(Sesto Potere) – Bologna – 27 giugno 2026 – Nella ricorrenza del 46° anniversario della strage di Ustica, il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha incontrato oggi nella sala del Consiglio i parenti delle vittime, per il consueto momento istituzionale, alla presenza di autorità civili e militari, amministratori e parlamentari.
Di seguito l’intervento di Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica, durante la cerimonia.
“Ancora una volta, in questo 46° Anniversario, volete farci sentire sentire la vostra vicinanza, la vostra attenzione; mi creda, i Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, molti dei quali anche oggi ci hanno raggiunto, sentono tutta l’emozione e la responsabilità di ritrovarsi in questa aula che è il cuore della vita democratica della città di Bologna. Da Bologna è partito il volo, quel volo che si è interrotto nel cielo e nel mare di Ustica, un volo civile, un DC9 della Compagnia Itavia, di cui si persero improvvisamente le tracce. Solo dopo tanti anni, anni di distruzione di prove, di depistaggi, di tradimenti, di inerzie della Magistratura, sapremo la verità. Ce la consegnerà il Giudice Priore, al quale anche oggi va il nostro grato pensiero, egli scriverà: “Il DC9è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea”. Diciamo, consapevolmente oggi, che era questa una verità subito nota: bastava ascoltare le telefonate degli addetti ai radar, che dai siti militari lanciavano preoccupati messaggi di allarme, bastava avere a disposizione il tracciato del radar di Ciampino che riportava una evidente manovra d’attacco, bastava avere la documentazione esaminata all’Ambasciata americana nella notte stessa della tragedia. Invece la verità è sprofondata, è stata fatta sprofondare con la falsa verità del cedimento strutturale, in un mare di menzogne così come il DC9 è sprofondato nel Tirreno”.
“A Bologna ci siamo poi incontrati, abbiamo deciso insieme di non rassegnarci pur sentendo attorno a noi un assordante silenzio, interrotto solo dal giornalista Andrea Purgatori, che anche oggi voglio assieme a tutti voi ricordare con grande riconoscenza ed affetto. Abbiamo costituito l’Associazione che oggi, voglio ribadire, rivendichiamo essere la SOLA Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica. Abbiamo sempre operato legati alla forze democratiche della città, alla società civile, ai sindacati, alle Istituzioni, al Comune di Bologna e alla Regione Emilia-Romagna. E proprio da Bologna, oggi fermamente diciamo che non è accettabile che in maniera provocatoria e formale a partire dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e poi ancora dal Ministero dell’Istruzione, si dia spazio ad un’altra associazione”: aggiunge Daria Bonfietti.
Signor Sindaco, autorità, cittadini tutti, arriviamo oggi a questo 46° Anniversario e proprio qui, da Bologna, in quest’aula prestigiosa, con forte determinazione diciamo: la memoria non si archivia. È un impegno che vogliamo prenderci insieme a tutta la comunità democratica, in questa occasione gridiamo forte “la Memoria non si archivia”, avendo nel cuore ancora le parole del Presidente della Repubblica Mattarella di qualche anno fa, ma sempre importanti: “La Repubblica non si stancherà di continuare a cercare e chiedere collaborazione anche ai Paesi amici per ricomporre pienamente quel che avvenne il 27 giugno 1980”. E avendo al nostro fianco, e li ringrazio immensamente, diversi Parlamentari della Repubblica, On. Andrea De Maria, Sen. Walter Verini, Sen. Ilaria Cucchi, Sen. Marco Pellegrini, Sen. Marco Lombardo e il Sen. Ivan Scalfarotto oltre al Sen. Merola, e Don Ciotti con Libera e il Gruppo Abele, e Art. 21 con i tanti suoi giornalisti, tutti assieme in questi mesi per gridare forte la necessità di ‘non archiviare’, di continuare a pretendere tutta la Verità. Oltre a loro è presente anche oggi insieme a noi e lo ringrazio, il consigliere della Rai Roberto Natale“: elenca la presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica.
“Ci sgomenta che la Procura delle Repubblica di Roma abbia recentemente chiesto per la strage di Ustica l’archiviazione delle indagini, a chiusura di una inchiesta riaperta nel 2008, dopo le dichiarazioni del Presidente Cossiga che indicava nei Francesi i responsabili dell’abbattimento del DC 9 dell’Itavia. È una richiesta che leggiamo come una sconfitta per la Magistratura, per la giustizia, per la verità, per la storia stessa del nostro Paese; la Magistratura, i Pm romani ammettono e dichiarano che le “armi” della giustizia, le indagini, le rogatorie non sono state sufficienti per riuscire a determinare gli autori materiali dell’evento, che disgrazia per un Paese civile. Precisano però, nelle 450 pagine consegnate, che nuove importanti verità sono state acquisite, nuovi elementi di indagine che a nostro avviso dovrebbero e potrebbero essere approfonditi. In particolare è documentata la presenza della portaerei francese Foch nelle acque di Napoli, presenza sempre ufficialmente negata, così come nel Tirreno, in cielo, è provata un’operazione di aerei francesi e americani collegati alla base di Grazzanise e ben seguiti fin nelle prime ore dalle centrali operative della Nato, allo Shape della Nato a Bruxelles dove c’erano i nostri militari. È evidente che è proprio la scarsa collaborazione internazionale, peraltro sempre denunciata dagli stessi Magistrati che hanno condotto le indagini, il vero ostacolo alla ricerca della verità”: afferma, ancora, Daria Bonfietti.
“I nostri avvocati, che anche qui ringrazio per il loro assiduo e qualificato contributo, hanno preparato e stanno presentando le nostre osservazioni, le molteplici indicazioni per proseguire le indagini, chiedono insomma, assieme a tutti noi, di non archiviare! E in questi giorni ho anche scritto alla Presidente del Consiglio, chiedendo due cose: un preciso impegno formale per dare indicazioni alla Avvocatura dello Stato affinché davanti al Gip, insieme ai rappresentanti delle vittime, chieda di respingere la richiesta di archiviazione e la prosecuzione delle indagini. Mi piace ricordare che è già successo con un altro governo nei primi anni 90 si costituì parte civile contro i militari che in quel momento Rosario Priore stava rinviando a giudizio, quindi è già successo che il nostro Governo si schieri per chiedere insieme a noi verità e giustizia cioè di non archiviare. E un impegno forte, determinato, a livello internazionale, nel chiedere a Stati amici e alleati, che mettano a disposizione della nostra Magistratura ogni elemento in loro possesso che possa contribuire a scrivere tutta la verità. E vogliamo ribadire altresì che vorremmo non fosse un impegno formale e di facciata, perché oggi si può ben sostenere che la Francia ha mentito e gli Usa non hanno messo a disposizione tutte le loro conoscenze, a cominciare dai documenti esaminati in Ambasciata a Roma nell’immediatezza dell’evento”: propone Daria Bonfietti, che nel corso del suo intervento annuncia di voler continuare nella collaborazione con l’Istituto Parri per la ricerca e per la conservazione degli atti dell’Associazione, lavoro che è attualmente in corso con il contributo della Fondazione del Monte del presidente Pierluigi Stefanini.
“E parlando di conservazione e digitalizzazione, voglio continuare a credere, anche dopo incredibili ritardi dovuti alla scarsa attenzione della burocrazia, della direzione di Rebibbia in specifico, che il processo di digitalizzazione di tutto il materiale processuale- tutta la vicenda giudiziaria, tutti i 2 milioni di pagine di Priore, attualmente conservato a Rebibbia, possa finalmente continuare il suo percorso, interrotto da troppi mesi. Sono convinta che conservare la documentazione, collaborare con lo studio e con la ricerca storica, significhi continuare nell’impegno per la Memoria”: aggiunge la presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della strage di Ustica.
“Per questo l’Associazione è presente attivamente nel processo per la realizzazione effettiva della Direttiva Renzi-Draghi, nel Comitato consultivo che opera presso la Presidenza del Consiglio. Ci saranno spettacoli “originali” che nascono appunto dalla esperienza, dalle suggestioni della nostra terribile vicenda. Tralascio di nominare chi è stato splendidamente con noi in questi anni, ma solo ricordare che quest’anno avremo con noi Marcello Fois, con le sue parole e con la musica di Daniela Pes. Voglio concludere ricordando come si concretizzò quel desiderio di realizzazione di un Museo per la Memoria; a Bologna, a metà anni novanta, con il Sindaco Vitali abbiamo pensato al Museo individuandone la collocazione, erano di Bologna gli architetti che lo hanno progettato Giampaolo e Letizia Mazzuccato e sono stati i Lavori pubblici di Bologna che lo hanno realizzato. E a Bologna su invito dell’Associazione è venuto un grande artista internazionale, Christian Boltanski, che proprio a Bologna aveva realizzato la sua prima mostra nel nostro Paese. Il Sindaco Cofferati ha inaugurato il Museo, insieme al Ministro della Cultura e in una situazione precaria lo ha affidato provvisoriamente al Mambo. Il Museo funziona, il Museo è visitato da un numero sempre crescente di persone, di cittadini, di studenti italiani e stranieri, al Museo si fa memoria, si parla di arte e di storia, si incontrano le nuove generazioni, con la didattica per le scuole. Credo, anche se dobbiamo fare i conti con la fine dell’esperienza della Fondazione, che il Museo debba rimanere una delle più significative esperienze dell’arte contemporanea nel nostro Paese. Un vero centro di memoria e cultura”: conclude Daria Bonfietti.

