(Sesto Potere) – Ferrara – 26 marzo 2026 -– Ferrara cambia con la ferrovia. Il percorso di riorganizzazione e potenziamento del sistema di trasporto cittadino su ferro entra nella fase conclusiva: completate le principali opere di interramento della linea, con i collaudi statici della nuova galleria e l’installazione dei binari sia sulla direttrice Rimini-Ferrara, sia sulla Ferrara-Codigoro, si aprono le operazioni per il trasferimento, in autunno, del traffico ferroviario nella nuova galleria, quando prenderà anche avvio la seconda fase dell’intervento, dedicata al completamento della bretella ferroviaria.
Un intervento che non è solo tecnico, ma che ridisegna insieme la mobilità urbana e il ruolo di Ferrara nella rete ferroviaria regionale e nazionale: da un lato la ricucitura di una frattura storica nel tessuto cittadino e il superamento dei passaggi a livello di via Bologna e via Boldrini, dall’altro un’infrastruttura più efficiente per i collegamenti passeggeri e, soprattutto, per il traffico merci lungo l’asse tra il porto di Ravenna e il Brennero.
Il finanziamento complessivo per la realizzazione delle opere della prima fase è di 66,8 milioni di euro, di cui 39,5 milioni statali, 15,4 milioni stanziati dalla Regione, 7,7 milioni da Rfi e 4,4 milioni dal Comune di Ferrara.
Il punto sull’avanzamento dei lavori è stato fatto oggi a Ferrara dall’assessora regionale a Mobilità e Infrastrutture, Irene Priolo, alla presenza del vicesindaco di Ferrara Alessandro Balboni nel corso di un sopralluogo al cantiere del nodo ferroviario.
Il commento
“Questo intervento rappresenta un passaggio molto importante per Ferrara e per l’intero territorio regionale- afferma l’assessora Priolo-. Non stiamo parlando soltanto di un’opera ferroviaria, ma di un progetto che tiene insieme qualità urbana, mobilità più efficiente e sviluppo. Con l’interramento della linea superiamo una cesura storica che per anni ha inciso sulla vita quotidiana delle persone, ricuciamo parti della città e miglioriamo la sicurezza e l’accessibilità. Allo stesso tempo rafforziamo un nodo strategico della rete ferroviaria dell’Emilia-Romagna, rendendo più fluidi i collegamenti passeggeri e più efficiente il traffico merci lungo un asse fondamentale tra il porto di Ravenna e il Brennero. È questa la direzione in cui stiamo lavorando come Regione: infrastrutture utili alle comunità, capaci di migliorare concretamente la vita dei cittadini e di sostenere la competitività e la tenuta del nostro sistema territoriale”.

L’intervento – fase I
I lavori per l’ammodernamento del nodo ferroviario di Ferrara sono entrati nella fase conclusiva dell’avviamento della nuova infrastruttura. La riorganizzazione del nodo punta a migliorare la mobilità urbana e ferroviaria dell’intero quadrante, a rafforzare i collegamenti con i grandi corridoi della mobilità su ferro e a sostenere il ruolo del territorio nel sistema logistico regionale. Con il completamento delle principali opere della prima fase, legata all’interramento della linea, alla realizzazione del tunnel e delle due nuove fermate interrate, ci si avvicina al momento in cui, in autunno, il traffico sarà veicolato nella nuova galleria.
Dopo i collaudi statici della galleria, risultano installati i binari sia sulla direttrice Rimini-Ferrara sia sulla Ferrara-Codigoro, ora in fase di allacciamento con la stazione e le linee esistenti. È in corso un lavoro congiunto tra Fer, Rfi e Ansfisa per la definizione delle procedure tecniche e autorizzative necessarie all’avvio della circolazione nella nuova infrastruttura. La galleria sarà in gestione Rfi, mentre Fer – Ferrovie Emilia-Romagna gestirà le fermate presenti sulla linea di proprietà regionale.
La prima attivazione con ingresso in galleria è prevista in autunno e riguarderà la linea Ferrara–Ravenna; successivamente sarà interessata anche la linea Ferrara–Codigoro.
Il cuore dell’intervento è rappresentato dalla nuova galleria ferroviaria di 850 metri, destinata al traffico passeggeri e merci, che consentirà l’eliminazione dei passaggi a livello di via Bologna e via Boldrini, chiudendo una frattura urbana storica, restituendo continuità alla viabilità cittadina e migliorando in modo significativo la qualità della vita dei residenti grazie alla riduzione di rumori e vibrazioni.
Accanto all’interramento della linea, il progetto prevede la realizzazione di due nuove fermate ferroviarie urbane, in via del Bove e in piazzale Camicie Rosse, dotate di accessi tramite scale e ascensori. Entreranno in funzione dopo la riattivazione della linea Ferrara-Codigoro e consentiranno di rafforzare il collegamento urbano con l’ospedale di Cona: con le due nuove fermate interrate diventeranno cinque le fermate o stazioni intermedie tra Ferrara centrale e Cona Ospedale, otto totali nel territorio comunale. Parallelamente, sono previste la riqualificazione e la restituzione alla città delle aree liberate dai binari, che saranno trasformate in spazi pubblici e percorsi ciclopedonali.
L’intervento – fase II
Successivamente all’apertura al traffico della galleria, si avvierà la seconda fase dell’intervento, che riguarda la realizzazione di una bretella che collegherà le linee Ferrara-Codigoro e Ferrara-Ravenna-Rimini (raccordate nel tunnel) con la Suzzara-Ferrara, creando un bypass della stazione di Ferrara che costituisce parte dell’itinerario merci alternativo tra il corridoio adriatico e il centro-nord Europa e che consentirà ai convogli merci, sul collegamento tra porto di Ravenna e Brennero, di non entrare in stazione per invertire il senso di marcia.
La linea Ferrara-Codigoro
Continua anche il percorso di elettrificazione della linea Ferrara-Codigoro, lunga 52 chilometri, finanziato con circa 42 milioni di euro a valere sulle risorse Fsc 2021-2027, con conclusione prevista nel 2027. La palificazione lungo l’intero tracciato è completata, le opere civili della sottostazione elettrica di Codigoro sono concluse e sono stati avviati i lavori per le Sse (Sotto stazioni elettriche) di Migliarino e Quartesana. L’intervento, oltre a portare a un servizio completamente elettrico e a zero emissioni locali, comprende l’innalzamento dei marciapiedi di diverse stazioni per garantire l’accesso a raso alle persone a ridotta mobilità.


