(Sesto Potere) – Cesenatico – 16 luglio 2026 – Grazie all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, Casa Moretti di Cesenatico (la facciata nella foto in alto) si arricchisce di un nuovo documento autografo dell’autore di “Poesie scritte col lapis”. Si tratta di una lettera che Marino Moretti scrisse il 30 giugno 1956 al celebre filologo e critico letterario Alberto Chiari.
Reperito sul mercato antiquario, il documento è stato acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena proprio con l’intenzione di affidarlo alla Casa Museo di Cesenatico, dove è custodito un imponente archivio, il cui cuore è rappresentato proprio dall’epistolario del poeta e scrittore cesenaticense. Nei giorni scorsi, il Presidente della Fondazione CRC Luca Lorenzi lo ha consegnato a Manuela Ricci, responsabile di Casa Moretti.

In particolare, questa missiva testimonia gli stretti rapporti tra Moretti e la comunità di studiosi della letteratura italiana suoi contemporanei, come si evince già dalle prime righe: “Caro amico, lessi subito il suo bellissimo lavoro sulla Madonna in Dante, anzi per Dante, con vivo godimento spirituale, non solo, ma anche con profonda commozione. Grazie d’avermi fatto un così caro dono”
“Il recupero di documenti di questo genere – spiega Manuela Ricci – permette di ottenere dati importanti per la ricerca. Non è sempre facile: alcuni fondi di personalità della cultura, infatti, sono andati dispersi, sorte che, evidentemente, è toccata anche al fondo Chiari. Sin dalla sua fondazione Casa Moretti è coinvolta nell’“acquisizione di materiale morettiano o di interesse morettiano”. Questo impegno ha permesso di ricomporre numerosi dialoghi epistolari, talora costituiti anche da oltre un migliaio di pezzi, con la restituzione di contenuti dalle informazioni preziose e giudizi che permettono di perfezionare la fisionomia umana e letteraria del Nostro. In questa singola lettera, ad esempio, impariamo che nella biblioteca di Moretti doveva essere presente il volume La Madonna per Dante, letto e apprezzato, che invece non c’è”.
“Con questa acquisizione – sottolinea Luca Lorenzi – la Fondazione conferma l’impegno a favore del territorio e la particolare attenzione per la valorizzazione del patrimonio culturale. Sappiamo che non sempre le realtà locali pubbliche e private riescono ad affrontare le richieste del mercato e, per quel che è possibile, la Fondazione è pronta ad offrire il proprio sostegno, per favorire il recupero di documenti e testimonianze storiche, scongiurando così la perdita di un patrimonio prezioso”.


