(Sesto Potere) – Bologna – 17 luglio 2026 – Nel primo trimestre 2026 le vendite estere bolognesi sfiorano i 4,9 miliardi di euro, registrando una flessione del -5,5% rispetto al marzo 2025. Riparte la Germania (+6,5%) come primo mercato, mentre rallentano sensibilmente gli Stati Uniti (-17,5%) e l’area asiatica (-18,4%), trascinata giù da Cina (-35%) e Giappone (-19%). Le importazioni si attestano a oltre 2,6 miliardi di euro, rallentando del -3,4%. Il saldo commerciale provinciale è ampiamente positivo: supera i 2,2 miliardi di euro. Le vendite estere della manifattura segnano -5,6%. Pesa la contrazione di macchinari, -5,7%, e mezzi di trasporto -7,2%.
È quanto risulta dai dati Istat sull’interscambio commerciale dell’area metropolitana di elaborati dall’ufficio Studi della Camera di commercio di Bologna
Commercio con l’estero fra gennaio e marzo: il quadro generale Nel primo trimestre del 2026 il valore delle esportazioni della città metropolitana di Bologna si è attestato a quasi 4,9 miliardi di euro, con una contrazione di -5,5% rispetto allo stesso trimestre del 2025.
Le importazioni hanno superato i 2,6 miliardi di euro, valore in diminuzione del – 3,4%, segnale rilevante data l’operatività della manifattura bolognese basata sulla trasformazione di materie prime e semilavorati.
Nonostante il rallentamento il saldo commerciale si conferma ampiamente positivo, sfiorando i 2,3 miliardi di euro.
Il rallentamento dell’export bolognese (-5,5%) si inserisce in un contesto regionale in lieve tenuta (+0,2% per l’Emilia-Romagna) e nazionale in crescita (+1,3% per l’Italia).
L’andamento nei settori produttivi
Le attività manifatturiere continuano a trainare l’economia del territorio, generando oltre il 98% delle esportazioni bolognesi, pur registrando una flessione complessiva del -5,6%.
A pesare il rallentamento della meccanica (-5,5% complessivo), influenzato dalla contrazione nei mezzi di trasporto, -7,2%, e dal -5,7% nei macchinari, comparto che da solo rappresenta quasi un terzo dell’export dell’area metropolitana.
In forte calo anche il settore farmaceutico, che segna un -34,4%.
Segnali positivi per le vendite di prodotti in legno (+7%), articoli in gomma e materie plastiche (+6,6%) e per l’industria alimentare, che si mantiene in una fase di sostanziale stabilità (+0,6%).
Le dinamiche geografiche
Sotto il profilo dei mercati di destinazione, si assiste al ritorno della Germania come principale meta della manifattura bolognese, grazie ad una crescita del +6,5% rispetto a marzo 2025.
Segnali positivi anche dall’Unione Europea a 27, verso cui l’export cresce del +4,8%, anche se i principali partner europei rallentano: Francia -8,5%, Regno Unito -9,7%.
In decisa contrazione i mercati oltreoceano ed orientali: gli Stati Uniti perdono il – 17,5%, mentre l’intero mercato asiatico si ferma a un complessivo -18,4%, penalizzato dalle flessioni di Cina (-35%) e Giappone (-19%).
Dichiarazione del Presidente della Camera di commercio di Bologna, Valerio Veronesi
«L’attuale scenario internazionale, profondamente segnato da tensioni e da una diffusa instabilità geopolitica, si riflette in modo diretto ed inevitabile sulle rotte del nostro commercio estero. Bologna, che ha nella vocazione internazionale e manifatturiera il proprio motore economico, si trova a navigare in un contesto globale in cui l’incertezza geopolitica condiziona le catene di fornitura, frena i mercati oltreoceano ed impone un continuo riassetto delle relazioni commerciali. Le imprese non possono essere lasciate sole ad affrontare sfide globali di questa portata. Per continuare a competere sui mercati internazionali in un momento così instabile, le aziende vanno concretamente sostenute ed aiutate negli investimenti tecnologici e strategici, per difendere e far crescere la loro competitività nel
mondo»: ha dichiarato il Presidente della Camera di commercio di Bologna, Valerio Veronesi.

