giovedì, Luglio 16, 2026
HomeEmilia-RomagnaLa Fortezza di San Leo inaugura un nuovo percorso di visita

La Fortezza di San Leo inaugura un nuovo percorso di visita

(Sesto Potere) – Rimini – 16 luglio 2026 – Venerdì 31 luglio 2026 alle 17.30 saranno presentati ufficialmente i nuovi apparati comunicativi che, a partire da una nuova identità visiva, riformulano il percorso di visita della Fortezza di San Leo, orientato a una piena accessibilità cognitiva e pensato per orientare e invitare il visitatore ad esplorare la complessità del monumento.

È questo il primo risultato di un più ampio progetto di valorizzazione promosso dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, e realizzato in collaborazione con il Comune di San Leo e FrameLAB – Multimedia & Digital Storytelling, laboratorio di ricerca del Dipartimento di Beni Culturali Università di Bologna.

«Con il nuovo progetto museografico la Fortezza di San Leo compie un importante passo nel proprio percorso di valorizzazione – commenta Luigi Gallo, Direttore dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza capace di accompagnare il pubblico attraverso i momenti più significativi della storia del monumento e del territorio, offrendo strumenti di orientamento e di lettura che rendano più accessibile, dal punto di vista cultuale e cognitivo, un patrimonio di straordinaria ricchezza. La Fortezza è uno dei complessi monumentali più visitati dell’Emilia-Romagna, con oltre 66 mila ingressi nel 2025, ma la sua storia si è stratificata nel tempo senza un sistema unitario di racconto. Questo progetto nasce proprio dalla volontà di restituire ai visitatori una narrazione organica, capace di valorizzare il monumento nella sua complessità e di accompagnarli alla scoperta delle storie che custodisce».

I nuovi pannelli sono il primo tassello di una strategia di valorizzazione di più ampio respiro, che accompagnerà nei prossimi anni l’evoluzione del museo. L’obiettivo è costruire un sistema integrato di comunicazione, orientamento e fruizione capace di coniugare rigore scientifico, innovazione tecnologica e accessibilità, restituendo pienamente la complessità storica del monumento e rafforzandone il ruolo all’interno della rete dei Musei Nazionali e del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna.

Il sistema di comunicazione, bilingue, è caratterizzato da testi sintetici e narrativi, mappe di orientamento e QR code che permettono di accedere ad approfondimenti sulla storia della Fortezza e che, nelle successive fasi del progetto, sono destinati ad arricchirsi progressivamente con contenuti multimediali (video, ricostruzioni 3D, audionarrazioni, gallerie di immagini, ecc.).

Per rendere ancora più accessibile la visita, l’intero percorso è stato organizzato attraverso un sistema cromatico che consente di strutturare le informazioni nei pannelli in tre grandi ambiti tematici: Paesaggio e territorio, Storia e architettura e Personaggi.

I cromatismi, i disegni e i box di sintesi previsti in ogni pannello consentono ai visitatori di orientarsi con immediatezza all’interno del complesso monumentale, composto da una straordinaria varietà di temi, storici, architettonici, militari, sociali e di cogliere i principali snodi della complessiva storia del monumento nelle sue diverse fasi: dalla prima realtà altomedievale di castello-fortificazione, a quella di Rocca fino alla inaccessibile Fortezza rinascimentale e quindi di prigione pontificia.

Il racconto della monumentale e stratigrafica rete di tradizioni, informazioni e memorie culturali si articola attraverso le tre piazze d’armi e il conseguente passaggio ai piani superiori. Dal paesaggio visibile dalla prima piazza d’armi – primo dei cinque punti di osservazione in cui, attraverso il paesaggio la geografia diventa occasione di conoscenza storica – si passa alla seconda piazza da cui si accede ai due torrioni, l’uno dedicato a Federico da Montefeltro e alle novità introdotte da Francesco di Giorgio Martini nell’architettura e nell’arte della guerra, il secondo alla fragilità della rupe e alla ricostruzione della parte di fortezza crollata grazie all’intervento di Giuseppe Valadier a fine Settecento. Il passaggio alla terza piazza, conduce al grande edificio su più livelli, il palatium che, trasformandosi nel tempo, ha ospitato vescovi e imperatori, i signori delle corti dal ‘300 al ‘500, e infine i castellani e i prigionieri dello stato pontificio. Al suo interno, al primo livello, si ritrova il breve percorso, realizzato negli anni Novanta del secolo scorso, dedicato a streghe, torture e inquisizioni, rivisitato nei contenuti in questa occasione. A seguire, si sale ai livelli superiori accedendo al MusLeo dove, con contenuti multimediali, si ripercorrono le vicende del monumento e dei personaggi che lo hanno abitato. Passando per le celle papaline, si arriva all’ultimo piano, dove è possibile vedere la collezione di armi antiche e la restituzione storica e iconografica della presa di San Leo da parte dello Stato Pontificio con un esercito guidato dalla famiglia de’ Medici. Al medesimo piano si trova la sezione dedicata a Cagliostro – il più celebre tra i detenuti della Fortezza – e un’ultima sala con installazioni sonore dedicata ai “Suoni e voci di San Leo”. Si ridiscende infine sino alla cella di Cagliostro e a quella di Felice Orsini, accendendo così un focus sul Risorgimento.

Il nuovo percorso è integrato da strumenti di comunicazione progettati secondo criteri di accessibilità e inclusione. A partire dal nuovo sito web della Fortezza (disponibile per il giorno dell’inaugurazione) che per la prima volta offrirà un’identità autonoma e riconoscibile all’interno del circuito dei Musei Nazionali, diventando il punto di riferimento per informazioni, approfondimenti e contenuti digitali. Inoltre, una volta giunti in Fortezza, i visitatori potranno orientarsi grazie a un pieghevole bilingue, disponibile all’ingresso che, attraverso mappe e infografiche, illustrerà i diversi itinerari di visita e le sezioni del museo, permettendo di cogliere fin dall’inizio la complessità e la ricchezza storica del monumento.

Afferma Elena Rossoni, Direttrice della Fortezza di San Leo: «Il progetto, di cui si presenta in questa occasione la prima importante fase, ha visto collaborare in maniera stretta i tre enti coinvolti, nella finalità comune di rendere sempre più evidente il ruolo di questo straordinaria emergenza architettonica, ricca di una storia ormai millenaria. Compiuto in sé nella totale revisione degli apparati museografici e degli strumenti di supporto alla visita, il progetto proseguirà con l’inserimento di approfondimenti scientifici da realizzarsi anche con l’utilizzo del digitale, con strumenti dedicati all’accessibilità visiva e con sostituti di presenza per coloro che, per problemi motori, non possono muoversi nei complessi percorsi di un luogo, di fatto, nato per essere inaccessibile.

Il progetto, inoltre, si inserisce in una serie di importanti interventi, anche strutturali, che hanno interessato la Fortezza per iniziativa del Ministero della Cultura negli ultimi anni, tra i principali dei quali possiamo ricordare i lavori per il miglioramento antisismico, la revisione dei coperti, i programmati interventi per il conseguimento del CPI, sino al rifacimento delle strade di accesso, sia quella pedonale che quella carrabile, realizzate grazie alla collaborazione con il Comune di San Leo. Un risultato importante per far diventare la Fortezza un’eccellenza nel territorio, un punto di riferimento per le comunità locali, e per affermarla come sito di rilevo all’interno del Sistema Museale Nazionale».

«Questo progetto rappresenta un momento di grande importanza per il nostro territorio e conferma il valore strategico del patrimonio culturale di San Leo – dichiara Leonardo Bindi, Sindaco di San Leo. La valorizzazione della Fortezza e il rinnovamento degli strumenti dedicati alla visita restituiscono ai cittadini e ai visitatori un luogo ancora più capace di raccontare la propria storia, rafforzandone il ruolo come punto di riferimento culturale e turistico. Il percorso intrapreso grazie alla collaborazione tra istituzioni, enti di ricerca e amministrazione pubblica e Società San Leo 2000 Servizi Turistici, dimostra quanto sia fondamentale lavorare insieme per tutelare e promuovere i luoghi che custodiscono la memoria collettiva. L’attenzione all’accessibilità, alla qualità dell’accoglienza e all’innovazione rappresenta un investimento sul futuro, affinché la Fortezza di San Leo possa essere vissuta e conosciuta da un pubblico sempre più ampio. Come Amministrazione comunale siamo orgogliosi di accompagnare questo percorso e di contribuire alla crescita di un sito che appartiene alla storia del nostro territorio e che oggi si apre con rinnovata energia alle sfide della contemporaneità».

«Abbiamo cercato di tradurre visivamente, con testi accessibili anche a un pubblico di non esperti e con le grafiche arricchite da disegni, un insieme complesso e stratificato di informazioni e cognizioni storiche, architettoniche e culturali” – afferma Alessandro Iannucci, Direttore scientifico del laboratorio FrameLAB dell’Università di Bologna – “l’obiettivo che caratterizza le nostre attività è infatti quello di trasferire la conoscenza e rendere accessibile il patrimonio culturale attraverso forme di co-progettazione come quella da tempo attiva con i Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna».

Due sale della Fortezza sono destinate a ospitare mostre temporanee dedicate all’arte contemporanea e ai temi legati al territorio, rendendo il museo uno spazio dinamico e aperto a nuove progettualità. La prima di queste esposizioni, che coincide felicemente con la presentazione del nuovo percorso, sarà la mostra Sguardi sul paesaggio, che verrà presentata lo stesso 31 luglio.

LA MOSTRA SGUARDI SUL PAESAGGIO

Sguardi sul paesaggio è la mostra fotografica itinerante promossa dal Comitato Tecnico Scientifico per l’adeguamento del piano paesaggistico al Codice dei Beni Culturali, composto pariteticamente dal Ministero della Cultura e dalla Regione Emilia-Romagna e dedicata ai paesaggi tutelati dell’Emilia-Romagna. Dopo la prima tappa alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’esposizione approda alla Fortezza di San Leo, altro istituto afferente ai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, proseguendo il suo percorso attraverso alcuni dei più significativi luoghi della cultura della regione. La mostra nasce dall’omonimo contest fotografico promosso nell’ambito delle attività per l’adeguamento del Piano Paesaggistico Regionale e raccoglie una selezione di sessanta immagini, scelte tra le oltre 2000 partecipanti, che raccontano la straordinaria varietà dei paesaggi tutelati emiliano-romagnoli, dalle montagne appenniniche alle aree costiere, dai borghi storici ai luoghi modellati nei secoli dall’interazione tra uomo e natura. Attraverso gli scatti di fotografi, appassionati e cittadini, il percorso espositivo invita a riscoprire un patrimonio paesaggistico di eccezionale valore, spesso poco conosciuto, valorizzando il suo significato storico, culturale e identitario. Ogni paesaggio rappresentato nelle foto è, infatti, collegato, tramite un QR code presente sui pannelli esposti, alla mappa interattiva di Tourer.it, che fornisce tutte le informazioni per conoscerne le caratteristiche ed esplorarlo di persona tramite itinerari e sentieri. L’allestimento, che inaugura con questa mostra le sale dedicate alle esposizioni temporanee, trova nella Fortezza di San Leo, essa stessa paesaggio tutelato tra i più fotografati nel contest, una sede particolarmente significativa, dove il rapporto tra monumento e paesaggio costituisce uno dei temi centrali del nuovo progetto di visita e di valorizzazione del complesso monumentale.

INFO

Fortezza di San Leo
Via Giacomo Leopardi, 47865 San Leo (RN)

Tel: +39 0541 926967

WhatsApp: +39 339 5497576

info@sanleo2000.it