(Sesto Potere) – Forlì-Cesena, 31 marzo 2026 – Il settore delle costruzioni continua a essere uno dei pilastri dell’economia, ma il 2026 si presenta come un anno delicato, nel quale alla tenuta attuale potrebbero affiancarsi nuove criticità. Dopo una fase di forte espansione sostenuta prima dai bonus edilizi e poi dagli investimenti pubblici, il comparto si trova ora davanti a un passaggio complesso.
Conferma il suo peso strategico nella provincia di Forlì-Cesena: le costruzioni contribuiscono per il 6,1% al valore aggiunto, quota superiore sia alla media regionale (5,1%) sia a quella nazionale (5,9%). Il settore rappresenta il 15,7% delle imprese attive provinciali e occupa l’8,8% degli addetti complessivi. Dati che confermano il ruolo dell’edilizia come uno dei motori dell’economia locale.
Un comparto che resta centrale, ma che inizia a mostrare segni di contrazione: a fine 2025 le imprese attive del settore a Forlì-Cesena sono 5.550, in calo dell’1,1% sul 2024. La struttura produttiva, inoltre, si conferma estremamente frammentata: il 96,1% delle imprese ha una dimensione media di appena 1,5 addetti, il 66,1% è costituito da ditte individuali e oltre l’80% ha natura artigiana. Questo rende il sistema molto diffuso e capillare, ma anche più esposto alle difficoltà di un mercato che oggi richiede maggiore capacità organizzativa, finanziaria e tecnica.
Le criticità per il 2026 sono evidenti. La prima è la fine progressiva delle spinte straordinarie che hanno sostenuto il settore negli ultimi anni: bonus edilizi ridotti e PNRR che si avvia alla conclusione. Secondo il CRESME, l’esaurimento della fase propulsiva del Piano aprirà una nuova stagione nella quale le costruzioni dovranno reggersi molto più sulla competitività e meno su misure eccezionali.
La seconda criticità riguarda la dimensione d’impresa. In Emilia-Romagna si osserva una correlazione sempre più netta tra andamento del fatturato e struttura aziendale: le imprese più piccole soffrono di più, mentre quelle di dimensioni medie e grandi mostrano performance migliori. Un punto particolarmente sensibile per Forlì-Cesena. C’è poi il nodo del lavoro. Nonostante il miglioramento del fatturato, l’intensità lavorativa media del settore resta ancora inferiore ai livelli precedenti alla crisi sanitaria.
Come sostiene il presidente di CNA Costruzioni Forlì-Cesena Pierluigi Morgagni: “il 2026 rappresenta per il settore delle costruzioni un passaggio decisivo. Dopo una fase sostenuta da misure straordinarie, oggi è necessario costruire basi più solide e durature per il comparto. Per un territorio come il nostro, caratterizzato da una forte presenza di micro e piccole imprese, la priorità è accompagnare questa transizione senza lasciare indietro nessuno. Il primo tema è quello dell’aggregazione: favorire reti, consorzi e forme collaborative è fondamentale per consentire anche alle imprese più piccole di accedere a commesse più complesse e rafforzare la propria capacità competitiva. Senza un salto dimensionale, il rischio è quello di restare ai margini di un mercato che richiede sempre più organizzazione e struttura. Subito dopo viene il tema dell’accesso al credito. In una fase in cui gli incentivi si riducono, la disponibilità di risorse finanziarie diventa decisiva per sostenere investimenti, innovazione e continuità operativa. È necessario garantire strumenti più efficaci e realmente accessibili alle PMI. C’è poi una questione politica non più rinviabile: la continuità delle politiche pubbliche. Il settore non può più essere soggetto a cicli discontinui, con fasi di forte espansione seguite da brusche frenate. Servono regole chiare, stabili e programmabili, che permettano alle imprese di pianificare nel medio periodo. Infine, il tema della sostenibilità. L’integrazione dei criteri ESG, insieme alla digitalizzazione e all’innovazione, non è più un’opzione ma una leva concreta di competitività. Le imprese devono essere accompagnate in questo percorso, affinché la transizione diventi un’opportunità e non un ulteriore fattore di difficoltà”.
In alto: foto di Pierluigi Morgagni, presidente di CNA Costruzioni Forlì-Cesena

