mercoledì, Marzo 4, 2026
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Cisl Romagna: superata la soglia degli 87.500 iscritti

(Sesto Potere) – Forlì – 4 marzo 2026 – Il bilancio del tesseramento 2025 della CISL Romagna delinea il profilo di un’organizzazione in salute, capace di espandersi e di adattarsi ai profondi cambiamenti del tessuto sociale ed economico delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Con un totale di 87.503 iscritti, il sindacato ha registrato una crescita netta di 1.309 iscritti rispetto all’anno precedente, segnando un incremento dell’1,52%.

“Questo risultato non rappresenta solo un successo numerico, ma conferma la capacità della CISL di porsi come interlocutore privilegiato per una base associativa sempre più eterogenea” – dichiara il Segretario Generale CISL Romagna Francesco Marinelli.

L’analisi dei dati dell’ultimo anno restituisce l’immagine di un’organizzazione in forte fermento, capace di intercettare le trasformazioni del mercato del lavoro romagnolo.

La CISL Romagna registra una crescita importante tra le lavoratrici e i lavoratori attivi che rappresentano il 63% dell’organizzazione, con un incremento del 2,74% rispetto all’anno precedente. Questo consolidamento numerico si accompagna a un dato politico e sociale di rilievo: la componente femminile costituisce oggi la maggioranza assoluta dell’organizzazione, rappresentando il 52,87% degli iscritti totali. Si tratta di un segnale inequivocabile di come il sindacato sia diventato il punto di riferimento essenziale per le lavoratrici del territorio, sapendo interpretare e dare voce alle loro istanze in un contesto economico in continua evoluzione.

Il 2025 ha evidenziato con forza il ruolo cruciale dei lavoratori nati all’estero nella tenuta e nello sviluppo del sistema produttivo locale. Gli iscritti nati fuori dai confini nazionali sono oggi 21.123, pari al 24,14% del totale dei tesserati della CISL Romagna. Se si osserva esclusivamente la componente dei lavoratori attivi, il dato diventa ancora più significativo: ben il 35,08% di chi è ancora in attività è nato all’estero.

Nonostante la struttura demografica del territorio, la CISL Romagna dimostra una notevole capacità di attrarre le nuove generazioni. Gli iscritti Under 35 rappresentano il 13,22% del tesseramento complessivo. Questo dato è particolarmente vivo nel settore lavorativo: tra i soli lavoratori attivi, la percentuale di giovani sale infatti al 20,69%, indicando che un lavoratore su cinque tra quelli che si rivolgono al sindacato ha meno di 35 anni. La spina dorsale dell’associazione rimane comunque salda nelle fasce d’età centrali: i lavoratori tra i 46 e i 60 anni costituiscono quasi il 30% della base associativa totale, garantendo un equilibrio fondamentale tra l’energia dei nuovi ingressi e l’esperienza della maturità professionale.

“I numeri del tesseramento 2025 sono la prova tangibile di una fiducia che si rinnova ogni giorno nelle nostre oltre 50 sedi distribuite tra Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna – afferma Francesco Marinelli (nella foto) -. Essere cresciuti di oltre 1.300 iscritti in un anno significa che il nostro modello di sindacato, fondato sulla prossimità e sulla concretezza, è percepito come un valore reale da lavoratori, pensionati e giovani. Il fatto che la nostra organizzazione sia sempre più femminile e multiculturale non è solo un dato statistico, ma il segnale che stiamo interpretando correttamente la trasformazione del mondo del lavoro. La nostra sfida per il 2026 sarà quella di trasformare questa forza numerica in una spinta ancora più decisa per la tutela dei diritti, la sicurezza e la costruzione di un welfare inclusivo. Questo successo appartiene a tutte le nostre delegate e ai nostri delegati che, con passione, ascoltano e risolvono quotidianamente i problemi di migliaia di famiglie romagnole”.

“I dati del 2025 consegnano una CISL Romagna che ha saputo evolversi insieme alla sua comunità – conclude il segretario cislino -. La capacità di integrare lavoratori di ogni origine e di rispondere alle esigenze di una base associativa a forte trazione femminile posiziona il sindacato come un attore protagonista delle sfide economiche e sociali dei prossimi anni. Con un presidio capillare sul territorio e una visione attenta alla dignità del lavoro, l’organizzazione si prepara ad affrontare il 2026 con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno, valorizzando l’unità tra le diverse generazioni e culture che compongono oggi la Romagna”.