(Sesto Potere) – Forlì, 13 luglio 2026 – Piccoli ma – almeno per ora – attrezzati, preziosi ma fragili, geograficamente periferici ma strategici per il futuro dell’intero territorio. È questa la fotografia dei Comuni dell’Appennino forlivese con meno di 5.000 abitanti che emerge dal confronto con i risultati della recente indagine nazionale del Sole 24 Ore sulla disponibilità dei servizi essenziali di prossimità nei centri minori dello Stivale.
Elaborando i dati più recenti (maggio-giugno 2026) di Banca d’Italia, Poste Italiane, Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Ministero della Salute, lo studio del Sole rivela che tra i 5.519 Comuni italiani individuati solo il 19,6% ha contemporaneamente sul proprio territorio una farmacia, uno sportello bancario, un ufficio postale e un distributore di carburante. Se il restante 80,4% dei Comuni manca di uno o più servizi, quasi la metà (48,6%) ne offre al massimo due.
Tra i nove “piccoli” Comuni dell’Appennino forlivese – Civitella, Dovadola, Galeata, Modigliana, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Tredozio – sono sette quelli che garantiscono sul proprio territorio l’en plein di servizi essenziali. I restanti due, Galeata e Portico e San Benedetto, al momento sono privi rispettivamente di una pompa di benzina e di uno sportello bancario. Anche se la situazione locale risulta fortemente migliore rispetto al quadro nazionale, CNA Colline forlivesi invita a non abbassare la guardia, soprattutto a seguito della recente approvazione della Legge della Montagna (131/2025), che, introducendo nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani basati prevalentemente su parametri altimetrici e di pendenza, rischia di penalizzare il territorio appenninico.

“L’indice Benessere Equo e Sostenibile (BES) sviluppato dall’ISTAT e dal CNEL e numerosi altri studi italiani e internazionali mostrano come la presenza sul territorio di servizi fondamentali, quali sanità, trasporti, scuole e connessione internet, sia un fattore determinante per evitare lo spopolamento dei piccoli centri e delle zone montane” sottolinea Villiam Antonelli, presidente dell’area CNA Colline forlivesi. “La nuova legge ha un impatto negativo sul nostro territorio, perché va a ridurre il numero dei Comuni classificati come montani con la conseguente perdita di incentivi, bandi premiali e priorità di investimento. Allargando lo sguardo anche ai Comuni con più di cinquemila abitanti, nella nostra provincia quelli classificati come montani con i nuovi criteri fisici passerebbero da sedici a sei”.
Sebbene la Regione Emilia-Romagna abbia concesso una proroga delle risorse messe a disposizione anche per le aree destinate a perdere la classificazione di “Comuni montani”, l’attuale situazione impone la ricerca di contromisure rapide e sostanziali, come è stato sottolineato anche durante l’assemblea generale di CNA Colline forlivesi tenutasi nel mese di maggio.
“La presenza in loco di servizi fondamentali è un elemento decisivo anche per la permanenza o l’apertura di nuove imprese, in quanto la limitazione di questi si traduce in costi più alti e perdita di competitività. In aree già interessate dal calo demografico e dall’aumento dell’età media, occorre promuovere politiche di ripopolamento e sostegno ai servizi, realizzare interventi strutturali, introdurre incentivi mirati e misure che facilitino la creazione di nuovi insediamenti produttivi e posti di lavoro al fine di scongiurare il rischio desertificazione” afferma Giovanni Montevecchi, responsabile di CNA Colline forlivesi.
Il futuro delle aree montane e collinari passa dalla capacità di intercettare flussi di persone, competenze e investimenti e di diventare attrattive non solo come destinazioni turistiche ma anche come bacini in cui poter vivere, lavorare e aprire nuove imprese in sintonia con le caratteristiche dei luoghi. Come sottolineato anche dall’indagine nazionale del Sole 24 Ore sulla presenza dei servizi essenziali nei piccoli Comuni, sostenere queste aree oggi è più che mai un intervento strategico a 360 gradi contro fenomeni altrettanto preoccupanti che interessano l’intero territorio nazionale e tra cui rientrano la congestione e l’inquinamento dei grandi centri urbani, i costi elevati delle abitazioni e il fenomeno dell’overtourism.
“In questo frangente è tanto importante un presidio attivo della Regione a tutela del territorio per contrastare lo spopolamento e la desertificazione produttiva quanto lo è fare rete tra amministratori locali, associazioni e i diversi stakeholder al fine di orientare le scelte migliori e sviluppare sinergie che possano favorire cambiamenti positivi di breve, medio e lungo periodo” conclude Montevecchi.
In foto Villiam Antonelli, presidente dell’area CNA Colline forlivesi, all’Assemblea CNA Colline forlivesi del 12 maggio dedicata alla Legge della Montagna

