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Aeroporto di Forlì, Taaf e Comitato Sorvolati: “mancano le garanzie su sicurezza e salute”

(Sesto Potere) – Forlì – 12 marzo 2026 – Il TAAF-Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì interviene con una nota sul “Progetto di legge sugli scali per sostenere attrattività, intermodalità e sviluppo sostenibile” promosso dalla Giunta regionale dell’Emilia Romagnapresentato di recente in commissione regionale – che prevede l’abolizione della council tax e il finanziamento pubblico di 2 milioni di euro annui per i 3 scali di Rimini, Forli e Parma.

L’obiettivo è rendere più competitivi e attrattivi per le compagnie low cost gli scali minori.
Si ipotizza il raggiungimento di 20 milioni di passeggeri annui a livello regionale : quasi 8 milioni in più degli attuali, da distribuire prevalentemente negli scali minori considerata la non lontana saturazione del Marconi.

“Per il Ridolfi si prospetta quindi uno sviluppo esponenziale dei volumi di traffico e questo in una situazione in cui l’applicazione delle normative vigenti a tutela della salute e sicurezza delle popolazioni impattate risulta, tuttora, molto carente e lacunosa”: afferma il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste e il Comitato Sorvolati che fanno presente che: “le misure per la valutazione e il contenimento dell’inquinamento acustico prodotto dai velivoli, regolamentate da quasi 30 anni e mai rese operative dal Ridolfi, che sono compito della Commissione aeroportuale, non sono ancora state avviate”.

“La Commissione si è costituita e riunita per la prima ed unica volta nel giugno 2025. Essa deve provvedere alla zonizzazione acustica del territorio circostante impattato, individuando zone di rispetto con livelli massimi di emissione rumore sostenibili e stabilire monitoraggi e procedure anti rumore. In assenza della zonizzazione tutti gli interventi di monitoraggio, mitigazione, risanamento, compensazione previsti a tutela della salute pubblica sono attualmente inesistenti”: aggiungono il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste e il Comitato Sorvolati che rilevano: “il ritardo nella presentazione e approvazione delle mappe di vincolo che definiscono le limitazioni agli ostacoli che possono costituire potenziali pericoli per il velivolo e i suoi passeggeri, in ottemperanza agli articoli 707/708 del Codice della Navigazione”.

“C’è inoltre un aspetto estremamente importante da considerare che riguarda la tutela della sicurezza e incolumità delle persone dal rischio di incidenti (Safety). Il prospettato forte aumento del traffico aereo dell’aeroporto Ridolfi rende ineludibile, oltre che urgente, affrontare la situazione maggiormente critica da questo punto di vista che riguarda le scuole del Polo Aeronautico Spaziale. Il fatto che le scuole siano state regolarmemte autorizzate a livello edilizio, non risolve il problema della sicurezza di chi le frequenta, tant’è che se non fossero state edificate o programmate prima del PRA (2012), ma successivamente, avrebbero incontrato il divieto di costruzione per il rischio derivante dalla vicinanza alla pista di volo (zona C del PRA). L’ altissima concentrazione di istituti scolastici, classificati dal CdN come “siti sensibili”, e l’altissimo carico antropico e indice di affollamento, esigono una tutela particolare ed impongono la messa in campo di tutte le misure utili alla riduzione del rischio e alla mitigazione del danno. Per valutare il rischio corso individualmente da quanti frequentano le scuole (studenti, docenti, ricercatori, personale, ecc.) ed attivare misure di riduzione di esso, è necessario che Comune e/o Regione richiedano ad Enac l’elaborazione delle Curve di Isorischio ( CdN art .715 regolamento 2025. art 3, comma 6), cosa che le Associazioni sollecitiano venga fatta in tempi brevi”: sostengono il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste e il Comitato Sorvolati che propongono: “Per mitigare le conseguenze di un eventuale incidente dovrebbe essere adeguatamente operativo il Piano di Emergenza Esterno coordinato dalla Prefettura in collaborazione con le varie strutture di emergenza tra cui la Protezione Civile, la quale non ci risulta abbia inserito l’Aeroporto Ridolfi nell’elenco delle infrastrutture da considerare a rischio, nonostante la delibera del Consiglio Comunale sul Piano di Rischio Aeroportuale risalga al 2012”.

“Infine l’aeroporto Ridolfi è l’unico aeroporto regionale sprovvisto di un piano di sviluppo, masterplan, in obbligo al gestore FA airport in base al CdN. Quello presentato nel 2023 non è stato recepito da Enac, quindi non ha avviato la procedura di compatibilità ambientale né quella di conformità urbanistica. A fronte delle misure e tutele, da anni previste e regolamentate, in particolare dalle normative ENAC ed EASA, quelle citate sono alcune tra le condizioni con cui lo scalo di Forlì si approccia ad essere integrato dalla Regione Emilia Romagna nel “sistema” aeroportuale” ma, secondo le due associazioni “il sistema dovrebbe essere condivisione di regole e garanzie di base omogenee tra tutti i soggetti coinvolti”.

“Forlì risulta essere in forte ritardo sull’applicazione delle regole anche rispetto agli altri territori regionali, aspetto questo che evidentemente non è stato considerato di ostacolo nell’erogazione di finanziamenti pubblici. Non è chiaro come gli Enti competenti, a partire dalla Regione ER, intendano procedere per creare un sistema sostenibile integrato dato che nel progetto di legge le fuggevoli parole “sostenibile” e “ambiente” rimangono vuote di contenuto e ancor più di programmi operativi”: insistono il TAAF e il Comitato Sorvolati che concludono: “è necessario e urgente che i cittadini siano messi nella condizione di poter esercitare i diritti loro riconosciuti dalle leggi, possibilmente in tempi che prevedano la medesima solerzia messa in campo per affrontare l’aspetto economico e logistico. Solo con la piena applicazione delle normative previste a garanzia del diritto alla salute e alla sicurezza individuale e collettiva si può parlare di sviluppo sostenibile”.