martedì, Giugno 23, 2026
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Il ministro Giuli a Forlì, lettera aperta di Sauro Turroni

(Sesto Potere) – Forlì – 23 giugno 2026 – Sauro Turroni, già senatore dei Verdi e volontario, invia una lettera aperta al ministro della Cultura Alessandro Giuli che oggi sarà in alcuni Comuni del comprensorio Forlivese per una serie di appuntamenti dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale, storico e archeologico del territorio e per concludere sarà a Forlì per un approfondimento con l’amministrazione comunale sulle sorti dell’archivio comunale alluvionato.

“Gentile Ministro, nell’occasione della sua visita alla citta’ di Forlì le verrà sottoposto il problema assai rilevante, riguardante il recupero, l’asciugatura e infine il restauro di un ingente e preziosissimo patrimonio di libri e documenti d’archivio salvati durante l’alluvione del 2023. Ben 32 fra archivi e biblioteche finirono sott’acqua e fango e grazie ad un impressionante spirito di collaborazione e impegno  messo in atto da migliaia di volontari, accorsi per dare una mano, e dalle strutture tecniche dello Stato nelle sue diverse articolazioni e competenze,  si è salvato un patrimonio enorme, ancora congelato e a cui si deve cominciare concretamente a pensare. Si è trattato della più imponente opera di salvataggio di beni librari ed archivistici dopo l’alluvione di Firenze del 1966, durante la quale migliaia  di giovani provenienti da tutto il mondo si impegnarono allo stremo per recuperare un patrimonio che rischiava di andare irrimediabilmente perduto. Potente e lungimirante fu allora la risposta dello Stato e in particolare del suo Ministero, grazie al quale, presso la Biblioteca Nazionale di Firenze crebbe il più straordinario e qualificato laboratorio di restauro presso il quale fiorirono competenze uniche. Le riassumo brevemente la dimensione, solo quantitativa,  del beni salvati : 460 bins appartenenti a vari Comuni e biblioteche sono nei frigoriferi che il Segretariato regionale del MIC ha attivato in una struttura demaniale a Cesena, 700 bins appartenenti al Comune di Forlì sono attualmente in frigoriferi di ditte private mentre alcuni sono in corso di recupero, 110 bins, contenenti 50 mila antichi volumi, appartenenti al Seminario Vescovile, sono in frigoriferi attivati dal Seminario e presso una generosa ditta di surgelati. Il Seminario e la Biblioteca Nazionale di Firenze hanno sottoscritto un protocollo grazie al quale i laboratori di restauro fiorentini hanno iniziato i lunghissimi lavori di recupero. Una prima sperimentazione avviata su un piccolo nucleo di volumi del Seminario ha fornito risultati incoraggianti che sono stati resi pubblici attraverso la mostra Sommersi Salvati, dapprima realizzata nei locali alluvionati del Seminario e poi esposta in varie sedi , con lo scopo di tenere viva la memoria dell’accaduto e del grandissimo lavoro dei volontari. Le difficoltà derivanti dalla scarsità di risorse a fronte delle ingenti somme necessarie per la messa in sicurezza del territorio, sostenere le attività economiche danneggiate, risanare le case alluvionate, ricostruire le strade sprofondate sotto 90.000 frane censite,  rende comprensibile che restaurare dei libri possa apparire l’ultimo dei problemi”: scrive nella lettera aperta Sauro Turroni.

“Dalle difficoltà possono però nascere le soluzioni più efficaci e, se si ha memoria di quanto di positivo si è fatto in passato, si può delineare una proposta capace non solo di affrontare il tema contingente ma anche di offrire l’opportunità di realizzare un progetto che sappia creare competenze e strutture di alta qualificazione. Potrebbe essere questa l’occasione per costituire, in collaborazione con le Università di Ravenna e di Cesena che di restauro e beni culturali si occupano, un nuovo laboratorio di restauro, mettendo in piedi una attività preziosa e qualificata, offrendo anche la opportunità di formare giovani restauratori (al laboratorio di restauro della biblioteca nazionale di Firenze sono rimasti solo in 3 dei 180 che erano). Certo ci si dovrà dotare di capannoni, di frigoriferi, di liofilizzatori e delle altre macchine per l’asciugatura dei libri, per la loro pulizia e i primi interventi di recupero, e poi per la loro digitalizzazione prima delle attività di restauro che senza alcun dubbio non potranno che durare un tempo lunghissimo.  Alcune di queste attrezzature sarebbero importantissime anche per interventi di recupero e restauro riguardanti reperti archeologici in legno,  fondamentali in un territorio come la Romagna, in gran parte generato da alluvioni  come quelle che abbiamo appena patito perché al suo interno, sotto strati di fango, conserva importanti testimonianze lignee del passato. Signor Ministro, lo spirito che anima le genti di questa terra le ha viste immediatamente rimboccarsi le maniche per liberare le strade e le case dal fango, per rimettere in moto le aziende, per ricostruire la socialità perduta.  Non potrà che essere così anche per un nuovo lungimirante progetto di restituzione dei beni recuperati : sono certo che come sempre tutte le forze culturali, economiche e sociali, e tutte le istituzioni saprebbero farlo proprio ed adoperarsi al massimo per la sua riuscita”: conclude la sua lettera aperta Sauro Turroni.