(Sesto Potere) – Roma – 24 aprile 2026 – Nel 2025 è pari al 54,3% la quota di persone di 16-74 anni con competenze digitali almeno di base, 8,4 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. Resta però lontano l’obiettivo europeo che punta, entro il 2030, a una quota dell’80%.
In Italia, come in altri Paesi europei, le competenze digitali sono caratterizzate da forti divari associati a specifiche caratteristiche socio-culturali della popolazione.
Nel 2025 il 71,7% dei ragazzi di 20-24 anni che hanno usato Internet negli ultimi 3 mesi ha competenze digitali almeno di base. Una quota che scende rapidamente con l’età, per arrivare al 49,1% tra i 55-59enni e attestarsi al 27,4% tra le persone di 65-74 anni.
Aumenta l’accesso a Internet tra le famiglie di soli anziani
Nel 2025 l’87,3% delle famiglie dispone di un accesso a Internet (+1,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente). L’analisi territoriale evidenzia un persistente ritardo del Mezzogiorno, pari circa 5 punti percentuali in meno rispetto al Centro-Nord. Le regioni con la maggiore percentuale di famiglie connesse sono la Toscana (90,9%), la Provincia Autonoma di Trento (90,6%) e il Veneto (89,5%); quelle con le percentuali più basse sono, invece, la Sicilia (82,0%), la Basilicata (81,8%) e la Calabria (80,1%)
Il 63,9% delle famiglie composte esclusivamente da anziani (65 anni e più) dispone di un accesso a Internet da casa. Una quota, questa, che registra un incremento di 3,3 punti percentuali rispetto al 2024, attenuando la distanza, per quanto ancora notevole, dalle famiglie con almeno un minore (98,7%) e da quelle senza minori ma con membri non esclusivamente anziani (95,1%), ormai prossime a livelli di saturazione.
Il possesso di un titolo di studio elevato tra i componenti della famiglia è positivamente associato alla disponibilità di un accesso a Internet: ne dispone il 98,5% delle famiglie con almeno un componente laureato, il 94,9% di quelle in cui il titolo di studio più elevato è il diploma superiore, mentre si scende al 66,5% tra quelle in cui il titolo di studio più elevato è la licenza media.
Cresce l’uso di Internet tra gli anziani
Nel 2025 l’83,1% della popolazione di sei anni e più ha usato Internet nei tre mesi precedenti l’intervista. L’uso della rete ha raggiunto livelli prossimi alla saturazione per gran parte della popolazione. Oltre il 95% delle persone tra gli 11 e i 44 anni si è connesso alla rete negli ultimi tre mesi, valori molto simili anche tra i 45-54enni (93,6%). La quota raggiunge supera lievemente il 98% tra i 15-24enni mentre diminuisce per le età più anziane: scende al 72,5% tra le persone di 65-74 anni e arriva al 35,7% tra gli over75 (Figura 1).
Tra il 2024 e il 2025 l’uso della rete è aumentato di 1,2 punti percentuali, con incrementi di oltre 4 punti percentuali nella popolazione di 65 anni e più (da 68,1 a 72,5% per la classe di età 65-74 anni, e da 31,4 a 35,7% per gli over 75). L’uso delle ICT risulta significativamente diverso rispetto al genere tra i bambini di 6-10 anni e nelle classi di età più anziane di 65 anni e più con una disparità a favore degli uomini. In particolare tra i 65-74enni l’uso di Internet è più elevato tra gli uomini, con uno scarto di 4,3 punti percentuali (74,8% gli uomini e il 70,5% le donne) e il vantaggio è di ben 12,5 punti tra le persone di 75 e più (43,0% gli uomini e 30,5% le donne).
Nel 2025 l’Italia centro-settentrionale mostra un uso di Internet superiore all’85%, mentre le aree del Mezzogiorno si fermano al 78,5%, divario che rimane stabile rispetto al 2024. Tra le regioni, hanno fatto registrare gli incrementi maggiori le Marche (+4 p.p.), la Campania (+3 p.p.), seguono la Sardegna (+2,9 p.p.), e il Lazio (2,8 p. p.).
Circa il 40% utilizza smart TV, altoparlanti, smart watch per accedere a Internet
Il 79,1% delle persone di 6 anni e più accede alla Rete tramite lo smartphone, il 54% tramite PC fisso o portatile, il 38,2% tramite smart TV, altoparlanti, smart watch o consolle per video giochi, il 27,8% si avvale del tablet. Il numero di dispositivi utilizzati e la loro combinazione evidenziano marcate differenze generazionali. I giovani di 11-24 anni risultano i più orientati a un utilizzo multi-device: quasi il 30% impiega tutti i dispositivi considerati, a fronte del 17,7% nella media della popolazione.
Tra gli adulti di 25-34 anni si osserva una maggiore propensione all’uso combinato di PC, smartphone, smart TV incluso altoparlanti, smart watch o consolle per video giochi (27,1% contro il 17,9% del totale). Le persone di 65 anni e più presentano invece la quota più elevata di utenti che accedono alla Rete esclusivamente tramite smartphone (quasi il 40% a fronte del 20,5% della media).
Il Paese recupera nelle competenze digitali ma resta lontano dagli obiettivi 2030
ll livello di competenza digitale dei cittadini europei viene rilevato, dal 2021, attraverso un indicatore composito costruito su una serie di attività relative all’uso di Internet. Cinque sono i domini definiti dal Digital Competence Framework 2.0, il quadro comune europeo di riferimento per le competenze digitali:
Alfabetizzazione all’informazione e ai dati, Comunicazione e collaborazione, Creazione di contenuti digitali, Sicurezza e Risoluzione dei problemi. L’obiettivo target fissato per il 2030 si prefigge di raggiungere l’80% di cittadini (utenti di Internet negli ultimi tre mesi in età compresa tra i 16 e i 74 anni) con competenze digitali almeno di base in tutti i cinque domini individuati.
In Italia, nel 2025 il 54,3% delle persone di 16-74 anni ha competenze digitali almeno di base, un valore inferiore di 6,1 punti percentuali rispetto alla media europea. Tuttavia, rispetto al 2023, si registra un significativo aumento della quota di cittadini con questo livello di competenze digitali (+8,4 punti percentuali), un incremento quasi doppio rispetto a quello registrato nella media Ue27 (+4,8 punti percentuali).
Le competenze digitali risultano ancora fortemente associate all’età e al livello d’istruzione. Il differenziale nella diffusione di competenze digitali almeno di base tra le persone di 20-24 anni e quelle di 45-54 anni è di 13,1 punti percentuali e si amplia per le coorti successive. Permane, inoltre, una disparità a favore degli uomini, che nel nostro Paese è di 4 punti percentuali, parzialmente contenuto dal fatto che almeno fino ai 34 anni di età si registra un vantaggio femminile (62,8 e 66,8% rispettivamente per uomini e donne in età 16-19 anni; 69,5 e 74,2% in età 20-24 anni; 68,1 e 70,1% in età 25-34 anni).
Le competenze digitali continuano a essere prerogativa delle persone con titolo di studio elevato. Infatti, l’86,1% delle persone di 25-54 anni con istruzione terziaria ha competenze digitali almeno di base, un valore in linea con quello medio Ue27 (85,8%). La quota scende invece al 33,5% sempre in riferimento alle persone della stessa coorte ma con titolo di studio basso (fino alla licenza media). Rispetto al 2023, incrementi inferiori a quello medio si registrano per chi ha un titolo di studio basso.
Differenze sensibili si riscontrano anche considerando la condizione occupazionale. In Italia, il divario tra gli occupati che hanno usato Internet negli ultimi tre mesi e che hanno competenze digitali almeno di base rispetto a chi è in cerca di occupazione è di 18 punti percentuali. Inoltre, osservando la posizione professionale degli occupati, emerge come gli operai presentino i livelli più bassi di competenza digitale, con una distanza di circa 37 punti percentuali rispetto a quella riscontrata tra direttivi, quadri e impiegati (81,5% contro 44,6%), valore stabile rispetto al 2023.
Dall’analisi delle singole regioni italiane si conferma un forte gradiente tra Centro-Nord e Mezzogiorno, con l’eccezione della Sardegna che si attesta poco distante dal valore medio. Le regioni in migliore posizione in questo ambito sono l’Emilia-Romagna (61,2%) e la Provincia Autonoma di Trento (61,1%). In fondo alla graduatoria si collocano la Campania (42,7%) e la Calabria (40,2%).
Quasi metà della popolazione di 14 anni e più acquista su Internet
Un particolare aspetto dell’uso di Internet nella vita quotidiana è il commercio elettronico. Nel 2025 il 49% della popolazione di 14 anni e più ha fatto acquisti online nei 12 mesi precedenti l’intervista, con un aumento di 2,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Più di un terzo di queste persone (38%, +1,6 punti percentuali rispetto al 2024) ha ordinato o comprato merci o servizi nei tre mesi precedenti l’intervista, l’11% nel corso dell’anno e il 5,8% più di un anno fa.
Gli uomini mostrano una maggiore inclinazione ad acquistare online (53,0% degli uomini ha acquistato online negli ultimi 12 mesi contro il 45,3% delle donne), così come i residenti nel Nord (53,3% contro il 41% del Mezzogiorno). La propensione risulta particolarmente elevata tra i giovani tra i 20 e i 24 anni, il 75,6% dei quali dichiara di aver comprato online negli ultimi 12 mesi.
Quasi sei persone su 10 utilizzano SPID o CIE
Nel 2025 il 53,2% della popolazione tra 16 e 74 anni che ha utilizzato Internet negli ultimi 12 mesi ha utilizzato il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o la Carta d’Identità Elettronica (CIE) nei 12 mesi precedenti l’intervista per accedere a servizi online della PA o dei gestori dei servizi pubblici (es. servizi sanitari o fiscali) o ai servizi di aziende, imprese o organizzazioni non profit (es. trasporto), valore di poco superiore alla media Ue (52,3% delle persone tra 16 e 74enni).
Estendendo l’analisi a tutti gli individui di 15 anni e più (l’utilizzo dello SPID in Italia viene rilasciato a partire dai 15 anni), il 47,0% ha utilizzato il sistema SPID o CIE nei 12 mesi precedenti l’intervista, +5,7 punti percentuali rispetto al 2023. L’utilizzo dell’identità digitale nel 2025 è maggiormente diffuso nelle classi di età centrali (25-44 anni), con oltre sei persone su 10 ad aver utilizzato il sistema nei 12 mesi precedenti l’intervista. Emerge un ricorso differenziato all’identità digitale rispetto al genere: se nelle età giovanili e sino alla classe 45-54 anni e più sono le donne a ricorrere allo SPID o CIE per accedere ai servizi della PA o delle aziende, nella popolazione con 55 anni e più, invece, l’uso risulta più diffuso tra gli uomini, con una differenza massima di 11,4 punti percentuali a favore di questi ultimi nella classe di età 75 e più.
Come per l’accesso a Internet, anche per l’utilizzo di SPID o CIE esiste un forte divario territoriale. Nel 2025 le persone residenti nel Nord hanno utilizzato nel 52,3% dei casi l’identità digitale nei 12 mesi precedenti l’intervista, a fronte di un 38,3% delle persone del Mezzogiorno. I valori più elevati si riscontrano in Emilia-Romagna (58,2%), nella Provincia Autonoma di Trento (56,4%) e in Lombardia (55,0%), mentre le regioni con l’utilizzo minore sono la Sicilia (36,7%), il Molise (36,6%) e la Calabria (33,8%). Rispetto al 2023 l’utilizzo dell’identità digitale è cresciuto in quasi tutte le regioni, in particolare in Friuli-Venezia Giulia (+10,6 punti percentuali), Liguria e Puglia (+7,4 p.p.) e in Campania (+7,1 p.p.).

