martedì, Febbraio 24, 2026
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Confartigianato Cesena sui dazi: esportazioni in flessione negli Usa, anche nel territorio

(Sesto Potere) – Cesena – 24 febbraio 2026 – “È necessaria una risposta europea compatta, orientata alla tutela delle imprese esportatrici, alla tenuta delle catene del valore transatlantiche e al rispetto degli accordi in essere. Per le imprese artigiane e per le piccole imprese italiane stabilità, chiarezza e tempi rapidi nelle decisioni sono condizione indispensabile per continuare a competere”. È questa la posizione  di Confartigianato, e di Confartigianato Fderimpresa Cesena per affrontare le conseguenze della sentenza della Suprema Corte degli Stati Uniti sui dazi Usa.

“Le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato – informa il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena composto da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati (nella foto) mostrano che nel 2025 le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, al netto dei flussi del settore farmaceutico influenzati da transazioni infragruppo, registrano una flessione dell’1,6% su base annua, anche nel nostro territorio. Il calo è diffuso in gran parte dei comparti simbolo del Made in Italy. Le attività manifatturiere che comprendono tra l’altro mobili, gioielleria e occhialeria, segnano una diminuzione del 10,4%; i metalli di base e i prodotti in metallo arretrano del 7,9%; la chimica registra un calo del 6,4%; alimentari e bevande scendono del 4,5%; i macchinari e apparecchi del 3,4%; computer ed elettronica del 3,2%; gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi del 2,3%. Particolarmente marcata la contrazione dell’export di autoveicoli, che crolla del 18,5%, mentre il settore del mobile diminuisce dell’8,2%. Segnali positivi si registrano solo in alcuni segmenti specifici come i mezzi di trasporto, sostenuti dalla consegna di navi con un incremento del 16,8%, il legno e carta in crescita del 7,0% e la moda che avanza del 2,4%”.

“In questo scenario – sostiene il Gruppo di Presidenza– diventa fondamentale difendere la Joint Declaration UE-USA del 2025, che rappresenta oggi il principale punto di riferimento e una garanzia minima di stabilità per le imprese italiane. Anche se le negoziazioni su metalli ed esenzioni appaiono destinate a rallentare, mantenere valido quell’accordo è essenziale per evitare ulteriori irrigidimenti e per assicurare un quadro di regole il più possibile prevedibile nei rapporti commerciali transatlantici”.