mercoledì, Giugno 10, 2026
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L’Italia è una nazione forestale e il 75% dei boschi si trova nei comuni montani. rapporto Pefc, Sinfor, Legambiente e Uncem

(Sesto Potere) – Marcetelli (Ri), 10 giugno 2026 – Marcetelli, in provincia di Rieti nel Lazio, con il 98,4% di superficie coperta da boschi è il Comune italiano con la più alta percentuale di foreste mentre Gubbio (PG) detiene il primato per estensione assoluta di superficie forestale con 26.804,26 ettari.
Sono alcuni dei risultati che emergono dal rapporto “Foreste in Comune”, la prima Indagine socio economica sul patrimonio forestale dei comuni italiani” promossa da PEFC Italia con il supporto e la collaborazione di UNCEM, Legambiente e Consorzio Caire che, per la prima volta, analizza e condivide dati inediti come l’Indice di Boscosità, ovvero il rapporto tra superficie forestale e superficie totale del comune, e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento.

A livello generale, il rapporto conferma come l’Italia sia diventata una nazione forestale, con le foreste hanno superato i 100.000 chilometri quadrati di estensione, occupando oltre un terzo del territorio nazionale e superando, dal 2020, la stessa Superficie Agricola Utilizzata, fatto che non accadeva dal Medioevo.
Un cambiamento profondo, avvenuto nell’arco degli ultimi decenni soprattutto a seguito dell’abbandono di terreni agricoli e pascoli marginali e di colture tradizionali non più redditizie, che ha trasformato il paesaggio italiano e il ruolo che il bosco svolge nei territori. Foreste che devono essere pianificate, gestite, certificate PEFC, in un processo in cui le comunità locali fanno la differenza.

La classifica per Indice di Boscosità: nel Lazio il comune più boscoso d’Italia
Il Rapporto è stato presentato proprio a Marcetelli, in provincia di Rieti nel Lazio: cuore dell’Appennino, il Comune presenta solo il 2% della superficie edificata mentre il 98% è coperta da bosco, aggiudicandosi lo scettro come “comune più boscoso d’Italia” considerando l’Indice di
Boscosità. Marcetelli, inoltre, è parte – insieme ad altri nove paesi del reatino – della Green Community “IN. Alta Sabina”, guidata dal Comune di Rocca Sinibalda.
Guardando all’incidenza della foresta sul territorio comunale, sul podio salgono poi Bormida (Savona) con il 97,07% di superficie coperta dal bosco, e Percile (Roma) con il 96,99%. Seguono, Drenchia (Udine) con il 96,79% e Grimacco (Udine) con il 96,59%.
Nella top ten figurano inoltre Cosio d’Arroscia (Im), Sambuca Pistoiese (Pt), Quarna Sopra (Vb), Vignola-Falesina (Tn) e Rocca Canterano (Rm), tutti comuni nei quali oltre il 95% del territorio è occupato da superfici forestali.

’La classifica per estensione assoluta: Gubbio è il comune con la superficie boschiva più ampia Considerando invece l’estensione totale delle aree boschive e valutando la grandezza assoluta del patrimonio forestale di ogni singolo comune, al primo posto della classifica stilata dal PEFC sale Gubbio (Perugia) con 26.804 ettari di bosco, seguito da San Giovanni in Fiore (Cosenza) con 21.938 ettari e da Città di Castello (Perugia) con 21.838 ettari.
Completano la top ten Massa Marittima (Gr), Firenzuola (Fi), Ventasso (Re), Arezzo, Bagno di Romagna (Fc) che è la porta d’accesso ideale per il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, Spoleto (Pg) e Longobucco (Cs), tutti territori nei quali il bosco rappresenta una componente strutturale dell’identità locale.

Iper-boscosità e aree senza foreste: la geografia del verde italiano
L’analisi mette inoltre in evidenza come il patrimonio forestale nazionale sia fortemente concentrato nelle aree montane. Nei 3.596 comuni montani italiani, che rappresentano il 47,8% della superficie territoriale nazionale e ospitano il 13,5% della popolazione, si concentra infatti il 75,7% dell’intera superficie forestale italiana. Un dato che evidenzia il ruolo centrale delle montagne nella tutela del capitale naturale del Paese e la responsabilità che grava sulle comunità che vivono questi territori.
La ricerca mostra inoltre come il bosco non sia distribuito uniformemente sul territorio nazionale.
Per circa metà dei quasi 7.900 comuni italiani la presenza forestale è marginale o quasi assente: l’indice di boscosità è inferiore al 20% e questi territori, dove vive oltre i due terzi della popolazione italiana, ospitano meno del 10% delle foreste nazionali.
All’opposto, sono invece 3.149 i comuni italiani nei quali oltre il 40% del territorio è coperto da foreste, territori che custodiscono più dei tre quarti dell’intero patrimonio forestale nazionale.
Ancora più significativa è la situazione dei 495 comuni “iper-boscosi”, dove il bosco occupa oltre l’80% della superficie comunale. In questi comuni vive appena l’1% della popolazione italiana ma si concentra il 13,94% della superficie forestale nazionale, una quota superiore a quella presente nell’intera metà del Paese dove il bosco è quasi assente.

Cresce l’attrattività dei territori forestali
Particolarmente significativo è il dato relativo ai flussi migratori. Tra il 2021 e il 2025, 932 comuni italiani hanno registrato un saldo migratorio positivo, superiore al 10 per mille, segnalando una rinnovata capacità di attrarre popolazione. Questi comuni rappresentano appena l’11,8% del totale nazionale e ospitano solo il 5% della popolazione italiana, ma custodiscono il 10,65% dell’intera superficie forestale del Paese. Oltre tre quarti di questa superficie ricade in comuni con un indice di boscosità superiore al 60%.
Secondo gli autori della ricerca, la crescente attenzione verso qualità ambientale, benessere, contatto con la natura e qualità della vita potrebbe rappresentare una delle determinanti di questa nuova attrattività territoriale, con il bosco che diventa un elemento sempre più rilevante nella scelta di vivere o investire nelle aree interne e montane.
Anche sul piano economico emergono elementi di particolare interesse visto che la presenza del bosco non coincide necessariamente con le aree economicamente più deboli del Paese. Nei 1.113 comuni montani caratterizzati dai livelli di PIL pro capite più elevati, dove vive il 40,4% della popolazione montana, si concentra il 32,25% della superficie forestale dell’intero arco montano.
Quasi la metà di questi territori presenta inoltre un indice di boscosità superiore al 60%.

Il comune più boscoso d’Italia genera 8 milioni di euro l’anno in servizi ecosistemici
Tra le conclusioni più significative dell’indagine emerge la necessità di superare una visione del bosco come semplice conseguenza dell’abbandono rurale. Le foreste italiane si trovano oggi al centro di una nuova stagione di opportunità che coinvolge le Green Community, i servizi ecosistemici, la gestione forestale sostenibile, la certificazione e le nuove forme di sviluppo territoriale delle aree montane. Per gli autori dello studio, il futuro delle foreste italiane dipenderà dalla capacità di integrare tutela ambientale, attrattività sociale e sviluppo economico, trasformando il patrimonio forestale in una leva concreta per il rilancio dei territori interni del Paese.
Dalla purificazione dell’aria alla ricarica delle falde acquifere, dalla protezione contro l’erosione del suolo alla mitigazione delle
alluvioni, dal sequestro di anidride carbonica alla produzione di legname e funghi: sono tutti i benefici che un territorio naturale come questo fornisce gratuitamente alla collettività.
Una stima che per il piccolo paese reatino ammonta a quasi 8 milioni di euro all’anno, circa 150.000 euro l’anno ad abitante di valore naturale per la collettività, come dimostra uno studio condotto da CURSA nell’ambito della strategia PNRR IN. Alta Sabina.