martedì, Giugno 9, 2026
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Question time in Regione di M5s-Pd: “No all’incremento dei rifiuti al termovalorizzatore di Forlì”

(Sesto Potere) – Bologna – 9 giugno 2026 – I gestori del termovalorizzatore di Forlì (si parla del gruppo Hera, ndr) chiedono di passare dal trattamento di 120mila a circa 150mila tonnellate annue di rifiuti, inserendo anche ulteriori tipologie di materiali di scarto non previste nell’attuale perimetro pianificatorio, tra cui residui del compostaggio e fanghi di depurazione urbana. Il Movimento 5 stelle è contrario a questo incremento, la Regione Emilia-Romagna valuti se la proposta è coerente con il Piano regionale di gestione dei rifiuti e per la bonifica delle aree inquinate 2022-2027, con il trend dell’indifferenziato in calo, con i flussi effettivi dei conferimenti provenienti in particolare dai territori di Forlì-Cesena e Ravenna e con il principio di equa distribuzione territoriale dei carichi ambientali.

È l’oggetto di un’interrogazione a risposta immediata in Aula in Assemblea legislativa regionale di Lorenzo Casadei (Movimento 5 stelle) sottoscritta anche da Valentina Ancarani (Pd).

“Il Piano regionale di gestione dei rifiuti e per la bonifica delle aree inquinate 2022-2027 – ha ricordato Casadei – prevede per il termovalorizzatore di Forlì una capacità autorizzata pari a 120mila tonnellate annue e, negli scenari di Piano, un totale incenerito pari a circa 119mila tonnellate annue, dato che evidenzia un utilizzo già sostanzialmente prossimo al limite oggi pianificato. La richiesta di aumento avanzata dal gestore non si configura quindi come il semplice utilizzo di una capacità oggi inutilizzata rispetto alla pianificazione vigente, ma come un innalzamento stabile del quantitativo autorizzabile, pari a circa 30mila tonnellate annue aggiuntive. Oltre ai rifiuti urbani indifferenziati e ai rifiuti non recuperabili la proposta intende estendere il trattamento anche ai rifiuti generati dal trattamento dei rifiuti urbani a matrice organica e dal ciclo idrico integrato. Ma il Piano regionale di gestione dei rifiuti e per la bonifica delle aree inquinate 2022-2027 fissa obiettivi di prevenzione, riduzione della produzione dei rifiuti, incremento della raccolta differenziata e riciclaggio”.

“La richiesta di aumento dei quantitativi al termovalorizzatore di Forlì – ha proseguito il consigliere del M5S – viene motivata dal proponente anche con riferimento alla necessità di trattare scarti derivanti dalla raccolta differenziata prodotti nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, che sarebbero oggi in parte avviati a discarica. La pianificazione regionale in materia di rifiuti non può essere interpretata come una semplice massimizzazione dell’utilizzo degli impianti esistenti, ma deve restare coerente con la transizione verso l’economia circolare e l’aumento della raccolta differenziata. Eventuali modifiche autorizzative che comportino un aumento dei quantitativi trattabili devono pertanto essere valutate non solo sotto il profilo tecnico-impiantistico, ma anche sotto il profilo della coerenza con gli obiettivi di Piano, con i dati aggiornati dei conferimenti, con l’andamento della produzione dei rifiuti nei territori interessati e con il carico ambientale già presente”.

Ha risposto l’assessora regionale alle Politiche per l’ambiente Irene Priolo (nella foto): “Se il soggetto proponente vuole l’autorizzazione, deve fare istanza alla Regione tramite Arpae e al termine delle valutazioni la Conferenza dei servizi rilascia eventualmente il via libera. Questa è un’iniziativa privata del gestore che conosce le delicatezze del caso e per questo deve avere avuto la condivisione dell’iter con l’amministrazione comunale competente. Quando si autorizzano questi impianti è previsto un indennizzo a compensazione ambientale che va a ‘ripagare’ la comunità locale. Il compito della Regione, in questo caso, è verificare che non ci siano ricadute negative sull’ambiente. L’aumento della capacità non era previsto nel nostro Piano rifiuti; qualora però dovesse essere autorizzato, la Regione farà la propria pianificazione sulla base del nuovo flusso rifiuti”.

Casadei ha replicato: “Le amministrazioni sono responsabili verso i cittadini e devono collaborare tra loro a tutti i livelli. Sul territorio sono state espresse preoccupazioni e per questo dobbiamo dare risposte tecniche. In caso di via libera gli impatti ci saranno comunque, sia per il maggiore carico del termovalorizzatore sia per il movimento mezzi che devono portare rifiuti in quell’impianto”.