(Sesto Potere) – Forlì – 17 marzo 2026 – Venerdì 20 marzo in San Mercuriale, alle ore 18:30, alla presenza del Sindaco Gian Luca Zattini, del Vescovo Monsignor Livio Corazza e del Vicesindaco con delega alla Cultura Vincenzo Bongiorno, riprende “Un’Opera al mese” con il ventottesimo appuntamento.
Protagonista della serata sarà il grande dipinto di Marco Palmezzano di primo Cinquecento “San Giovanni Gualberto in adorazione del Crocifisso e la Maddalena ” conservato nell’Abbazia.
Promosso dall’Assessorato alla Cultura, il ciclo di appuntamenti dedicato a promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico forlivese è curato dal Dirigente alla Cultura Stefano Benetti e realizzato dal Servizio Cultura in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei di Forlì presieduta da Raffaella Alessandrini.
“La rassegna d’arte “Un’Opera al mese” – precisano il Sindaco Gian Luca Zattini e il Vicesindaco con delega alla Cultura Vincenzo Bongiorno – non può prescindere da un luogo quale l’Abbazia di San Mercuriale perchè oltre ad essere cuore del culto forlivese è anche scrigno di capolavori assoluti. Per questo va il nostro ringraziamento alla Curia per l’ospitalità che ha inteso riservarci e per il sostegno al nostro impegno rivolto a condividere con la comunità locale le tante bellezze artistiche conservate nelle nostre istituzioni culturali così come nelle chiese cittadine”.

“Al valore artistico dell’opera del Palmezzano – dichiara il Vescovo Monsignor Livio Corazza – si unisce anche il forte valore spirituale ed ecclesiale della sua presentazione in questa precisa giornata. La presentazione avviene di venerdì, giorno in cui la Chiesa ricorda la crocifissione di Cristo, così come appare nella scena riprodotta. Inoltre l’opera ritrae San Giovanni Gualberto, fondatore dell’Ordine dei Vallombrosiani; per questo ho invitato all’appuntamento di venerdì l’attuale Abate dei Vallombrosiani Padre Giuseppe Casetta, il quale ha gradito l’invito e spera di venire. Arte, spiritualità, intraprendenza del Comune e comunione ecclesiale concentrate nella Basilica di San Mercuriale. Merita esserci!.”
“Si tratta di un’opera di grande pregio – precisa il Dirigente Cultura e curatore della rassegna Stefano Benetti – realizzata dall’artista che ha saputo conferire una fortissima identità all’arte figurativa del Rinascimento forlivese: Marco Palmezzano. Un’opera importante non solo per l riuscita finezza esecutiva ma anche per l’apparato figurativo che rimanda all’identità vallombrosiana della Chiesa di San Mercuriale: protagonista della scena è infatti San Giovanni Gualberto, qui ritratto però non come fondatore dell’Ordine Vallombrosiano, ordine di monaci benedettini che governavano l’Abbazia, ma ancora come giovane aristocratico”.
A raccontare il dipinto interverrà il professor Fabio Massaccesi, docente di Storia dell’arte medievale presso l’Università di Bologna. Di origine romagnola Massaccesi concentra la sua attività di ricerca su temi legati alla committenza artistica, alla miniatura, alla pittura monumentale e ai contesti architettonici, con particolare attenzione alla produzione pittorica riminese e all’iconografia tra XII e XV secolo.
“Il dipinto – spiega il professor Fabio Massaccesi – che le fonti ricordano nel terzo altare della navata destra dedicato a Giovanni Gualberto fino al 1590 era stato voluto dal giureconsulto Domino Guglielmo de Lambertellis legum doctoris, uomo di fama che il Valentino mise a capo del tribunale della Rota istituita a Cesena nel 1502. Il pittore Marco Palmezzano traduce l’evento miracoloso in modo smagliante in uno spazio intarsiato e teorematico che rimonta alla lezione del maestro Melozzo da Forlì, ma che l’artista fa vibrare grazie a una rinnovata attenzione alla pittura veneta e in particolare alla costruzione luminosa e prospettica di Giovanni Bellini”.
“Il protagonista – prosegue Massaccesi – è San Giovanni Gualberto, fondatore nel secolo XI dell’ordine vallombrosano: secondo la tradizione, di fronte al Crocifisso che si sarebbe miracolosamente chinato verso di lui, il santo rinunciò alla vendetta per l’uccisione del fratello e abbracciò la vita monastica. Nato a Forlì intorno al 1459 e allievo di Melozzo, Palmezzano fu uno dei principali protagonisti della scuola pittorica forlivese tra Quattro e Cinquecento; nelle sue opere coniuga la monumentalità prospettica appresa dal maestro con l’apertura alla cultura veneziana, evidente nella luminosità e nell’ampiezza dei paesaggi”.

