Bologna – 10 marzo 2026 – Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 sull’assetto di governance dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo aprono una fase delicata per il futuro del servizio meteorologico nazionale. Al centro la scelta di superare la sede di Bologna e di prevedere un’unica sede a Roma, da definire nello Statuto.
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il sindaco della Città Metropolitana di Bologna, Matteo Lepore, richiamano l’attenzione sulla necessità che le scelte in corso non indeboliscano autonomia, competenze e continuità operativa dell’Agenzia.
“Siamo stati informati che il Governo vuole procedere al trasferimento a Roma dell’Agenzia che oggi ha sede al Dama di Bologna, con evidentissimi rischi di smantellamento- affermano de Pascale e Lepore-. Questo, assieme alla nuova configurazione che esclude le Regioni dalla definizione delle linee strategiche e attribuisce gli indirizzi al Dipartimento nazionale di Protezione civile, è estremamente preoccupante. In un Paese che negli ultimi anni ha dovuto affrontare eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e devastanti, è incomprensibile ridurre il coinvolgimento dei territori e delle Regioni, che sono in prima linea nella gestione delle emergenze e nell’adattamento climatico”.
La Regione Emilia-Romagna, con la legge 7 del 17 giugno 2019, ha messo a disposizione a titolo gratuito gli spazi del Dama per favorire il consolidamento della sede tecnica dell’Agenzia. Una scelta che ha rappresentato e rappresenta un investimento strategico per il Paese, non per un singolo territorio.
E accanto al tema della governance e della sede, vi è quello della continuità delle attività e della valorizzazione del personale.
E i due amministratori de Pascale e Lepore sottolineano come “i due mesi di commissariamento non abbiano prodotto, ad oggi, risultati concreti sul piano organizzativo e strategico”.
“Spostare a Roma la sede di ItaliaMeteo non è solo un colpo al nostro territorio, che su quel Centro conta come un elemento significativo dell’ecosistema di innovazione che ruota attorno al Tecnopolo Dama, ma è innanzitutto un attacco ai suoi 25 lavoratori e lavoratrici. Professionalità che vivono e operano a Bologna, alle quali viene chiesto di presentarsi al lavoro a Roma il prossimo lunedì. È una modalità per noi inaccettabile e irrispettosa, non si può affrontare una questione simile in pochi giorni. Per questo chiediamo al Governo di sospendere il trasferimento: a Bologna situazioni del genere si affrontano con le istituzioni territoriali, le rappresentanze sindacali e i datori di lavoro. Già per venerdì prossimo è convocato in Regione un incontro, che sarebbe opportuno avvenisse senza la minaccia di un trasferimento da lì a 72 ore. Il Governo fermi questa decisione sbagliata, consentendo al dialogo di portare ad una soluzione ragionevole.”: commenta il sindaco di Bologna Matteo Lepore.
Fonte notizia protezionecivile.regione.emilia-romagna.it e Comune di Bologna

