(Sesto Potere) – Forlì, 13 maggio – “1700 licenziamenti in Italia, più del 40% rispetto alla forza lavoro attualmente produttiva nel nostro paese. È questo, in estrema sintesi, il quadro prospettato dal coordinamento nazionale del gruppo Electrolux, recentemente tenutosi a Mestre. In particolar modo uno stabilimento – quello di Cerreto d’Esi in provincia di Ancona – chiuderà i battenti”: lo ricorda in una nota CasaPound Italia di Forlì-Cesena.
“A Forlì, dove martedì mattina (ieri) una nostra delegazione ha partecipato alle mobilitazioni dei dipendenti, gli esuberi saranno circa 400. Un dimezzamento, in poche parole. Nei fatti, tanto in Romagna quanto nelle altre località in cui Electrolux è presente, un terremoto industriale e sociale con migliaia di famiglie italiane che da un giorno all’altro si ritroveranno senza più certezze per il futuro. Forse addirittura sul lastrico. La multinazionale svedese ha parlato di ‘una sempre maggiore pressione competitiva, costi strutturalmente elevati, e crescente complessità operativa’. Criticità sicuramente non nuove e che dovrebbero essere affrontate dalle istituzioni in maniera netta con ricette già note, come la difesa reale del mercato italiano ed europeo”: ricorda ancora CasaPound Italia.
“Se da una parte sappiamo che la ricchezza nazionale si crea tramite la manifattura, dall’altra i numeri ci dicono che nel Vecchio Continente (e in misura ancora maggiore in Italia) il costo dell’energia impatta quasi per la metà in più rispetto alla concorrenza cinese: l’unica risposta sociale al capitalismo selvaggio richiede un primo passo. Quello che porterà l’Italia ad essere una nuova potenza industriale e nucleare”: è l’aupsicio di CasaPound Italia, che ieri sera ha issato uno striscione (vedi foto in alto) che sollecita il cambio di passo in materia di lavoro ed energia: “Licenziamenti e deserto industriale? No, Italia potenza nucleare”.

