(Sesto Potere) – Forlì/Cesena – 27 marzo 2026 – “Si sono conclusi due giorni di sopralluoghi nel cesenate, nel forlivese e nel ravennate, insieme alle audizioni di sindaci e comitati dei cittadini alluvionati. Abbiamo voluto portare la Commissione direttamente nei territori colpiti, per verificare la situazione reale e ascoltare amministratori e cittadini. Ringraziamo il presidente On. Pino Bicchielli e tutti i componenti della Commissione per il lavoro svolto”: lo dichiarano l’On. Alice Buonguerrieri e l’On. Beatriz Colombo, rispettivamente segretario e capogruppo di FDI della commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico.
“Il quadro emerso è impietoso: fiumi non puliti, argini da consolidare, assenza di manutenzione del territorio, casse di espansione promesse e mai realizzate e opere esistenti che non hanno funzionato. A questo si aggiungono ritardi negli avvisi di pericolo e interventi di messa in sicurezza partiti solo due anni dopo la prima alluvione e in alcuni luoghi anche eseguiti male, oltre al tentativo di scaricare tutto sul cambiamento climatico, come ha fatto il sindaco Enzo Lattuca che si è spinto finanche a negare i precedenti eventi alluvionali, come quello che ha colpito il cesenate nel 2019″ precisa Buonguerrieri.
“Il clima non può diventare un alibi per nascondere responsabilità politiche e amministrative. Eventi come quello del 2023, secondo studi scientifici, non possono essere considerati straordinari. Le piogge intense che hanno determinato frane e alluvioni sono sempre più frequenti tanto da doversi considerare ordinarie. Inutile gridare al cambiamento climatico per nascondere le responsabilità, senza fare nulla per mitigare il rischio idrogeologico, come è successo in Emilia Romagna dove il suolo impermeabilizzato supera la media nazionale, le risorse stanziate per il contenimento del rischio idrogeologico non sono state spese, le 23 casse di espansione ritenute necessarie dalla stessa Regione non sono state realizzate e la manutenzione del territorio non è stata effettuata. Dai comitati è arrivato un allarme chiarissimo: c’è il timore concreto che questi territori possano finire di nuovo sott’acqua”.
“Per questo il lavoro della Commissione andrà avanti con un obiettivo preciso: accertare mancanze e responsabilità, individuare soluzioni concrete perché tragedie come queste non si ripetano più. Le polemiche strumentali di alcuni sindaci, volte solo a nascondere le responsabilità della Regione a guida PD e a difendere una gestione del territorio fallimentare, non fermeranno il lavoro serio e doveroso della commissione svolto nell’interesse di tutti i cittadini”.

