martedì, Marzo 31, 2026
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Confartigianato Cesena: allarme edilizia anche per i cantieri Pnrr con i rincari delle materie prime

(Sesto Potere) – Cesena – 31 marzo 2026 – Venti di guerra sull’economia. Se ne occuperà un  webinar il 13 aprile alle 11.30, importante momento di analisi e confronto promosso da Confartigianato nazionale, pensato per offrire a imprese e territori una lettura aggiornata degli effetti delle tensioni geopolitiche sull’economia italiana.

Al centro dell’incontro la presentazione del 37° Report congiunturale “Nuovi venti di guerra sull’economia”, che analizza l’andamento della manifattura, dell’edilizia, dei servizi e del mercato del lavoro, con un focus specifico sulle dinamiche territoriali.

L’appuntamento sarà seguito con particolare attenzione anche da Confartigianato Cesena e dalle imprese locali, chiamate a confrontarsi quotidianamente con le criticità evidenziate nel report. Il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena – composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati (nella foto) – sottolinea come «lo scenario della guerra nel Golfo stia producendo effetti sempre più tangibili sul tessuto produttivo».

«Il prolungamento delle tensioni e il rischio di blocco dei flussi commerciali nello Stretto di Hormuz – evidenzia il Gruppo – stanno determinando una nuova e forte pressione sui costi energetici». A marzo il prezzo del gas registra un incremento del 48% rispetto a febbraio, mentre l’energia elettrica segna un +25,3%. Anche il gasolio si mantiene su livelli elevati, con un aumento del 19,5% rispetto a fine febbraio, incidendo pesantemente sui costi di trasporto.

Le ricadute si estendono alle filiere produttive. «Le nostre imprese – proseguono – stanno affrontando rincari diffusi che colpiscono in particolare manifattura ed edilizia». Si prospettano infatti, già da metà aprile, possibili carenze di materie prime, fertilizzanti e prodotti petrolchimici, con effetti diretti su materiali come acciaio, cemento, vetro e ceramica.

Il report evidenzia inoltre forti criticità nelle catene globali di approvvigionamento, con aumenti significativi dei fertilizzanti e dei metalli. «Questa situazione – aggiunge il Gruppo di Presidenza – rischia di alimentare una nuova spirale inflattiva sui beni intermedi, aggravata dalla ripresa della domanda e dall’accelerazione dei cantieri legati al Pnrr». A preoccupare sono anche le tensioni lungo le rotte marittime internazionali: un eventuale ampliamento della crisi al Mar Rosso potrebbe compromettere ulteriormente i traffici commerciali, aumentando tempi e costi di trasporto e penalizzando logistica e porti. «Siamo di fronte a uno scenario complesso e in rapida evoluzione – concludono Pedduzza, Fabbri e Soldati – che richiede grande attenzione e strumenti concreti di sostegno, per permettere alle imprese di affrontare l’aumento dei costi e le difficoltà di approvvigionamento senza compromettere competitività e continuità produttiva».