lunedì, Giugno 22, 2026
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In aumento aggressioni a personale sanitario in Emilia-Romagna, Bevilacqua (Ugl): Le nostre proposte per arginare il fenomeno

(Sesto Potere) – Bologna – 22 giugno 2026 – “L’ultimo episodio di aggressione al personale sanitario in Emilia-Romagna – tre giorni fa al Pronto Soccorso del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, dove un’infermiera è stata afferrata per il collo da un paziente in stato di alterazione – conferma la gravità di una situazione che in Emilia-Romagna vede una media di 7 aggressioni al giorno (nel 60% dei casi le vittime sono gli infermieri) in media 2.700 aggressioni l’anno. Una situazione non più tollerabile, non soltanto per i lavoratori del comparto, costantemente a rischio, ma per l’intera qualità del servizio che risente di ogni piccola e grande alterazione degli standard offerti ai cittadini”: lo dichiara in una nota Tullia Bevilacqua, segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna.

Secondo un’indagine statistica regionale pubblicata nel 2025 e i dati aggiornati al 2024 : in Emilia-Romagna il 70,3% delle aggressioni in ambito sanitario è stato segnalato da professioniste donne, tuttavia, la proporzione sul totale dei dipendenti distinti per sesso è di poco superiore nei maschi rispetto alle femmine.

“Non è accettabile che proprio l’Emilia-Romagna, considerate tra le più organizzate del Paese per il servizio sanitario pubblico, sia al terzo posto dopo Lombardia e Veneto tra le più a rischio di questo deprecabile fenomeno. I casi di violenza superano quelli registrati in Campania e Sicilia, soltanto per fare alcuni esempi. Regioni dove le aggressioni al personale sanitario trovano sempre vasta eco nei mass media. Non possiamo permettere che questo gravissimo problema passi sotto silenzio in Emilia-Romagna”: aggiunge, ancora, Tullia Bevilacqua.

Che fare dunque?

“Abbiamo portato il tema sicurezza in ogni ambito dei settori del lavoro nel documento programmatico dell’Ugl presentato ai candidati presidente nell’ultima tornata elettorale della Regione Emilia-Romagna. E riportiamo qui alcune nostre indicazioni. A nostro parere è necessario promuove un’azione multidisciplinare con l’obiettivo di intervenire in modo coordinato in un’emergenza che richiede risposte rapide. Coinvolgendo per prime le categorie professionali del settore sanitario in un vero e proprio ‘Tavolo di confronto strategico’ per ragionare assieme sulle misure da prendere per arginare la crescente diffusione del fenomeno delle aggressioni subite dagli operatori della salute e sociosanitari in Emilia-Romagna. Come sindacato ribadiamo che c’è necessità impellente di mettere al centro la sicurezza di chi lavora, anche nel settore della cura. Riteniamo necessario avviare un confronto con le massime Istituzioni regionali al fine di condividere dati, esperienze e definire strategie concrete e soluzioni operative a tutela della categoria”: è la proposta del segretario regionale Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.

Il sindacato propone anche di rafforzare i presidi di controllo, sicurezza e video-sorveglianza in ogni singola struttura sanitaria, istituire un fondo straordinario per gli operatori sanitari vittime di violenza e porre l’obbligo per le aziende sanitarie di costituirsi parte civile: è un dato di fatto che molti operatori sanitari evitano di denunciare per paura di restare soli nel percorso giudiziario. Se l’azienda sanitaria si costituisse parte civile nei processi per aggressioni, si invierebbe un segnale forte di tutela al personale e si aumenterebbero le conseguenze economiche per gli aggressori, disincentivando ulteriori violenze.