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Economia a Forlì-Cesena e Rimini, scenario complesso nel 2025: in calo imprese attive e produzione manifatturiera

(Sesto Potere) – Forlì – 25 marzo 2026 – La Camera di commercio della Romagna – territorio di Forlì-Cesena e Rimini – ha tenuto l’annuale presentazione del Rapporto sull’Economia, che si è svolta sia in presenza, nella sala Zambelli della sede di Forlì e in diretta live streaming. L’evento è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

L’appuntamento è stato, come ogni anno, un momento fondamentale di analisi e, in particolare, per l’attuale contesto di conflitti e disordine geopolitico, di valutazione degli scenari strategici per il sistema produttivo locale. Il titolo dell’evento “Abbiamo sempre fatto così… Sfidare il presente per costruire il futuro”

Al dibattito hanno partecipato: Carlo Battistini, (nella foto) presidente della Camera di commercio della Romagna, Roberto Viola, direttore generale DG Connect, Commissione Europea, Maria Chiara Carrozza, docente di Bioingegneria e Biorobotica, Università Milano-Bicocca, già presidente CNR, Francesco Billari, rettore dell’Università Bocconi. A seguire, spazio all’innovazione pura con Marco Ramilli, fondatore e CEO identifAI e Marino Zerial, direttore di Human Technopole. A Dario Fabbri, direttore della rivista geopolitica Domino, è affidata l’analisi delle dinamiche internazionali.

Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna ha concluso i lavori.

Ha introdotto i lavori e moderato l’evento Massimo Sideri, editorialista del Corriere della Sera e adjunct professor di Storia socioeconomica dell’innovazione – Università Luiss Guido Carli. L’evento ha avuto anche quest’anno il sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

“Il titolo scelto per l’appuntamento di quest’anno, ‘Abbiamo sempre fatto così… Sfidare il presente per costruire il futuro’, non è solo uno slogan, ma una precisa dichiarazione d’intenti. Abbiamo voluto mettere in evidenza la necessità impellente di superare l’abitudine, che oggi rappresenta il principale ostacolo all’innovazione. In un mondo che cambia a ritmi vertiginosi, l’inerzia è un lusso che non possiamo più permetterci: dobbiamo governare il cambiamento, non subirlo, sfidando le certezze del presente per costruire basi solide per il domani. Il biennio 2025-2026 segna infatti lo spartiacque tra la vecchia stabilità e un nuovo disordine sistemico. Se il 2025 ha messo alla prova le catene di fornitura, l’apertura del 2026 è segnata da una frammentazione geoeconomica dove variabili come sicurezza ed energia sono tornate al centro dei costi aziendali. In questo scenario di ‘policrisi’, i dati del nostro Rapporto sono la misura della capacità della Romagna di assorbire gli shock globali e trasformarli in adattamento competitivo. – ha commentato Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Nel 2025 il nostro territorio ha mostrato una sostanziale tenuta in un quadro di stagnazione condiviso a livello nazionale. Il messaggio che emerge con forza però è chiaro: siamo competitivi perché lavoriamo molto, ma dobbiamo imparare a lavorare meglio. La nostalgia non è una strategia. La nuova strategia è costruire alleanze, fare progetti associandosi, e accelerare l’introduzione di tecnologie e l’innovazione in tutti i settori. Se non accresciamo i contenuti di servizi e di tecnologia nelle nostre ben fatte produzioni e se non miglioriamo la formazione dei lavoratori scivoleremo verso il conto terzismo per altri paesi e verso una competizione basata sul basso costo anziché sulla qualità. La Camera di commercio ha orientato ogni sua attività verso questa direzione: promuovere digitalizzazione e innovazione per rendere il nostro territorio più attrattivo e competitivo”.

I DATI
Il quadro economico del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini
La sintesi

Nel 2025 il territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), in uno scenario generale particolarmente complesso, riporta segnali di difficoltà insieme ad alcuni elementi di valutazione prospettica positiva, in un quadro attuale di sostanziale stagnazione.

L’anno è stato caratterizzato dalle seguenti tendenze: lieve calo delle imprese attive e stabilità delle localizzazioni; aumento dei tassi di occupazione e disoccupazione, quest’ultimo dovuto verosimilmente al calo degli inattivi; flessione della Cassa integrazione, sia ordinaria sia straordinaria; dinamica medio annua negativa della produzione manifatturiera; e aumento delle esportazioni in termini nominali.

Gli scenari Prometeia, aggiornati a gennaio 2026, per l’area Romagna stimano per il 2025 un aumento del valore aggiunto provinciale (+0,5%), analogo al dato regionale e nazionale.

Al netto delle incognite dovute alle recenti dinamiche economiche e geopolitiche internazionali, le previsioni per il 2026 indicano un incremento del valore aggiunto pari allo 0,9% (+0,8% in Emilia-Romagna e +0,7% in Italia).

L’analisi dettagliata

Il territorio della Camera di commercio della Romagna, comprensivo delle due province di Forlì-Cesena e Rimini, è caratterizzato da una realtà imprenditoriale articolata, dinamica e intraprendente, che occupa un posto di assoluto rilievo nel tessuto produttivo regionale e nazionale. Accanto, infatti, a realtà imprenditoriali di rilievo internazionale, opera un numero elevato di piccole e medie imprese (il 92,0% delle imprese ha meno di 10 addetti) che svolgono un ruolo significativo nella creazione del valore.

La ricchezza prodotta nel territorio, rappresentata dal valore aggiunto, nel 2024 (ultimo aggiornato) è stata pari a 25.434,4 milioni di euro correnti, in crescita annua dell’1,7%, con una variazione maggiore di quella dell’Emilia-Romagna (+0,9%) ma inferiore al dato Italia (+2,1%); il 71,5% del valore aggiunto complessivo è generato dal macrosettore dei Servizi (commercio-trasporti-turismo: 25,6%; altri servizi: 45,9%).

L’area Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si caratterizza per una diffusa imprenditorialità, con 95 imprese attive ogni mille abitanti (Emilia-Romagna: 86, Italia: 85). Le elaborazioni al 31/12/2025 riportano 99.315 localizzazioni (sedi e unità locali) registrate, di cui 89.535 attive), mentre le imprese (sedi) registrate sono 79.023, di cui 69.802 attive. Nel confronto con il 31/12/2024 si riscontra una sostanziale stabilità delle localizzazioni attive (‑0,1%) e una leggera flessione delle imprese attive (‑0,5%), entrambe le dinamiche risultano migliori rispetto alle diminuzioni regionali (rispettivamente, ‑0,6% e ‑1,2%), ma si posizionano al di sotto delle medie nazionali (nell’ordine, +0,2% per le localizzazioni e ‑0,4% per le imprese).

Con riferimento alle imprese attive, tra i principali settori economici, quelli in cui si rileva una diminuzione rispetto al 31/12/2024 sono, nell’ordine: il Commercio, che costituisce il 21,8% delle imprese attive, in flessione del 2,4%, le Costruzioni (incidenza del 15,3%; ‑0,8% la dinamica), l’Agricoltura, comparto caratterizzato da dinamiche e specificità particolari (11,3%; -2,1%), le Attività di alloggio e ristorazione (10,5%; ‑0,7%), il Manifatturiero (8,0%; ‑1,4%) e il comparto “Trasporto e magazzinaggio” (2,9%, ‑1,1%). Per contro, si osservano aumenti nelle Attività immobiliari (8,8% del totale, +2,1% annuo), nelle Altre attività di servizi (4,8%, +0,5%), che comprendono i servizi alla persona (acconciatori, lavanderie e centri estetici), nelle Attività professionali, scientifiche e tecniche (4,2%, +2,0%), nel settore “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (3,4%, +3,0%),  nelle Attività sportive e di intrattenimento (2,5%, +0,3%), nelle Attività finanziarie e assicurative (2,4%, +4,6%) e nei servizi di ICT (2,2%, +0,8%).

Riguardo alla forma giuridica, più della metà delle imprese attive (il 52,6% per l’esattezza) è costituita come impresa individuale, in flessione annua dello 0,9%; seguono le società di capitali (24,4%), in aumento (+2,8%), e le società di persone (20,9%), in calo del 3,1%.

In tale contesto, assumono particolare rilievo le imprese artigiane attive (20.897 unità a fine 2025), pari a circa un terzo del totale delle imprese attive del territorio, in lieve calo rispetto al 2024 (-0,3%). Con riferimento alle altre tipologie, una diminuzione sussiste anche per le imprese femminili (21,3% l’incidenza, -0,8% la variazione), mentre risultano in crescita le imprese straniere (13,6%, +3,1%); sostanzialmente stabili, invece, le imprese giovanili (7,1% del totale, -0,2%).

I dati ISTAT Forze di lavoro, nel 2025 (media annuale), rilevano per l’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini: un tasso di attività (15-64 anni) pari al 73,5% (+1 punto percentuale rispetto al 2024), inferiore al dato regionale (74,5%) e superiore alla media nazionale (66,7%); un tasso di occupazione (15-64 anni) pari al 70,1% (+0,6 punti percentuali), minore del dato regionale (71,4%) ma più alto di quello nazionale (62,5%); e un tasso di disoccupazione (15-74 anni) del 4,5% (+0,4 punti percentuali), maggiore di quello dell’Emilia-Romagna (4,1%) ma più basso del dato Italia (6,1%); in tale contesto, si evidenzia che l’aumento del tasso di disoccupazione è verosimilmente dovuto alla diminuzione del numero degli inattivi, ovvero di quelle persone che non cercano attivamente un lavoro, che determina un incremento delle forze lavoro e, nello specifico, del numero dei disoccupati.

Con riferimento ai rapporti di lavoro dipendente (dati destagionalizzati), i primi 9 mesi del 2025 rilevano un saldo occupazionale pari a +3.761; nello specifico, risultano positivi tutti i tre trimestri dell’anno, con il miglior saldo fatto segnare dal secondo (+2.201 posizioni), rispetto al terzo (+1.307) e al primo (+253). Le attivazioni di rapporti di lavoro sono state 143.112, mentre le cessazioni 139.351; nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente (gennaio-settembre 2024) si rileva una diminuzione sia delle attivazioni (‑1,8%) sia delle cessazioni (‑1,8%).

Per ciò che concerne gli ammortizzatori sociali, nel territorio Romagna (FC-RN), nel 2025 sono state autorizzate 9,0 milioni di ore di cassa integrazione guadagni, di cui il 61,2% di tipo ordinario e il 38,8% straordinario; nel dettaglio, il 95,9% delle ore autorizzate ha interessato il Manifatturiero, seguito dalle Costruzioni, con il 2,6%, e dal Commercio, con lo 0,9%. In termini di confronto annuo, si assiste ad un calo delle ore di CIG autorizzate (‑11,1%), superiore a quello regionale (‑5,5%) e diversamente dall’incremento nazionale (+10,3%); tale diminuzione ha interessato sia la CIG ordinaria (‑7,6%) sia quella straordinaria (‑16,0%).

Riguardo alle dimissioni volontarie, nel periodo gennaio-settembre 2025 si rilevano 21.699 rapporti di lavoro dipendente cessati, che costituiscono il 15,7% del totale delle cessazioni (26,5% in Emilia-Romagna, 27,3% in Italia); rispetto ai primi nove mesi del 2024 si riscontra un calo delle dimissioni (-5,1%), così come a livello regionale (-6,3%) e nazionale (-4,1%).

Nel 2025 aumentano le esportazioni nell’area Romagna (pari a 7,5 miliardi di euro): +1,1% la variazione rispetto al 2024 (+1,3% in Emilia-Romagna, +3,3% in Italia). Per ciò che riguarda i principali prodotti, crescono le esportazioni delle Navi e imbarcazioni (+4,2%, 9,4% del totale), delle Altre macchine di impiego generale (forni, caldaie, condizionatori, macchine e distributori automatiche/ci) (+3,0%, 5,4%) e degli Articoli sportivi (+5,6%, 5,0%); calano, invece, le esportazioni delle Macchine utensili e per la formatura dei metalli (-3,7%, 6,4% l’incidenza), degli Articoli di abbigliamento (-14,5%, 6,0%), dei Mobili (-10,1%, 4,6%) e dei Tubi, condotti, profilati cavi e accessori in acciaio (-1,3%, 4,1%). Per quel che concerne i principali Paesi di destinazione delle esportazioni, troviamo, nell’ordine: Francia (12,4% del totale), Germania (10,6%), Stati Uniti (8,3%), Spagna (5,9%), Regno Unito (5,6%), Polonia (4,1%) e Paesi Bassi (3,2%). Di questi, si rileva una variazione positiva nei confronti della Francia (+3,7%), della Germania (+13,6%), della Spagna (+13,9%) e della Polonia (+10,1%), e negativa verso gli Stati Uniti (-7,0%), il Regno Unito (-9,1%) e i Paesi Bassi (-3,4%). Anche le importazioni (pari a 4,3 miliardi di euro), nel 2025, risultano tendenzialmente in crescita (+13,7%), in misura superiore a quella regionale (+7,3%) e nazionale (+3,2%).   

I dati definitivi relativi al movimento turistico nel 2025, per l’area Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), rilevano, rispetto al 2024, un aumento sia degli arrivi (5.186.433 unità), pari al 4,2%, sia delle presenze (21.425.132 unità), dell’1,1%. In termini di provenienza, i risultati sono migliori riguardo alla clientela estera, rispetto a quella nazionale (+3,3% degli arrivi italiani e -0,7% delle presenze nazionali, contro +7,2% degli arrivi stranieri e +6,3% delle presenze estere); riguardo alla tipologia di struttura, risultano superiori le performance degli esercizi extra-alberghieri (arrivi: +13,8%, presenze: +6,7%), grazie, in particolare, all’incremento degli alloggi privati (rispettivamente, +39,9% e +33,9%), rispetto a quelli alberghieri (arrivi: +2,9%, presenze: -0,1%). In tale contesto, i Comuni della riviera assorbono il 94,2% delle presenze complessive. La permanenza media (rapporto presenze/arrivi), nel 2025, è stata pari a 4,1 giorni (4,3 giorni nel 2024): nello specifico, 3,9 giorni per i turisti italiani e 4,8 giorni per gli stranieri.

Interessanti anche i dati in tema di “Innovazione”, “Responsabilità sociale” e “Sostenibilità”, che rappresentano dimensioni fondamentali per la competitività e lo sviluppo economico dei nostri territori.

In tema di “Innovazione”, particolare importanza rivestono i dati sulle start-up innovative e sui diritti di proprietà intellettuale.

Con riferimento alle start-up innovative, sulla base dei dati aggiornati al 2/2/2026, nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono presenti 145 start-up, che operano principalmente nel macrosettore dei Servizi (112 unità); in termini di variazione annua, si registra una crescita del 16,0%, superiore a quella regionale (+1,6%) e diversamente dal calo nazionale (‑1,7%).

Riguardo ai diritti di proprietà intellettuale, i dati relativi all’anno 2025 rilevano per il territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) 639 domande di brevettazione e registrazione, in aumento rispetto al 2024 (+7,6%): 110 diritti soggetti a brevettazione (70 invenzioni industriali e 40 modelli di utilità), in crescita annua di 4 unità, e 529 diritti soggetti a registrazione (508 marchi e 21 disegni e modelli), in aumento di 41 unità.

In merito, infine, alla “Sostenibilità”, i dati maggiormente interessanti riguardano la Green Economy, con ultimo aggiornamento a settembre 2024; sulla base di questi, nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini sono presenti 1.271 imprese green (16,6% delle imprese green regionali), con un incremento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 7,3% (+6,1% in Emilia-Romagna). Più della metà delle imprese cosiddette “verdi” si concentra nell’Agroalimentare (53,0% del totale); seguono, Ciclo rifiuti (8,9%), Mobilità (8,6%), Energia rinnovabile ed efficienza energetica (5,4%), Edilizia (3,7%) e Ciclo idrico integrato (3,5%).

Il quadro economico della provincia di Forlì-Cesena (sintesi)

Nel 2025 il territorio di Forlì-Cesena, in uno scenario generale particolarmente complesso, riporta segnali di difficoltà insieme ad alcuni elementi di valutazione prospettica positiva, in un quadro attuale di sostanziale stagnazione.

L’anno è stato caratterizzato dai seguenti trend: lieve calo delle imprese attive e stabilità delle localizzazioni; livelli comunque elevati di imprenditorialità; aumento della PLV agricola per un positivo effetto prezzi e per il rilevante contributo della Zootecnia; migliorano le variabili congiunturali del Manifatturiero, con inversione del trend degli scorsi mesi; andamento positivo del volume d’affari nelle Costruzioni; flessione delle vendite del Commercio al dettaglio; incremento delle esportazioni; aumento degli arrivi ma calo delle presenze turistiche; numeri positivi per i trasporti autostradali (automezzi transitati), negativi per quelli aerei (movimento passeggeri); calo dei prestiti alle imprese; imprese artigiane in diminuzione ma dinamica della produzione manifatturiera artigiana in ripresa e positiva; sistema cooperativo in ridimensionamento e aggregazione; stabilità del tasso di occupazione e aumento del tasso di disoccupazione, quest’ultimo dovuto verosimilmente anche al calo degli inattivi; e sostanziale stabilità delle ore autorizzate di CIG totale, ma crescita di quella straordinaria.

Gli scenari Prometeia, aggiornati a gennaio 2026, per la provincia di Forlì-Cesena stimano per il 2025 un aumento del valore aggiunto provinciale (+0,5%), analogo al dato regionale e nazionale.

Al netto delle incognite dovute alle recenti dinamiche economiche e geopolitiche internazionali, le previsioni per il 2026 indicano un incremento del valore aggiunto pari allo 0,9% (+0,8% in Emilia-Romagna e +0,7% in Italia).

Il quadro economico della provincia di Rimini (sintesi)

Nel 2025 il territorio di Rimini, in uno scenario generale particolarmente complesso, riporta segnali di difficoltà insieme ad alcuni elementi di valutazione prospettica positiva, in un quadro attuale di sostanziale stagnazione.

L’anno è stato caratterizzato dai seguenti trend: lieve calo delle imprese attive e stabilità delle localizzazioni; livelli particolarmente elevati di imprenditorialità; diminuzione del valore del pescato e delle quantità commercializzate nel mercato ittico; gli indicatori confermano il trend di stagnazione delle attività manifatturiere locali, con i 4 trimestri consecutivi negativi in termini tendenziali; diminuzione del volume d’affari nelle Costruzioni; flessione delle vendite del Commercio al dettaglio; riduzione delle esportazioni a valori correnti; aumento degli arrivi e delle presenze turistiche; numeri positivi per i trasporti autostradali (automezzi transitati) e aerei (movimento passeggeri); calo dei prestiti alle imprese; imprese artigiane sostanzialmente stabili ma contrazione media annua della relativa produzione manifatturiera; sistema cooperativo in ridimensionamento e aggregazione; aumento del tasso di occupazione e lieve riduzione del tasso di disoccupazione; e diminuzione delle ore autorizzate di CIG, in particolare di quella straordinaria.

Gli scenari Prometeia, aggiornati a gennaio 2026, per la provincia di Rimini stimano per il 2025 un aumento del valore aggiunto provinciale (+0,6%), superiore al dato regionale e nazionale (+0,5%).

Al netto delle incognite dovute alle recenti dinamiche economiche e geopolitiche internazionali, le previsioni per il 2026 indicano un incremento del valore aggiunto pari allo 0,9% (+0,8% in Emilia-Romagna e +0,7% in Italia).