(Sesto Potere) – Roma – 25 luglio 2026 – Il caldo record che ha investito l’Italia rischia di avere ripercussioni pesanti sui portafogli di cittadini e turisti, determinando rincari dei prezzi per quei prodotti che in questo periodo registrano un incremento dei consumi. La denuncia arriva dal Codacons, che mette in guardia dalle speculazioni sui listini al dettaglio specie nelle località turistiche.
I prodotti tipicamente estivi stanno registrando in tutta Italia sensibili incrementi dei prezzi – denuncia l’associazione – In base agli ultimi dati Istat.
Ad esempio, il pesce è aumentato in media del 4,2%, le albicocche del 14,4%, pesche e nettarine del 13,7%, le ciliegie del 6,9%, mirtilli, lamponi e altri frutti di bosco del 17,2%, l’uva del 9,5%, i meloni del 7,9%, i pomodori del 18,4%.
Se poi si guarda al gelato, alimento i cui consumi si impennano nei periodi di maggiore caldo, il prezzo di un cono o coppetta piccola da due gusti servita in gelateria ha raggiunto oramai una media tra i 3,5 e i 5 euro nelle principali città italiane, con una crescita dei listini che sembra inarrestabile.
Altro prodotto a forte rischio rincaro è l’acqua minerale, che nei luoghi a forte vocazione turistica viene venduta da ambulanti o operatori abusivi a prezzi che possono arrivare fino a 3 euro per la bottiglia da 0,5 litri: avvisa il Codacons.
Con l’arrivo del caldo aumenta poi la richiesta di piscine dove rifugiarsi per cercare refrigerio: il costo di un ingresso varia dai 10 ai 25 euro a persona, a seconda della tipologia della struttura (pubblica o privata) e del giorno della settimana (feriale o weekend), ma può arrivare a 100 euro a persona se si scelgono pacchetti esclusivi o piscine di lusso: aggiunge il Codacons.
Anche le tariffe di strutture ricettive con piscina dove trascorrere un weekend lontano dall’afa delle città risultano in aumento come conseguenza della maggiore domanda da parte dei cittadini.
Al di là dei rincari fisiologici legati al periodo estivo, è necessaria massima vigilanza contro quei fenomeni che possono rappresentare una vera e propria speculazione tesa a sfruttare lo stato di necessità di cittadini e turisti per proporre prezzi sopra la media e realizzare ingiustificati rincari dei listini: è l’appelo finale del Codacons.

