sabato, Maggio 23, 2026
HomeEmilia-RomagnaForlì, lettera aperta di Sergio Spada al sindaco Zattini per denunciare "il...

Forlì, lettera aperta di Sergio Spada al sindaco Zattini per denunciare “il grave stato delle raccolte museali”

(Sesto Potere) – Forlì – 23 maggio 2026 – Sergio Spada, operatore culturale e già funzionario dei Servizi Culturali del Comune di Forlì dal 1994 al 2019, interviene con una lettera aperta  inviata al sindaco di Forlì Gian Luca Zattini e all’assessore alla Cultura del Comune in risposta ad alcune affermazioni pronunciate dallo stesso ‘primo cittadino’ in chiusura del suo intervento, nel corso della conferenza stampa indetta per presentare le iniziative della Biblioteca Aurelio Saffi di Forlì.

“Nel corso della presentazione delle iniziative di celebrazione della BAS (peccato l’acronimo, era bello chiamarla Biblioteca Aurelio Saffi) lei (riferito al sindaco, ndr) ha voluto concludere il suo discorso con una acerba invettiva, della quale davvero non si sentiva il bisogno. Pare che si aggiri per la città una “compagnia malvagia e scempia”, come direbbe l’Alighieri, da lei definita “detrattori per professione” (quelli che “ne hanno fatte di tutti i colori per boicottare il progetto e che dovrebbero cospargersi il capo di cenere e presentare le loro scuse”). Una petizione firmata da una parte significativa del mondo culturale forlivese, una lettera aperta, un articolo sui giornali sono elementi di una tavolozza troppo povera per giustificare l’espressione “farne di tutti i colori”. Signor sindaco, quello che lei definisce boicottaggio si chiama democrazia, manifestazione pacifica di dissenso, confronto sociale, offerta di dialogo, offerta peraltro da lei completamente ignorata. Per quale motivo i cittadini dovrebbero scusarsi?”: domanda Sergio Spada.

“E’ lei ad avere del tutto disatteso una richiesta civica e civile di ascolto, chiudendo la porta alla fase propositiva che avrebbe consentito di colmare il vuoto progettuale alla base del problema. La Biblioteca è diventata ora il fiore all’occhiello dell’amministrazione, ma lei sa bene che si tratta di una soluzione provvisoria in attesa della fine dei lavori al Merenda (e molti cittadini si sono battuti perché una soluzione provvisoria non disperdesse i contenuti di un progetto organico e coerente come quello delle Collezioni del Novecento); quella battezzata BAS non è che il simulacro di una biblioteca vera, una copia della precedente sezione Biblioteca Moderna, con gli stessi servizi, ma meno agevoli per gli studiosi”: aggiunge Sergio Spada.

Il 18 maggio (giorno di presentazione delle iniziative della BAS) era anche la Giornata Internazionale dei Musei. Si è avvertito un silenzio prudente in città. A titolo esemplificativo, visto che ultimamente si è parlato tanto, e giustamente, dei mosaici del volo, che ora sono finalmente visibili, va sottolineato che tutti i mosaici del volo, tutti insieme, per tutta la loro metratura non valgono un decimetro quadrato degli stupendi mosaici romani nascosti nel buio dell’Archeologico. Di qui, qualche domanda: Dov’è il nostro Museo Archeologico? Dove sono le sezioni del nostro Museo Etnografico? Dov’è il nostro Museo delle Ceramiche? Dov’è il nostro Museo del S. Giacomo, dove l’Armeria Albicini? Dov’è il nostro Museo di Montepoggiolo? Dove sono tutte le altre nostre donazioni di artisti forlivesi? Dov’è la nostra Raccolta Forlai e il progetto del Museo della figura? Qualcuno sta catalogando gli archivi a noi donati dalle famiglie Paulucci? Qualcuno sta lavorando sul nostro Archivio Diego Fabbri? Dov’è finita l’attività editoriale del Comune a supporto di laureandi, di ricercatori, dei nostri artisti? E dov’è la sicurezza, prima ancora della fruibilità, dei nostri Fondi antichi e delle nostre Raccolte Piancastelli, tesoro inestimabile conosciuto in tutto il mondo, isolato al centro di un cantiere?”: tutte le domande di Sergio Spada.

“Questi sono soltanto alcuni richiami alle emergenze prodottesi in tutti questi anni. Il patrimonio culturale forlivese è in pesante e preoccupante sofferenza. Ma è il patrimonio comune e comune vuol dire di tutti i forlivesi. Deve essere mostrato, deve essere riscoperto e vissuto, sono già troppe le generazioni che neppure sono consapevoli della sua esistenza. Chi governa la città deve esserne custode, garante e promotore e ne è responsabile. Sbagliare, facendo, è umano. Non fare nulla produce solo danni, non avere un progetto produce solo dispersione. Per questo ben vengano i rosiconi, i detrattori a farne di tutti i colori, a smuovere le acque da una parte; ma si trasformi dall’altra l’insofferenza in dialogo. E ci guadagneremo tutti.”: conclude la sua lettera aperta Sergio Spada che con questo documento intende denunciare “il grave stato delle raccolte museali forlivesi, relegate da anni in stanzoni, magazzini, capannoni e indisponibili al pubblico”.

“Non amo le polemiche, ma conosco il patrimonio culturale forlivese per essere stato funzionario del Servizio Cultura del Comune per venticinque anni e mal sopporto di vederlo in tali condizioni, anche perché da tempo le nuove generazioni ne sono private, con detrimento della conoscenza della storia e dell’arte cittadine”: è il pensiero finale di Sergio Spada.