lunedì, Marzo 23, 2026
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Cesena, assemblea coop agroalimentari Legacoop: «Non basta il taglio delle accise»

(Sesto Potere) – Cesena – 23 marzo 2026 – — C’è l’emergenza della guerra in Iran, ma non solo: riconoscimento del ruolo delle cooperative, impegno contro la concorrenza sleale, ricerca di nuovi mercati, cambiamento climatico e messa in sicurezza del territorio, tutela delle produzioni e dei redditi agricoli, rilancio dell’attrattività verso i giovani, perché il problema della manodopera è sempre più rilevante. Queste le priorità della cooperazione agroalimentare di Legacoop Romagna discusse questa mattina a Cesena, nella Sala del Consiglio di Apofruit Italia, in via della Cooperazione 400, in occasione dell’assemblea di settore.

Primo tema sul piatto, come è ovvio, le repentine impennate dei prezzi causate dal conflitto in Medio Oriente. Le conseguenze sono devastanti per un sistema agroalimentare come quello regionale, che ogni anno consuma 270mila tonnellate di gasolio (un quinto in Romagna) e 700mila tonnellate di fertilizzanti (oltre il 45% in Romagna). 

«Da un lato – ha esordito il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi –  servono interventi immediati, dall’altro è importante sostenere la transizione verso forme di energia rinnovabile, anche riducendo la burocrazia e semplificando normative e relativa applicazione. Dovremmo prendere a modello la Spagna che ha creato un contesto favorevole all’innovazione e dove il 60% dell’elettricità proviene dalle fonti rinnovabili. La differenza è tangibile: di fronte agli aumenti, Sanchez ha potuto ridurre al 10% l’Iva sui carburanti, scontando 40 centesimi al litro, mentre il nostro governo ha tagliato le accise per 20 giorni.

Tra pochi giorni ci attende l’appuntamento con le fiere di riferimento del settore, a partire da Macfrut e Vinitaly. Quest’anno saranno ancora più centrali rispetto al recente passato per fare il punto sulle necessità delle aziende, in particolare per quanto riguarda l’export e la ricerca di nuovi sbocchi alle nostre produzioni».

Dopo i saluti di Lucchi i numeri e le sfide del comparto sono stati presentati dai responsabili di settore Mirco Bagnari, Federico Morgagni e Stefano Patrizi. La cooperazione agroalimentare associata a Legacoop Romagna offre un quadro completo di tutti i comparti, dalle sementi all’ortofrutta, dalla conduzione terreni al vino e alla zootecnia, fino ai servizi. Cinquantasei le cooperative aderenti, tra produzione e trasformazione, più di ventimila i soci e 7.400 gli occupati, per un valore della produzione di oltre due miliardi di euro. 

In rappresentanza delle cooperative presenti hanno preso la parola, tra gli altri, Giovanni Giambi, direttore di Agrisfera, Lino Bacchilega, direttore di Cab Terra, Andrea Dalmonte, presidente di Conase, Mirco Zanotti, presidente di Apofruit, Franco Donati, presidente di Terre Cevico.

Nel dibattito sono emersi i principali temi del settore: la PAC, la burocrazia, il rapporto non sempre lineare con le istituzioni, il ruolo dell’Europa, il cambiamento climatico, con le disastrose alluvioni che hanno devastato la Romagna, la carenza di manodopera, l’invecchiamento della base sociale.

«La guerra in Iran – ha detto la direttrice di Legacoop Agroalimentare nazionale, Sara Guidelli, nelle sue conclusioni – ha bloccato l’export e ha messo in luce il livello di dipendenza dal petrolio delle nostre filiere. Purtroppo non è un quadro temporaneo, è illusorio pensare che nel breve periodo si tornerà alla situazione precedente, vista anche l’imposizione dei dazi americani, dei quali si comincia ora a sentire gli effetti. La prima richiesta avanzata al Governo, è stata quella di mettere a disposizione degli strumenti per gestire l’emergenza, ma ora occorre pensare a interventi di lungo periodo. Dobbiamo guardare anche al nostro interno, favorendo i processi di integrazione e la costruzione di filiere organizzate dal campo alla tavola».