(Sesto Potere) – Bologna – 7 luglio 2026 – Il Comune di Bologna mette a disposizione per il 2026 tre alloggi ERP di sua proprietà da destinare alla mobilità intercomunale anche per donne vittime di violenza o in fuoriuscita da percorsi di violenza con l’obiettivo di garantire condizioni di sicurezza personale e familiare attraverso il trasferimento in altro Comune, nonché per necessità dell’assegnatario di avvicinamento a luoghi di cura.
Sono disponibili
- 2 alloggi per nuclei di 1 o 2 persone (28 – 56 mq);
- 1 alloggio per nuclei di 3 o 4 persone (56,01 – 79 mq).
La mobilità intercomunale può essere attivata entro il 30 ottobre su richiesta della donna vittima di violenza o in fuoriuscita da percorsi di violenza, presentata presso il Servizio Sociale Territoriale del Comune di residenza, in accordo con il nucleo familiare, qualora ricorrano i seguenti requisiti:
- essere in carico dal Servizio Sociale Territoriale e/o dai Centri Antiviolenza competenti;
- essere assegnatarie di alloggio ERP oppure componenti di un nucleo assegnatario di alloggio ERP nel caso in cui l’assegnatario sia autore di violenza domestica. In caso di condanna, anche non definitiva, è prevista la decadenza dall’assegnazione dell’alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica e il diritto al subentro nella titolarità spetta agli altri componenti del nucleo;
- esigenze di sicurezza personale della donna vittima di violenza o di altri componenti del nucleo familiare, per necessità di allontanamento dal contesto territoriale di riferimento della violenza.
Sarà data inoltre priorità ai nuclei familiari con minori a carico o in cui è presente una persona con disabilità.
La richiesta sarà valutata dall’Ufficio Politiche Abitative e dal Servizio Sociale Territoriale dei Comuni/Unioni interessati.
L’iniziativa si inserisce nelle azioni previste dal Protocollo di Intesa per la promozione dell’autonomia abitativa donne vittime di violenza sottoscritto tra la Città metropolitana di Bologna, i Comuni e Unioni di Comuni, la Regione Emilia-Romagna, le Aziende Casa, i sindacati e le associazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini, i Centri Antiviolenza del territorio metropolitano e dal “Piano per l’uguaglianza di Genere metropolitana 2021-2026”, il quale promuove l’uguaglianza tra le persone, l’equità delle politiche pubbliche, le pari possibilità di accesso alle opportunità attraverso azioni pratiche concrete, tra le quali rientrano le azioni per favorire l’autonomia abitativa delle donne vittime di violenza.
“Con questo avviso diamo finalmente concreta attuazione a uno degli strumenti previsti dal Protocollo metropolitano per l’autonomia abitativa delle donne vittime di violenza – sottolinea la vicesindaca Emily Clancy (nella foto) -. La possibilità di trasferirsi in un altro Comune rappresenta, in molti casi, una condizione essenziale per ricostruire la propria vita in sicurezza. Garantire una casa significa rafforzare l’autonomia, la libertà e il diritto di ogni donna a uscire dalla violenza con un percorso concreto di protezione e di futuro.”

