(Sesto Potere) – Roma – 27 giugno 2026 – Sempre più turisti scelgono di vivere il territorio italiano attraverso le esperienze offerte dalle imprese artigiane. Nel trimestre estivo, la quota di visitatori che inserisce nel proprio viaggio la visita a laboratori artigiani e siti produttivi tocca il 21,3%. Considerando l’intero movimento turistico nazionale, il peso di questa esperienza arriva all’8,1%.
Sono alcuni dei dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato e presentati in occasione del 4° Forum sulla Sostenibilità, che confermano l’affermazione di un modello di turismo rigenerativo fondato sulla valorizzazione delle comunità locali, delle produzioni artigiane e dell’identità dei territori.
I dati dello studio evidenziano come questa evoluzione favorisca soprattutto le aree interne e i territori montani. Le aree interne registrano 17 presenze turistiche per abitante, un valore pari a circa il doppio della media nazionale, mentre i comuni montani raggiungono 16,5 presenze per abitante. In montagna oltre la metà dei visitatori (56,4%) è rappresentata da turisti stranieri.
Si tratta di territori che custodiscono una parte significativa del patrimonio culturale nazionale: nelle aree interne è concentrato il 39,4% dei musei e dei siti archeologici italiani, con 1.740 strutture aperte al pubblico, patrimonio che trova nelle imprese artigiane un presidio di identità, attrattività e sviluppo.
Per Confartigianato il turismo rigenerativo rappresenta un’evoluzione del concetto di sostenibilità: un modello che non si limita a ridurre gli impatti ambientali, ma genera valore economico, sociale e culturale per le comunità ospitanti. In questo percorso, le imprese artigiane svolgono un ruolo centrale, trasformando il saper fare, le tradizioni e le produzioni locali in esperienze autentiche e distintive.
«Custodire un territorio significa renderlo capace di avere un futuro. Le nostre imprese sono protagoniste della cura dei luoghi, della rigenerazione e della coesione sociale, offrendo ai visitatori esperienze autentiche che valorizzano le risorse locali e rafforzano le comunità», sottolinea Confartigianato.

I dati diffusi dall’Ufficio Studi di Confartigianato in occasione del 4° Forum sulla Sostenibilità confermano un trend ormai strutturale: l’artiturismo è in forte crescita e sta diventando una componente sempre più rilevante dell’esperienza di viaggio in Italia. Un fenomeno che trova un riscontro diretto anche nel territorio della Valle del Savio e nelle aree collinari cesenati, dove le imprese artigiane stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nell’attrattività turistica locale.
Il presidente di Confartigianato Valle del Savio, Claudio Alessandrini, sottolinea come questi dati confermino una tendenza già visibile sul territorio: “Le colline cesenati stanno intercettando una domanda turistica nuova, sempre più orientata all’autenticità, al contatto diretto con i mestieri e alla scoperta delle produzioni locali. L’artiturismo non è più una nicchia, ma una leva concreta di sviluppo economico e culturale per le nostre comunità”.
Sulla stessa linea il responsabile territoriale Maurizio Crociani, che evidenzia il valore strategico delle imprese artigiane come presidio di identità e attrattività: “Le nostre botteghe, i laboratori e le piccole imprese diventano luoghi di esperienza. Il turista non si limita a osservare, ma partecipa, conosce, entra nella storia dei prodotti e dei saperi locali. Questo modello rafforza il legame tra territorio e visitatore e genera ricadute positive diffuse sull’intero sistema economico locale”.
L’indagine evidenzia inoltre come il turismo rigenerativo favorisca in particolare le aree interne e montane, territori che in Italia registrano livelli di presenze turistiche pro capite significativamente superiori alla media nazionale. Un dato che si riflette anche nella realtà della Valle del Savio, dove borghi, vallate e aree collinari rappresentano un patrimonio diffuso di cultura, paesaggio e produzione artigiana.
Per Confartigianato Valle del Savio, lo sviluppo dell’artiturismo rappresenta una leva strategica anche in ottica futura: dalla valorizzazione delle eccellenze del Made in Italy locale alla promozione di percorsi esperienziali integrati con cultura, enogastronomia e natura.
“Investire sull’artiturismo significa investire sulla qualità del territorio e sulla sua capacità di restare competitivo e vivo nel tempo – aggiunge Alessandrini –. Le nostre imprese sono pronte a fare la loro parte, ma serve una rete sempre più forte tra istituzioni, operatori turistici e mondo artigiano”.
Confartigianato Valle del Savio ribadisce infine l’importanza di sostenere politiche di promozione e formazione che accompagnino questa trasformazione, rafforzando il ruolo delle imprese artigiane come protagoniste del turismo rigenerativo e dell’identità territoriale delle colline cesenati.

