lunedì, Marzo 2, 2026
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Ravenna, i giovani protagonisti al report delle Cooperative Agricole Braccianti

(Sesto Potere) – Ravenna – 2 marzo 2026 — Giovani e cooperative a confronto: applausi a scena aperta e tanto entusiasmo lunedì 2 marzo, al Teatro Socjale di Piangipane, dove un centinaio di studenti degli Istituti Morigia-Perdisa di Ravenna e Persolino-Strocchi di Faenza ha preso parte al Report 2025 delle Cooperative Agricole Braccianti. 

Innovazione tecnologica e di prodotto, agricoltura di prossimità, sostenibilità, benessere animale, valorizzazione del territorio: questi i temi che ricorrono nelle sette idee cooperative presentate dai ragazzi, tante quante sono le Cab in campo (Comprensorio Cervese, Campiano, Terra, Agrisfera, Bagnacavallo e Faenza, Fusignano e Massari). 

L’iniziativa ha rappresentato il momento conclusivo del progetto “Semi di Cooperazione”, promosso nelle classi terze e quarte da Legacoop Romagna, Promosagri e Federcoop Romagna in collaborazione con Ravenna Teatro, 

La giornata è stata aperta dai saluti della presidente della Provincia, Valentina Palli e del presidente di Promosagri, Stefano PatriziLaura Redaelli di Ravenna Teatro ha quindi presentato i dati del Report CAB 2025. Dopo la presentazione dei progetti da parte dei ragazzi ha avuto luogo la tavola rotonda condotta dalla giornalista Chiara Brandi con l’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi, il vicepresidente di Promosagri, Paolo Rosetti e il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi.

Unanime  l’apprezzamento per il lavoro svolto dai ragazzi, che al termine sono nuovamente saliti sul palco per le premiazioni e la consegna degli attestati finali. Tutte le classi avranno la possibilità di partecipare a una visita didattica di un giorno a una realtà della filiera cooperativa agroalimentare dell’Emilia-Romagna.

«L’entusiasmo e la competenza dimostrata dai giovani che hanno partecipato – dice il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi – sono una preziosa conferma dell’attualità del modello cooperativo: le nuove generazioni lo percepiscono come qualcosa di antico e allo stesso tempo straordinariamente moderno, per la sua capacità di coniugare lavoro, democrazia, solidarietà e legame con il territorio. Oggi nelle nostre cooperative agricole l’innovazione è la norma, con l’utilizzo di intelligenza artificiale e l’agricoltura di precisione, ma i valori sono gli stessi di più di 140 anni fa. L’impegno e la passione di queste ragazze e di questi ragazzi ci confermano la capacità delle nuove generazioni di scegliere questo binomio che caratterizza l’identità della cooperazione». 

I DATI DEL REPORT CAB  

«Il Report Cab 2025 – spiega il presidente di Promosagri, Stefano Patrizi – conferma la solidità patrimoniale delle sette Cooperative Agricole Braccianti della provincia di Ravenna, nonostante le crescenti sfide che si trovano di fronte, dal cambiamento climatico alla crisi della redditività delle produzioni, evidenziate anche nella tavola rotonda con l’assessore regionale Mammi». 

La superficie in proprietà è di 12.036 ettari (+32 ettari), mentre la Superficie Agricola Utilizzata è di 11.594 ettari di cui l’89% per la coltivazione di produzioni erbacee, il 4% per frutteti e vigneti, il 7% destinati a recuperi ambientali con boschetti, siepi, prati per insetti impollinatori, stagni. 

I ricavi netti raggiungono i 47 milioni di euro, e sono così divisi: il 44% da colture erbacee, il 6% da arboree, il 14% dalla zootecnia, il 5% da agriturismo, il 15% da energia, il 12% da contributi, il 4% da altre entrate varie. I lavoratori sono 596, di cui 88 nuovi entrati. Gli investimenti realizzati nel biennio 2023-2024 ammontano a circa 9 milioni di euro, al netto dei contributi europei, e riguardano soprattutto miglioramenti fondiari, attrezzature, organizzazione, macchinari e strutture per l’attività.

Le criticità più evidenti, negli anni successivi all’alluvione, sono legate alla scarsa redditività agronomica e, conseguentemente, al rischio per la tenuta numerica di lavoratori e  basi sociali. Per ogni ettaro sono state impiegate, in media, 22 ore uomo e 12 ore macchina, in ripresa ma comunque ancora sotto l’intensità registrata prima dell’alluvione.