(Sesto Potere) – Forlì – 13 luglio 2026 – I fine settimana continuano a rappresentare uno dei punti più critici della sicurezza stradale italiana.
Le 72 ore che vanno dalla mezzanotte del venerdì alla mezzanotte della domenica concentrano da sempre una quota rilevante della mortalità, e il primo semestre del 2026 non fa eccezione.
Il confronto con il 2025 mostra infatti che gli auspicati miglioramenti non si sono verificati: le vittime sono aumentate da 643 a 658, pari a +15 decessi (+2,3%).Un incremento contenuto, ma significativo, perché avviene in un contesto in cui il numero degli incidenti mortali è praticamente identico: 605 nel 2025, 604 nel 2026. Questo significa che la mortalità cresce non per una maggiore frequenza dei sinistri, ma per la loro maggiore severità: più incidenti plurimortali, più impatti che non lasciano scampo.
I dati dell’Osservatorio ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, con sede a Forlì)– SAPIDATA continuano a offrire una lettura limpida: la sinistrosità del fine settimana rimane un fenomeno complesso, influenzato da comportamenti, flussi di traffico, condizioni ambientali e tipologie di veicoli coinvolti.
Un semestre altalenante, ma con una tendenza chiara
Nei primi cinque mesi dell’anno il divario rispetto al 2025 era più marcato: +29 vittime.
Giugno ha attenuato parzialmente questo scarto, portandolo a +15, ma il segno resta positivo e conferma una criticità strutturale dei week‑end italiani.
Un elemento fondamentale sulla qualità della fonte.
L’Osservatorio degli Incidenti del fine settimana ASAPS – SAPIDATA è una fonte completa e in tempo reale, perché raccoglie e registra tutti gli incidenti mortali, compresi quelli rilevati dalle Polizie Locali, che – lo ricordiamo – intervengono nel 66% dei sinistri.
Questo garantisce una copertura informativa che nessun’altra banca dati nazionale possiede con pari tempestività e dettaglio, rendendo l’analisi dei week‑end particolarmente affidabile e rappresentativa.
Chi perde la vita nei week‑end: le categorie più colpite (Confronto 2026 vs 2025)
• Automobilisti – 258 vittime, +6 (+2,4%)
• Motociclisti – 249 vittime, +26 (+11,6%)
• Ciclisti – 46 vittime, –23 (–36,7%)
• Pedoni – 84 vittime, +11 (+15%)
• Veicoli pesanti – 30 vittime, +4 (+15,4%).
Il dato più preoccupante riguarda i motociclisti, che registrano un incremento a doppia cifra.
Una conferma di quanto la mobilità su due ruote resti vulnerabile, soprattutto nelle ore serali e notturne del fine settimana, quando velocità, distrazione e condizioni del manto stradale possono diventare fattori determinanti.
In controtendenza, la mortalità dei ciclisti mostra una diminuzione molto significativa.
Un dato che merita approfondimenti: condizioni meteo favorevoli? Minori flussi? Maggiore attenzione degli automobilisti?
La riduzione è importante, ma non sufficiente a compensare l’aumento registrato nelle altre categorie.
Incidenti stabili, vittime in aumento
Il quadro complessivo del semestre è chiaro:
2025 – incidenti del fine settimana: 605
vittime: 643
2026 – incidenti del fine settimana: 604 vittime: 658 (+15, +2,3%).
La sostanziale stabilità del numero degli incidenti mortali, accompagnata da un aumento delle vittime, indica che la gravità degli impatti è cresciuta. Più sinistri plurimortali, più collisioni che coinvolgono motocicli e pedoni, più dinamiche ad alta energia.
È un segnale che non può essere ignorato.
Il commento ASAPS:
A parere di : “Serve una strategia mirata. Il primo semestre del 2026 conferma che i week‑end restano un terreno delicato, dove si intrecciano mobilità ricreativa, spostamenti brevi, traffico turistico e comportamenti a rischio”. ASAPS richiama l’attenzione su alcuni punti chiave: “rafforzare i controlli della velocità, anche nelle fasce serali; intensificare il contrasto alla guida in stato di alterazione;
avviare campagne mirate per i motociclisti, la categoria più colpita; monitorare i tratti extraurbani più critici, dove si concentra una parte rilevante della mortalità; e promuovere una cultura della prudenza nei week‑end, quando la percezione del rischio tende ad abbassarsi”.
“La riduzione della mortalità dei ciclisti (per ora solo nei fine settimana) è un segnale incoraggiante, ma non deve distogliere l’attenzione dalle altre categorie che mostrano incrementi significativi”: nota l’ASAPS che annuncia che continuerà: “a monitorare con puntualità l’evoluzione dei dati, offrendo alle all’opinione pubblica e alle istituzioni strumenti di lettura chiari, tempestivi e indipendenti”.

