(Sesto Potere) – Forlì, 27 maggio 2026 – “Oltre il muro dell’abitare”: questo il titolo dell’assemblea annuale di CNA Forlì città, che si è tenuta martedì 26 maggio presso la Fabbrica delle Candele di Forlì. Un tema che ha incontrato grande interesse da parte delle imprese associate e delle istituzioni coinvolte.
Negli ultimi anni, il tema abitativo ha assunto una dimensione nuova e più ampia, coinvolgendo in misura crescente anche persone con redditi medi, che pur lavorando stabilmente faticano a trovare soluzioni abitative o a sostenerne i costi di acquisto o locazione: una dinamica che rischia di produrre effetti profondi sulla competitività territoriale. L’incontro è stata quindi l’occasione di confronto tra istituzioni, imprese ed esperti per analizzare il legame sempre più stretto tra politiche abitative, sviluppo economico e competitività territoriale, con l’obiettivo di individuare soluzioni innovative e sostenibili per il futuro della città.
I lavori sono stati aperti da Davide Bellini, presidente di CNA Forlì città, che ha ricordato come il tema dell’abitare sia un fattore decisivo anche per la competitività economica del territorio. Le imprese, infatti, non chiedono soltanto infrastrutture efficienti o servizi adeguati: hanno bisogno di città capaci di offrire qualità della vita, accessibilità e opportunità. “Se vogliamo che Forlì continui a crescere e ad attrarre persone e investimenti – ha proseguito Bellini – occorre avere il coraggio di superare i modelli tradizionali e costruire nuove risposte ai bisogni abitativi”.
A seguire il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ha sottolineato l’importanza del tema e si è complimentato con CNA Forlì città per il contributo offerto all’approfondimento sui temi legati alla crescita del territorio. Nel suo intervento, il sindaco non ha mancato di mandare un pensiero accorato alla vicenda Electrolux, che rischia di compromettere il tessuto industriale della città: “questa è la grande battaglia del nostro territorio e la giocheremo fino in fondo”. Una battaglia che è stata ricordata a più riprese nel corso della serata dai vari attori intervenuti.

Matteo Zanchini, responsabile CNA Forlì città, ha spiegato come l’idea dell’assemblea sia nata per stimolare una riflessione concreta e orientata al futuro. Parlare di casa significa parlare di lavoro, welfare e più in generale di sviluppo del territorio. È una sfida che riguarda l’intera comunità e che richiede visione, collaborazione e capacità di innovare. CNA vuole contribuire a mettere in rete idee, esperienze e competenze per rendere Forlì sempre più attrattiva, dinamica e rispondente ai bisogni delle imprese.
La discussione è stata introdotta dall’intervento di Elena Molignoni, Head of Real Estate di Nomisma S.p.A., che ha presentato un intervento sul tema “L’abitare sostenibile come leva per la competitività del sistema produttivo”, che ha illustrato diversi temi: dal concetto di alloggio a prezzo accessibile, alla casa come infrastruttura sociale per cui la crisi abitativa significa crisi sociale, una domanda sempre più indebolita e segmentata. Molignoni ha richiamato le sfide strategiche per il nostro territorio, ossia la transizione green e digitale, l’attrazione di competenze e l’esposizione a shock esterni. Si è quindi soffermata sul piano europeo per l’abitare sostenibile e sulle politiche pubbliche per rispondere ai fabbisogni abitativi dei lavoratori, con particolare attenzione per coloro che operano nei servizi indispensabili.
Per il comune di Forlì è intervenuta l’assessora al welfare e politiche abitative Angelica Sansavini, che ha espresso la preoccupazione dell’amministrazione per il problema dei lavoratori fuori sede, che comprende anche i neolaureati della facoltà di Medicina dell’Università e gli insegnanti. Un’attenzione particolare è verso le criticità di famiglie con bambini, che coinvolge anche famiglie che sono da tempo sul nostro territorio, spesso con due stipendi a tempo indeterminato. Come ha concluso Sansavini, servono nuovi strumenti per dare garanzie ai proprietari, il patto per la casa deve servire per ricreare fiducia.
A seguire, anche l’assessora alle attività economiche Paola Casara ha ricordato come Forlì dimostri una grande vivacità, una grande energia. Ha sottolineato l’importanza di trattenere i talenti, oltre agli investimenti fatti negli anni su università, nautica e aerospazio. Non va sottovalutata la buona qualità della vita, con 35 mq verde per abitanti, città dei 15′, scelta anche da persone delle grandi città del nord. L’università, con i suoi 7.000 studenti, porta energia pulita alla città. Con i nuovi studentati, sarà dato un contributo importante a risolvere la crisi degli alloggi per studenti.
Tra le proposte, mettendo insieme progetti nazionali regionali comunali, quella di un progetto per sostenere l’insediamento di giovani e giovani famiglie nel centro storico.
Su questi temi è certo fondamentale il ruolo della Regione, come ha dimostrato l’intervento di Giovanni Paglia, assessore alle Politiche abitative, Lavoro e Politiche giovanili della Regione Emilia-Romagna, che ha esordito con un messaggio forte: “sul tema della manifattura noi non solo teniamo ma anche rilanciamo. La nostra manifattura tiene perché siamo attrattivi verso persone che vengono da fuori. Ma c’è problema che queste persone non trovano casa”.
Paglia ha quindi illustrato le azioni messe in campo dalla Regione: un piano da 300 milioni di euro, finanziato in parte da fondi Bei, con diverse linee. Tra queste il bando aperto a comuni per alloggi popolari sfitti che la regione ristruttura integralmente: 1.200 appartamenti per cui sono arrivate 3.500 domande. L’obiettivo è di arrivare a 5.000 appartamenti in 5 anni. Un’operazione che potrebbe essere ulteriormente rafforzata se integrata coi fondi del piano casa presentato dal governo.
Altre misure in fase di studio riguardano le case che non possono essere affittate perché necessitano una ristrutturazione, le foresterie aziendali per lavoratori stagionali o primi ingressi, gli appartamenti di proprietà delle Ausl che potrebbero essere destinati a personale sanitario… tutti concordano sul fatto che è necessario sperimentare nuove modalità.
In conclusione, Marco Lucchi, coordinatore della Divisione Territorio e Rappresentanza di CNA Forlì-Cesena, ha richiamato il tema demografico: nei prossimi anni, nella nostra provincia, per ogni 100 pensionati entreranno 60 giovani nel mondo del lavoro. In questo senso, la questione dell’attrattività del territorio diventa centrale. Lucchi ha citato come gli immobili sfitti corrispondano a circa il 21,8% a livello regionale, dato che calato sulla realtà di Forlì corrisponde a circa 10.000 unità immobiliari. Per renderli accessibili, occorre agire non solo con interventi a livello economico, ma anche semplificare questioni burocratiche per sbloccare certi immobili. Già da anni gli imprenditori si chiedono come possono attrarre personale e come trattenerlo, ma questa sfida che non può essere vinta solo dalle imprese, è necessaria un’azione di sistema.

