(Sesto Potere) – Bologna – 19 febbraio 2026 – Un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sanità di prossimità in Emilia-Romagna: siglato il nuovo Accordo integrativo regionale per gli specialisti ambulatoriali interni, veterinari e altre professionalità sanitarie, come biologi, chimici e psicologi.
Viene così consolidato il percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale, mettendo in rete tutte le professioniste e i professionisti coinvolti con l’obiettivo di garantire continuità e presa in carico dei pazienti, in particolare cronici e fragili, rafforzando in modo strutturale il collegamento tra territorio e ospedale. Tra i principali obiettivi anche la riduzione delle liste d’attesa, l’appropriatezza clinica e prescrittiva, il potenziamento dell’assistenza domiciliare e nelle strutture intermedie, la telemedicina, la corretta gestione dei flussi informativi (Fse, ricetta dematerializzata).
Cuore dell’Accordo sono le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le Unità complesse di cure primarie (Uccp), che diventano modelli organizzativi obbligatori per gli specialisti ambulatoriali e le altre professionalità coinvolte. Strutture che favoriscono il lavoro in équipe, l’integrazione ospedale-territorio e la continuità assistenziale, riducendo la frammentazione dei percorsi di cura e migliorando l’accesso alle prestazioni.
“L’ Accordo integrativo regionale rappresenta uno strumento di governance fondamentale nel percorso che stiamo portando avanti per ottimizzare l’appropriatezza e l’efficacia della cura- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Aggiungiamo un tassello essenziale della riforma territoriale, mettendo al centro l’integrazione tra professionisti e la presa in carico delle persone, in particolare dei pazienti cronici e fragili. Investiamo su organizzazione, innovazione digitale e qualità delle cure per garantire ai cittadini e alle cittadine risposte tempestive, coordinate e sempre più vicine ai loro bisogni”.
“Ma non è tutto- aggiunge Fabi– perché il nuovo Accordo integrativo, come quello per la Medicina generale, guarda anche alla tutela e alla valorizzazione dei professionisti, prevedendo ad esempio indennità per sedi disagiate, tutele assicurative e legali e fondi specifici per gli accordi attuativi aziendali. Ringraziamo le Organizzazioni sindacali, con cui abbiamo condotto un lavoro complesso ma molto proficuo”.
Il nuovo Accordo pone attenzione particolare al tema delle liste d’attesa, con l’obiettivo di migliorare la gestione delle agende, favorire il recupero delle prestazioni e promuovere un uso appropriato di visite ed esami, così da garantire tempi più rapidi di presa in carico a chi ne ha realmente bisogno. Parallelamente, si rafforzano l’assistenza domiciliare e le cure nelle strutture intermedie, per evitare ricoveri non necessari e consentire alle persone più fragili di essere seguite nel proprio contesto di vita. Si prevedono programmi e progetti finalizzati su day service, urgenze a bassa complessità, ricerca e psicologia dell’emergenza.
Ampio spazio è dedicato alla telemedicina, che viene riconosciuta come parte integrante dell’attività lavorativa degli specialisti: televisite, teleconsulti e telerefertazione ridurranno gli spostamenti, velocizzeranno i tempi decisionali e miglioreranno il confronto clinico, con benefici concreti per gli stessi professionisti e per i pazienti, soprattutto per chi vive lontano dai grandi centri.
L’ Accordo introduce inoltre indicatori chiari e misurabili per valutare i risultati delle équipe territoriali, collegando una parte della remunerazione agli obiettivi di integrazione, gestione efficace delle agende e reale presa in carico. Un modello di assistenza che rafforza la multiprofessionalità e rende la specialistica territoriale più organizzata e integrata nella sanità territoriale.
Per quanto riguarda i professionisti, vengono previsti specifici fondi per gli Accordi attuativi aziendali, indennità per sedi disagiate e per attività sanitaria all’interno degli Istituti penitenziari, tutele assicurative e legali. Vengono infine rafforzati i ruoli organizzativi e i percorsi di formazione continua, prevedendo un monte ore annuo strutturato e integrato con gli altri professionisti del sistema sanitario.

