venerdì, Giugno 5, 2026
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Alta Velocità, associazioni di categoria e sindacati: ‘sia occasione per un progetto che guardi a tutta la Romagna’

(Sesto Potere) – Forlì – 5 giugno 2026 – “Il dibattito sull’Alta Velocità in Romagna, rappresenta una nuova occasione per condividere fra Istituzioni, rappresentanze delle imprese e dei lavoratori, la visione di un territorio che pensa al proprio sviluppo, superando i confini provinciali”: lo affermano in una nota congiunta Mario Riciputi, Presidente Confindustria Romagna; Paolo Lucchi, Presidente Legacoop Romagna; Roberto Savini, Presidente Confcooperative Romagna-Estense; Renato Lelli, Vice Presidente AGCI Emilia-Romagna; Sandro Siboni, Presidente Cna Forlì-Cesena; Matteo Leoni, Presidente Cna Ravenna; Marco Polazzi, Presidente Cna Rimini; Maria Giorgini, Segretaria Generale CGIL Forlì-Cesena; Manuela Trancossi, Segretaria Generale CGIL Ravenna; Francesca Lilla Parco, Segretaria Generale CGIL Rimini; Francesco Marinelli, Segretario Generale CISL Romagna; Paolo Manzelli, Segretario Generale UIL Cesena; Enrico Imolesi, Segretario Generale UIL Forlì; Carlo Sama, Segretario Generale UIL Ravenna; e Michele Bertaccini, Coordinatore confederale UIL Rimini.

Le organizzazioni firmatarie ritengono che: “in questa fase storica, molto condizionata da tensioni internazionali, rischio di paralisi dell’Europa e crescita nazionale limitata, l’unica modalità di programmazione debba essere quella che superi i campanilismi ed eserciti, quantomeno in Romagna, le scelte migliori per tutti, indipendentemente dagli specifici interessi territoriali. L’Alta Velocità è certamente un obiettivo strategico, in un’ottica che, a partire dal turismo, interessa l’intero sistema economico romagnolo: pensiamo, ad esempio, alla mobilità delle imprese e dei lavoratori, delle merci e degli studenti. Il potenziamento della direttrice Adriatica, di cui il quadruplicamento della Bologna-Castel Bolognese rappresenta il primo tassello, è un’opera fondamentale per il Paese, ma che produrrà vantaggi anche per i singoli territori. Oggi, infatti, è proprio la linea tra Bologna e Castel Bolognese, già progettata e presentata pubblicamente nei mesi scorsi, a rappresentare la tratta più congestionata, una sorta di “collo di bottiglia” che penalizza, prima di tutto, il traffico ferroviario da e per la Romagna. Il suo potenziamento promette di rivoluzionare il traffico ferroviario dell’intera regione Emilia-Romagna, incrementando la capacità della rete e riducendo i tempi di percorrenza per milioni di passeggeri”.

“Si tratta di un intervento che già ora va pensato in continuità con il resto della Romagna, attraverso una prospettiva di investimento e progettazione sull’Alta Velocità che tenga insieme le esigenze e le potenzialità di tutti i nostri Comuni capoluogo in una visione unitaria di dorsale adriatica. Una visione non nuova, ma a cui serve lavorare di più, come già più volte sollecitato, da diversi anni a questa parte, da coloro che hanno cercato di stimolare il dibattito verso una progettazione che consideri le molteplici esigenze della Romagna”: aggiungono Confindustria Romagna, Legacoop Romagna, Confcooperative Romagna-Estense, AGCI Emilia-Romagna, Cna Forlì-Cesena-Ravenna e Rimini, e Cgil-Cisl e Uil delle segreterie della Romagna.

“Con questa finalità, chiediamo che si costruiscano le condizioni per aprire un fattivo tavolo di confronto fra istituzioni, associazioni datoriali, sindacati – e naturalmente la Regione Emilia-Romagna -, cui affidare la definizione di uno studio su esigenze, flussi, distanze, collegamenti e, naturalmente, equilibri ed opportunità, per porre basi solide e condivise al prossimo investimento sull’Alta Velocità in Romagna. Solo da qui – e cioè da basi tecnicamente solide, alle quali affidare analisi di tipo economico, occupazionale, logistico – serve partire, non da altro”: concludono le organizzazioni firmatarie della nota congiunta.