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Scritte intimidatorie su muri della sede Pd di Bologna, la condanna di Enrico Di Stasi e Matteo Lepore

(Sesto Potere) – Bologna – 3 aprile 2026 – La notte del 2 aprile la sede della Federazione del Partito Democratico di Bologna, in via Andreini, è stata vandalizzata con scritte oltraggiose e minacce, con la sigla della “A cerchiata” simbolo del movimento anarchico, fino ad arrivare a gravi intimidazioni di morte nei confronti del sindaco Matteo Lepore.

Il Pd di Bologna – per voce del segretario provinciale Enrico Di Stasi- bolla l’episodio come un “gesto gravissimo e vigliacco che qualifica chiaramente chi lo ha compiuto” e definisce le scritte come “l’espressione di una frangia violenta e antidemocratica che nulla ha a che fare con il confronto civile”.

“Il contenuto delle scritte evidenzia anche un preoccupante distacco dalla realtà cittadina. In questo senso è particolarmente inquietante la presenza del triangolo rosso rovesciato accanto al nome del sindaco, simbolo carico di significati che richiama linguaggi e pratiche che Bologna ha sempre respinto. Allo stesso modo, la scritta “il Pilastro vi guarda con odio” tenta strumentalmente di attribuire a un intero quartiere il pensiero di pochi individui isolati. È una rappresentazione falsa: il Pilastro è una comunità viva, plurale, che ogni giorno si confronta e dialoga con le istituzioni e con il Partito Democratico”: commenta il Pd di Bologna.

“Da settimane assistiamo a un’escalation di scritte e atti di odio nei confronti di partiti e amministratori. Per questo rivolgiamo un appello netto: si abbassino i toni. Il confronto politico, anche duro, non può mai degenerare in intimidazione o violenza. Bologna ha sempre dato prova di civiltà democratica, facendo del pluralismo e del dialogo il proprio tratto distintivo. Metodi e ideologie antidemocratiche e squadristiche saranno sempre condannati e respinti. Bologna, Medaglia d’oro della Resistenza, non darà mai spazio a queste derive: non avranno cittadinanza e non passeranno”: conclude Enrico Di Stasi.

A commentare l’episodio anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore che afferma: “Ringrazio quanti in queste ore hanno voluto rivolgermi parole di solidarietà e affetto per le scritte con insulti e minacce apparse sui muri di una sede del Pd. Come ho avuto modo di dire già in diverse occasioni, si può essere favorevoli o contrari ad alcuni progetti dell’amministrazione, e il dissenso e le critiche sono sempre legittime.
Non ci siamo mai sottratti al confronto, anche quando può essere duro, e continueremo a farlo, perché di questo si nutre la democrazia.
Ma in questo caso siamo di fronte ad altro. Sono certo che la cultura democratica della nostra città, e del Paese, prevarranno contro chi usa l’odio come strumento di lotta. Per quanto mi riguarda, non mi farò intimidire da azioni di questo tipo e continuerò ad impegnarmi al massimo per la nostra città”.