica, cybersicurezza, realizzazione di pagine web, installazione di computer e software e recupero dati, attività di telecomunicazione quali
erogazione di servizi di accesso ad Internet e di messaggistica e tracciamento satellitare, hosting, cloud computing, webscraping ed elaborazione dati.

Queste imprese rappresentano l’1,5% dell’artigianato emiliano-romagnolo, la seconda quota più elevata dopo il Friuli-Venezia Giulia (2,0%). Otto province su nove dell’Emilia-Romagna hanno un’incidenza superiore alla media italiana (1,1%), con una presenza più elevata di imprese digitali tra l’artigianato di Bologna (2,3%, seconda a livello nazionale), Forlì-Cesena (1,6%) e Parma (1,5%).

Sono artigiane una impresa digitale su cinque in regione (il 20,9%), con quote più elevate a ForlìCesena (30,1%, terza a livello nazionale), Bologna (24,9%) e Ravenna (23,8%).

L’artigianato digitale occupa 3.220 addetti, pari all’8,3% dei 38.646 addetti emiliano-romagnoli del settore. Quote particolarmente elevate di addetti nell’artigianato si osservano a Forlì-Cesena, al primo posto in Italia con il 28,6%, seguita da Ravenna al terzo posto con il 24,5%.

L’artigianato digitale si conferma un settore fortemente in crescita. Infatti tra il 2020 e il 2025 il segmento delle imprese digitali artigiane segna una crescita a doppia cifra, con un aumento del 15,4% in Emilia-Romagna, in controtendenza rispetto alla flessione del -4,4% che si osserva per l’intero artigianato.

Tra le province, Rimini è la seconda in Italia per maggiore crescita del comparto artigiano, segnando un +69,1% negli ultimi 5 anni, Piacenza è al tredicesimo posto con una dinamica del +35,0%, seguita da Forlì-Cesena in quattordicesima posizione nel ranking nazionale con +34,6%.

La crescita del settore è trainata da una domanda di tecnologie digitali sempre più diffusa. Tra le tecnologie che si stanno rapidamente diffondendo si evidenzia l’intelligenza artificiale (IA), anche tra un gruppo di piccole imprese pioniere. Infatti raddoppiano le piccole imprese che usano l’IA, salendo al 14,2% nel 2025 a fronte del 6,9% del 2024 e al 4,4% del 2023.

Uno dei principali freni alla diffusione dell’IA nelle imprese è certamente dato dalla carenza di competenze adeguate a integrare queste tecnologie nei processi aziendali.

L’analisi dei dati Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali evidenzia che nel 2025 in EmiliaRomagna le imprese hanno richiesto 45.700 lavoratori per cui sono necessarie, con un grado elevato, le competenze utili per la gestione e l’implementazione nei processi aziendali delle tecnologie digitali avanzate.

Si tratta delle competenze per intelligenza artificiale (IA), cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain. Di queste 25.640 sono di difficile reperimento, pari al 56,1% delle relative entrate previste.

Tutte le province emiliano-romagnole si attestano su quote più elevate della media nazionale (50,8%). In particolare la difficoltà di reperimento è più elevata a Forlì-Cesena (62,7%, quinta provincia per maggiore difficoltà), Piacenza (57,0%) e Parma (56,8%).