(Sesto Potere) – Bologna – 4 agosto – Tre importanti interventi di restauro su altrettanti beni simbolo del patrimonio storico, artistico e civile dell’Emilia-Romagna: la pala d’altare del Guercino a Forlì, il ciclo di affreschi della Chiesa di San Giovannino a Reggio Emilia, e, sempre nel reggiano, il monumento alle donne della Resistenza di Castelnovo ne’ Monti.
Per sostenere il recupero di queste opere, la Giunta regionale, nell’ultima seduta, ha approvato tre convenzioni, due con soggetti privati e una con un ente pubblico, per il valore complessivo di 187mila euro, nell’ambito della leggeregionale 7/2020, finalizzati alla realizzazione di interventi di restauro, conservazione e miglioramento della fruibilità di opere e luoghi di particolare valore identitario per le comunità locali.
Le risorse stanziate consentiranno di tutelare e valorizzare gli affreschi della volta della navata della Chiesa di San Giovanni Evangelista, detta di San Giovannino, uno dei più significativi esempi della pittura emiliana tra Cinquecento e Seicento; la pala del Guercino conservata nella Chiesa di Santa Maria Assunta in Schiavonia a Forlì; il monumento dedicato alle donne cadute per la Resistenza a Castelnovo ne’ Monti (Re), testimonianza di grande valore della memoria civile dell’Appennino reggiano.

L’intervento economicamente più rilevante riguarda la Chiesa di San Giovannino, alla quale la Regione assegna un contributo complessivo di 122mila euro (90mila nel 2026 e 32mila nel 2027), a fronte di un investimento complessivo di 200mila euro sostenuto dalla Venerabile Confraternita dell’Immacolata Concezione e di San Francesco d’Assisi.
Il contributo regionale per il restauro della pala del Guercino ammonta a 30mila euro, sempre suddivisi tra le annualità 2026 e 2027, su un investimento complessivo di 80mila euro della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Schiavonia.
Nel corso del restauro saranno previste aperture straordinarie del cantiere ad opera dell’associazione culturale Metropolis, visite guidate per scuole, cittadine e cittadini per far conoscere l’opera, solitamente poco accessibile.
Per il terzo intervento sull’opera in ricordo delle donne cadute per la Resistenza, la Regione assicura un contributo di 35mila euro nel 2026, a fronte di un investimento complessivo di oltre 51mila euro del Comune. L’opera, una volta restaurata, sarà anche ricollocata in una posizione più centrale, sulla piazza antistante il Palazzo Ducale.

Il commento
“L’Emilia-Romagna- sottolinea l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni– possiede un patrimonio culturale straordinario che va custodito con responsabilità e lungimiranza. Ogni intervento di restauro non significa soltanto mettere in sicurezza un’opera d’arte o un monumento, ma restituire valore alla storia delle nostre comunità e creare nuove opportunità di conoscenza e partecipazione. Gli affreschi di San Giovannino, il capolavoro del Guercino e il monumento alle donne della Resistenza appartengono a epoche diverse, ma condividono l’esser riconosciuti come bene pubblico da trasmettere integro alle future generazioni”.
I tre interventi
La chiesa di San Giovannino, documentata fin dal XII secolo e completata nel Cinquecento grazie al progetto dell’architetto Alberto Pacchioni, rappresenta uno dei più significativi esempi del patrimonio artistico reggiano. Il suo straordinario ciclo di affreschi, che riveste integralmente la volta della navata, il catino absidale e la cupola, costituisce una delle più importanti testimonianze della pittura emiliana tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Considerata la terza chiesa della città per importanza artistica dopo la Basilica della Ghiara e San Prospero, San Giovannino è spesso definita la “giovinezza della Ghiara”, poiché proprio qui operarono artisti destinati successivamente alla decorazione del grande santuario reggiano. Dopo gli importanti interventi di consolidamento statico e di messa in sicurezza realizzati negli ultimi anni, il nuovo finanziamento consentirà di affrontare il delicato restauro degli affreschi della volta della navata, oggi interessati da numerosi distacchi dell’intonaco che rendono urgente un intervento conservativo.

L’intervento della pala raffigurante “San Francesco che riceve le stimmate”, opera di Giovanni Francesco Barbieri detto ilGuercino, presenta oggi diffuse criticità conservative dello strato pittorico, tra cui danni strutturali alla tela e l’alterazione delle vernici storiche. Nasce da un progetto promosso dall’Associazione culturale Aps Metropolis insieme alla Diocesi di Forlì-Bertinoro e assume un particolare significato nel contesto delle celebrazioni per l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco.
Particolarmente significativa è la scelta di realizzare il restauro direttamente all’interno della chiesa attraverso un laboratorio aperto al pubblico, sviluppato anche in collaborazione con l’Associazione culturale APS Metropolis di Forlì.
Studenti, cittadine, cittadini e visitatori potranno osservare da vicino il lavoro dei restauratori e partecipare a visite guidate e attività divulgative dedicate alla conoscenza delle tecniche di conservazione e alla storia dell’opera.
Infine, il monumento alle donne cadute per la Resistenza di Castelnovo ne’ Monti. Realizzata nel 1975 dallo scultore Giorgio Benevelli, è composta da nove grandi lastre in bronzo che raccontano il sacrificio delle donne nella lotta di Liberazione. Oltre al restauro conservativo, il progetto prevede la ricollocazione del monumento nella futura piazza antistante il Palazzo Ducale, nell’ambito del più ampio programma di riqualificazione urbana, anch’esso con il sostengo della Regione, così da restituire piena visibilità e centralità a un luogo altamente simbolico della memoria democratica del territorio.
“Un investimento che restituisce piena fruibilità ai beni culturali trasformando la conservazione delle opere in un percorso condiviso di riscoperta della memoria e dell’identità dell’Emilia-Romagna”: conclude l’assessorato regionale alla Cultura.

