(Sesto Potere) – Cesena – 8 maggio 2026 – Anaepa Confartigianato territoriale apprezza l’avvio dell’esame dello schema di legge delega per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni. Dopo oltre vent’anni dal Testo Unico, il settore ha bisogno di un quadro normativo più chiaro, stabile e coerente.
“La stratificazione delle norme ha prodotto incertezza, disomogeneità applicative e tempi amministrativi difficili da prevedere, con effetti diretti su costi, investimenti e programmazione delle imprese. La riforma _ sostiene Confartigianato Anaepa – rappresenta quindi un passaggio importante, a condizione che non si limiti a un riordino formale, ma intervenga sui nodi che bloccano l’attività edilizia: titoli, procedure, pareri, competenze e tempi. Il punto centrale è la certezza dei procedimenti. Il silenzio-assenso deve diventare uno strumento realmente operativo, anche nei casi che coinvolgono più amministrazioni. Allo stesso tempo, la fase attuativa sarà decisiva: i principi della delega dovranno tradursi in norme semplici, coordinate e immediatamente applicabili”.
È necessario chiarire il rapporto tra Stato, Regioni ed enti locali e definire livelli essenziali delle prestazioni capaci di garantire standard omogenei in tutto il Paese. Tempi, modulistica, documentazione e servizi devono essere uniformi, misurabili e vincolanti. Accanto alle regole, va rafforzata la capacità amministrativa dei Comuni, soprattutto quelli di piccola e media dimensione. Per questo è essenziale uno sportello digitale integrato, con modelli nazionali obbligatori e check list chiare degli allegati richiesti.
In questo contesto, per Anaepa Confartigianato la riforma può rappresentare anche un’occasione strategica per valorizzare il fascicolo d’impresa come infrastruttura digitale unica, in grado di raccogliere e certificare requisiti tecnico-professionali, regolarità contributiva e affidabilità degli operatori. Uno strumento che contribuirebbe a ridurre gli oneri documentali, semplificare i rapporti con la Pubblica Amministrazione e contrastare concorrenza sleale e lavoro irregolare.
“Particolare rilievo, mette in luce Anaepa Confartigianato, assume lo stato legittimo degli immobili, decisivo per circolazione dei beni, accesso al credito e realizzazione degli interventi. Servono criteri uniformi, asseverazioni affidabili, valorizzazione dei dati disponibili e un fascicolo digitale delle costruzioni che sia uno strumento utile, non un nuovo adempimento. Semplificare non significa ridurre le tutele, ma eliminare sovrapposizioni, duplicazioni istruttorie e incertezze applicative. Le imprese chiedono stabilità, chiarezza e sostenibilità economica degli interventi. Il successo della riforma si misurerà su un criterio semplice: meno incertezza, meno tempi morti, più investimenti e più qualità del costruito”.

