venerdì, Maggio 29, 2026
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Guerra in Medio Oriente, saranno accolti a Modena bambine e bambini palestinesi 

(Sesto Potere) – Modena – 29 maggio 2026 – Una rete di associazioni, istituzioni, famiglie e realtà educative del territorio per accogliere a Modena bambine e bambini palestinesi e costruire, insieme ai loro coetanei modenesi, un percorso di relazioni, esperienze educative e cittadinanza attiva fondato su solidarietà, inclusione e conoscenza reciproca.

È l’obiettivo del progetto interculturale “Modena con Taybeh”, patrocinato dal Comune di Modena, sostenuto dalla Fondazione di Modena nell’ambito del bando “Richieste libere” e promosso da Auser Volontariato Modena, che prende il via il 10 giugno per proseguire fino al 5 luglio.

Il progetto coinvolge bambine e bambini provenienti dal villaggio palestinese di Taybeh in Cisgiordania, insieme a coetanei modenesi tra gli 8 e i 12 anni, in un intenso programma di centri estivi, attività educative, culturali, sportive, naturalistiche e sociali diffuse sul territorio cittadino, ma non solo. 

Il progetto è stato presentato in Municipio questa mattina, 29 maggio, alla presenza di: Federica Venturelli, assessora alle Politiche educative del Comune di Modena, Manuela Gozzi, presidente Auser, Fouad Muaddi del gruppo scout di Taybeh (in collegamento), Laura Piretti, vicepresidente Udi e Vanni Bulgarelli, presidente Anpi.

“Questo è innanzitutto un progetto di pace, che parla di solidarietà, dialogo e convivenza – dichiara l’assessora Venturelli – È una goccia in un oceano che pensiamo possa fare la differenza nel così difficile processo di pace di cui i bambini, le donne, gli uomini, i civili hanno il diritto di sognare e pretendere, per avere il diritto al futuro. La pace è un processo lungo che si costruisce con dialogo, conoscenza, riconoscimento dell’altro e lo si fa giorno dopo giorno anche, ma non solo, con questi progetti. In questo modo diamo opportunità, sollievo e anche un po’ di serenità ai bambini  – prosegue l’assessora – riscoprendo alcuni diritti di cui i bambini vengono privati, a partire dal diritto al gioco e all’educazione. Modena ha sempre saputo da che parte stare nella storia e anche questa volta rinnoviamo il nostro impegno a tutela dei più deboli”.

L’iniziativa si ispira all’esperienza storica dei “Treni della felicità” vissuta a Modena 80 anni fa, rileggendola in chiave contemporanea attraverso un percorso di accoglienza e scambio interculturale che mette al centro il ruolo della comunità educante modenese.

Le attività coinvolgono infatti associazioni, gruppi scout, cooperative, realtà del Terzo settore, famiglie ospitanti e numerosi soggetti del territorio, con l’obiettivo di creare occasioni concrete di incontro, crescita e partecipazione.

Il progetto si inserisce in un contesto internazionale segnato da conflitti, disuguaglianze e tensioni politiche e punta a contrastare paure e isolamento attraverso esperienze condivise di relazione e partecipazione capaci di generare solidarietà e speranza.

In particolare, il percorso intende accompagnare la crescita cognitiva, emotiva e sociale delle bambine e dei bambini coinvolti, favorendo processi di socializzazione, rispetto delle differenze e sviluppo delle competenze relazionali.

Le attività previste comprendono laboratori creativi, letture, percorsi interculturali, attività sportive, esperienze scoutistiche, educazione ambientale, incontri pubblici, cinema, musica, visite a parchi e aree naturali, oltre a momenti conviviali dedicati alla scoperta reciproca delle culture italiana e palestinese. Sono previsti anche percorsi di formazione rivolti alle famiglie ospitanti e agli operatori coinvolti nel progetto.

Tra gli elementi innovativi dell’iniziativa vi sono la forte dimensione comunitaria e la costruzione di relazioni tra generazioni, associazioni e territori differenti, con l’obiettivo di rafforzare la coesione sociale e valorizzare il ruolo educativo della città.

Il progetto prevede inoltre momenti pubblici di restituzione, produzioni creative e attività di documentazione per condividere con la cittadinanza le esperienze vissute durante il percorso.

Il progetto, che può essere sostenuto tramite donazioni sul sito anpimodena.it, coinvolge 20 giovani palestinesi (bambine e bambini con i loro accompagnatori), oltre cento coetanei modenesi e centinaia di cittadini nelle diverse iniziative pubbliche programmate sul territorio.

 Ad aderire alla rete progettuale sono numerosi enti, associazioni e realtà del territorio modenese e palestinese, insieme a gruppi informali di cittadini. Tra i soggetti coinvolti figurano il Comune di Modena, Fondazione di Modena, Udi Modena, Auser Volontariato Modena, Anpi Modena, Abitcoop, Assopace Palestina, AMoGeA, Uisp Modena, Memo, Spi-Cgil Modena, Cgil Modena, Moxa, Banca Etica, Banca San Felice,  Legacoop Estense, Assicoop, Unipol, Polisportive Morane e Gino Nasi, Casa per la Pace, Banca del Tempo, ANCeSCAO Modena, Libera Modena, Agesci Gruppo MO2, Agesci Gruppo MO6, Agesci Cognento, Cngei Modena e Taybeh Scouts Palestine, CIRFOOD oltre ai gruppi informali Sanitari per Gaza, Rompiamo il silenzio su Gaza, Modena per la Palestina e F.R.A.N.C.A. Per approfondimenti sul progetto è possibile consultare il sito ausermodena.com.