(Sesto Potere) – Bologna – 16 marzo 2026 – Il turismo in Emilia-Romagna continua a crescere e nel 2025 supera una nuova soglia: oltre 44,1 milioni di presenze (44.170.468) e più di 13,2 milioni di arrivi (13.231.732) dai dati consolidati ISTAT, con un aumento rispettivamente del +3,9% e del +7,8% rispetto al 2024.
A trainare la crescita è soprattutto il turismo internazionale: gli arrivi dall’estero raggiungono 4,17 milioni (+10%) e le presenze 14,1 milioni (+7,9%). Nel complesso i turisti italiani sono oltre 9 milioni, per un totale di oltre 30 milioni presenze, in aumento rispettivamente del +6,75% e del +2,13% rispetto all’anno precedente. Numeri che confermano l’Emilia-Romagna come regione sempre più attrattiva sui mercati esteri.
Un trend che interessa tutto il territorio: secondo i dati sul movimento turistico del 2025, elaborati dal Servizio statistica della Regione, la Riviera si conferma il principale motore regionale, con 6,3 milioni di turisti (+5,25% arrivi) e 28,5 milioni di pernottamenti (+1,97%), ma chiudono il 2025 con un segno più anche i Comuni dell’Appennino, che registrano 275.841 turisti (+12,71% arrivi) e oltre 876mila pernottamenti (+12,44%), segno di un interesse crescente per i borghi e il turismo naturalistico.
Bene anche le Città d’arte, con 4,5 milioni di turisti (+11,48% arrivi) e 9,9 milioni i pernottamenti (+8,46%), trainati soprattutto dall’aumento dei visitatori stranieri (+12,7%), e le località collinari, con 449.332 turisti (+10,12% arrivi) e 1.031.093 pernottamenti (+10,79%). Le località termali registrano un incremento degli arrivi (401mila, +2,63%) e un andamento stabile per quanto riguarda i pernottamenti (995 mila). Numeri che raccontano un sistema turistico regionale solido e sempre più diversificato, con flussi internazionali in aumento e un rafforzamento delle città e delle destinazioni dell’entroterra.

Il commento
“La crescita del turismo in Emilia-Romagna riguarda tutti i nostri territori: città d’arte, Appennino e mare- sottolinea l’assessora regionale al Turismo, Roberta Frisoni-. Accanto alla solidità della Riviera, che continua a rappresentare il principale prodotto turistico della regione e dove si concentra la quota più ampia di presenze, vediamo rafforzarsi anche altri segmenti dell’offerta, con territori e prodotti che registrano aumenti significativi, in alcuni casi anche a doppia cifra. E’ il caso ad esempio dell’Appennino dove i dati confermano la validità delle politiche messe in atto per sostenere e promuovere queste destinazioni dove il turismo sta diventando un elemento sempre più importante per le economie locali. La crescita dell’extra-alberghiero, che interessa l’intero territorio regionale, riflette oltre a nuove dinamiche della domanda, anche l’individuazione di nuove strutture grazie all’introduzione del Cin, un elemento da tenere in considerazione nell’interpretazione complessiva dell’andamento del settore. Allo stesso tempo emerge un cambiamento nelle abitudini di viaggio: la permanenza media degli italiani tende a ridursi, anche per effetto del contesto economico e del calo del potere d’acquisto, mentre cresce con decisione la componente internazionale, con più arrivi e più presenze. È una tendenza che si manifesta soprattutto nei territori più connessi con i mercati esteri e che conferma quanto sia strategico continuare a investire sull’accessibilità della nostra regione. In questa direzione stiamo lavorando per rafforzare i collegamenti, sia aerei sia ferroviari, con i mercati internazionali: proprio oggi in Commissione è in discussione anche il progetto di legge sugli aeroporti, uno degli strumenti con cui vogliamo sostenere ulteriormente la competitività turistica dell’Emilia-Romagna”.
Gli ambiti provinciali
Bologna supera i 3,17 milioni di turisti e raggiunge 7,18 milioni di presenze, registrando una crescita del +10,66% negli arrivi e del +8,28% nei pernottamenti. Rimini si conferma la prima provincia per presenze con 15,62 milioni (+4,63), a fronte di quasi 4 milioni di turisti (+1,85 arrivi). L’aumento più consistente riguarda Reggio Emilia, che registra +21,22% di arrivi e +14,97% di presenze. Trend positivi si registrano anche nelle altre province: Piacenza arriva a 292.902 turisti, con una crescita del +6,40% deli arrivi, e 638.027 presenze (+6,98); Parma supera 790 mila turisti con un incremento del +10,97% e totalizza 1,71 milioni di presenze (+ 7,77); Modena conta 935.806 turisti (+8,64% arrivi) e 2,11 milioni di pernottamenti (+6,65%); Ferrara raggiunge 672.915 turisti (+8,01% arrivi) e 2,93 milioni di presenze (1,55%); Ravenna totalizza 1,75 milioni di arrivi (+8,96%) e 7,24 milioni di presenze (+6,06%). Forlì-Cesena, infine, chiude l’anno con 1,23 milioni di turisti (+2,77% arrivi) e 5,8 milioni di pernottamenti (-0,94 %).
Andamento strutture ricettive

Anche l’analisi della tipologia delle strutture ricettive evidenzia una dinamica chiara: in diversi ambiti territoriali il comparto extra-alberghiero cresce più rapidamente rispetto all’ospitalità tradizionale. Il fenomeno è particolarmente evidente nelle Città d’arte, dove l’aumento della domanda è sostenuto soprattutto dalle strutture extra-alberghiere (+24,32% negli arrivi e +15,87% nelle presenze), mentre il comparto alberghiero registra incrementi più contenuti (+6,49% di arrivi e +3,66% di pernottamenti). Nei Comuni della Riviera gli esercizi extra-alberghieri segnano +11,63% negli arrivi e +6,38% nelle presenze, a fronte di una crescita più moderata dell’alberghiero (+4,06% negli arrivi e +0,43% nei pernottamenti).
La stessa tendenza si osserva anche nei territori interni. Nelle località dell’Appennino l’extra-alberghiero registra +25,74% negli arrivi e +22,96% nelle presenze, mentre l’alberghiero cresce comunque in modo positivo (+9,96% di arrivi e +10,17% di pernottamenti). Un andamento che riflette l’interesse crescente per formule di soggiorno più flessibili e legate al turismo naturalistico e outdoor.
Nelle località collinari l’extra-alberghiero segna incrementi ancora più marcati (+22,47% negli arrivi e +27,36% nelle presenze), mentre il comparto alberghiero mostra aumenti più contenuti (+3,56% negli arrivi e +1,59% nei pernottamenti), a conferma della diffusione di agriturismi, bed & breakfast e altre forme di ospitalità diffusa tipiche di questi territori.
Nelle località termali l’andamento resta più moderato: cresce l’extra-alberghiero (+14,20% negli arrivi e +9,86% nelle presenze), mentre l’alberghiero registra una dinamica più stabile (+0,68% di arrivi e una lieve flessione delle presenze -2,71%).
I dati sugli acquisti
Accanto ai dati Istat sulle strutture ricettive, l’Osservatorio turistico regionale dispone anche di nuove fonti informative grazie alla piattaforma Tourism Data Hub, che integra tra gli altri i dati sugli acquisti effettuati tramite carte Mastercard, relativi alle sole spese effettuate in loco dai visitatori. Nel 2025 questi dati indicano che la Germania è il primo mercato per spesa turistica in Emilia-Romagna con una quota del 17,7%, seguita da Svizzera (10,5%), Paesi Bassi (7%) e Regno Unito (6,7%). Tra i principali mercati internazionali, la Svizzera registra anche il ticket medio più elevato (57 euro), davanti a Germania (46,8 euro), Stati Uniti (41,4 euro) e Austria (41,2 euro).
L’analisi della spesa per settore merceologico mostra inoltre che i ristoranti rappresentano la principale voce di spesa (20,35% del totale), seguiti da supermercati e alimentari (16,12%), abbigliamento (13,03%) e hotel (12,35%). Tra queste categorie sono però proprio gli hotel a registrare il ticket medio più elevato (142,82 euro), davanti ad abbigliamento (70,63 euro), ristoranti (27,52 euro) e supermercati e alimentari (22,53 euro).

